24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 19:52:00

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Giuliano Sangiorgi: «Restate a casa»

Fra le mura del suo appartamento e un ragù domenicale nasce l’invito del leader dei Negramaro

Giuliano Sangiorgi
Giuliano Sangiorgi

Giuliano Sangiorgi, voce dei Negramaro contro la paura da coronavirus. Cantante e autore di molti dei successi della forma­zione salentina, è uno degli artisti più amati e attivi nel sensibilizza­re i cittadini nel seguire le norme utili a combattere un virus che ha steso mezzo mondo. Ha fatto flashmob cantando dal balcone di casa, a Roma, ha rilasciato di­chiarazioni mediante social, in­terviste ai giornali e scritto una canzone.

Titolo inequivocabile: “Restiamo a casa”, brano nato fra le mura domestiche. Anche lui, Giuliano, a causa del Covid-19 è in qualche modo ai “domiciliari”. Gli sareb­be piaciuto, tornare nel suo Sa­lento, stare accanto – virtualmen­te, s’intende – ad amici, parenti, conoscenti, concittadini. E, inve­ce, gli è toccato restare nella sua casa di Roma, lanciare messaggi, dichiarazioni, attraverso qualsiasi cosa: finestre, sito, facebook, in­stagram, lui che è uno degli arti­sti più “cliccati” in assoluto.

Anche stavolta gli è toccato met­tere a disposizione della gente la sua popolarità. Mai tirato indie­tro.

Non è tornato in Puglia, Giulia­no, ma pensa a quanti proprio non ce l’hanno fatta a resistere lonta­no da casa.

«Le immagini di tutte quelle per­sone che scappavano da Milano e assalivano l’ultimo treno che li avrebbe riportati a casa, dai pro­pri affetti, sono ancora impresse nella mia mente…», la prima re­azione a caldo del cantante dei Negramaro. Non resiste alla ten­tazione di suonare e fa una diretta su Facebook. Molti propongono un flash-mob e Giuliano imbrac­cia la sua chitarra, spalanca le finestre e canta “Meraviglioso” di Domenico Modugno, alla ma­niera della formazione salentina. Merita anche spazio l’inossida­bile Pino Daniele, che cantava “…tanto l’aria adda cagna’…”, uno dei passaggi della romantica “Quanno chiove”. Per non diven­tare matto, Giuliano, prende la chitarra fra le mani. Due accordi e un appunto. Bisbiglia qualcosa, rimanda a mente un verso e scri­ve. Nasce così “Restiamo a casa”. Strano che la vita “normale” per un artista cominci proprio dallo stare più o meno ai domiciliari. «Cucino il ragù della domenica – spiega Sangiorgi – fingo che sia tutto normale, come sempre; giro e rigiro quel sugo, che Stella ama tanto». Stella, la sua piccola, ha fatto passi da gigante, ha im­parato a camminare in fretta, “su due piedi” verrebbe da dire. Papà Giuliano se la prende comoda, nonostante il ragù reclami un in­tervento supplementare.

«Smetto, lo faccio “riposare” e penso che ho del tempo per met­tere nero su bianco i miei pen­sieri e, magari, ho il tempo pure di cantarli, prima di riprendermi cura del mio ragù». Non ci ha pensato un attimo prima di com­porre “Restiamo a casa”.

«Sento che è giusto condivide­re queste parole nuove con voi, scritte per voi, per me… per capi­re o per cercare almeno di farlo: la musica, tante volte, mi ha aiu­tato a comprendere, a compren­dermi».

Sangiorgi e il rapporto con le sue canzoni. «Tante canzoni, quelle rimaste nel cassetto – vi assicuro – mi hanno aiutato tanto, anche senza essere pubblicate, senza essere dei successi…». Scrivere è come guardarsi dentro, provare a tirare fuori sentimenti, emozio­ni che sfiorano la pelle e devono diventare parole, semplici, per arrivare nel più breve tempo pos­sibile a chi ascolta. E’ il senso di “Restiamo a casa”. «Questa vo­glio dedicarvela, per annullare le distanze e per sentirvi in questa stanza tutti; torno al mio ragù e vi aspetto, aspetto che tutto tor­ni a girare nel senso giusto come questo mio ragù, come questa mia canzone…». A questo punto diventata di dominio pubblico.

L’attacco del testo, inequivocabi­le. Sangiorgi si fa interprete del desiderio di qualsiasi italiano ab­bia a cuore i propri affetti. Lo fa da par suo, da poeta, parole sem­plici, dritte al cuore. Ma anche alla mente.

“Vorrei incontrarti, ma non si può – canta Giuliano in “Restiamo a casa” – sono ore, lunghe ore pas­sate solo ad aspettare che qualcu­no sappia dire qualcosa che fac­cia sperare, che questa maledetta storia sia sul punto di finire…”. E’ un messaggio importante, fonda­mentale, quello del cantante dei Negramaro, l’unica strada perché “insieme, finalmente, noi domani torneremo a uscire”.

Questo il contributo di uno dei nostri artisti più amati, che non a caso completa la sua canzone con un invito: “Per ora resta a casa. Fallo per te e per me. E per noi!”.

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