Cronaca News

Il silenzio della “troccola”

Tanta tristezza nelle settimane che avrebbero dovuto accompagnare la città verso i Riti

“Via Crucis” alla chiesa San Domenico
“Via Crucis” alla chiesa San Domenico

Avrebbero dovu­to essere le due settimane più belle dell’anno con tantissime celebrazioni e incontri di ogni genere ad accompagnare i ta­rantini ai grandi appuntamen­ti con l’Addolorata, la notte di Giovedì Santo, e con i Sacri Misteri, dalla sera di Venerdì Santo fino all’indomani mattina del Sabato Santo. Invece, sarà il deserto.

“Abbiamo sperato tutti di sve­gliarci una di queste mattine e di riprendere la nostra vita di sempre con la sgradevole sen­sazione di aver fatto un brut­to sogno, anzi di aver vissuto un incubo – ha scritto il priore dell’arciconfraternita del Car­mine Antonello Papalia – Pur­troppo ogni mattina invece ci siamo dovuti confrontare con questa triste realtà che sta met­tendo a dura prova l’intera uma­nità”.

“Via Crucis” alla chiesa del Carmine
“Via Crucis” alla chiesa del Carmine

In definitiva è questo lo sta­to d’animo di quanti hanno a cuore i nostri Riti. Angoscia e solitudine hanno accompagna­to quanti hanno seguito, nelle dirette facebook, le pie fun­zioni delle Via Crucis svoltesi domenica sera al Carmine e a San Domenico, desolatamente vuote. Hanno stretto il cuore le immagini di don Emanuele Fer­ro abbracciato al crocifisso per portarlo davanti all’altare, così come quella di don Marco Ge­rardo con la Croce dei Misteri sulla soglia del Carmine, men­tre benediceva piazza Carmine tristemente deserta.

In altri anni la stessa piazza e il sagrato di San Domenico sareb­bero state brulicanti fino a tardi di confratelli intenti a formare le squadre di portatori dei sim­boli e a fare previsioni in vista delle assemblee straordinarie della Domenica delle Palme. “Non vivremo i nostri Riti! – ha scritto ancora Papalia – Essi si fermeranno nuovamente, come accadde durante gli anni dell’ultima Guerra Mondiale. I nostri penitenti piedi nudi non toccheranno le strade della no­stra bellissima città. I candidi cappucci rimarranno nei nostri armadi. Non sentiremo la me­lodia dei nostri medaglieri. Il nostro Gesù Morto, scortato e vegliato, non attraverserà le vie del Borgo. Ci mancherà tutto questo, fratelli miei, ci man­cherà la condivisione dei nostri cuori e delle nostre emozioni e ci mancheranno i nostri giorni: i giorni del perdono”.

In compenso non stanno man­cando le iniziative di solidarie­tà dei due sodalizi nei confronti della popolazione messa in gi­nocchio dalla terribile pande­mia di Coronavirus.

Né mancheranno nelle due chie­se i momenti di preghiera con l’arcivescovo, che ognuno potrà seguire attraverso i social, ren­dendo così un po’ meno amaro questo vuoto.

Infatti Giovedì Santo, alle ore 23.45 mons. Filippo Santoro pregherà davanti alla sacra ef­figie della Vergine Addolorata e Venerdì Santo alle ore 19.30 davanti a quella di Gesù Morto.

Sarà assicurata la diretta sulla pagina facebook della confra­ternita della Commemorazio­ne dei Sette Dolori della Beata Vergine Addolorata, il Venerdì di Passione (3 aprile) nella chie­sa di San Domenico alle ore 18.30.

Tale funzione avrebbe dvuto costituire l’inizio delle celebra­zioni dei 350 anni della con­fraternita dell’Addolorata, che vivranno il loro culmine nei fe­steggiamenti settembrini.

A Dio piacendo.

 

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