10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca News

Buoni spesa a Taranto, primo passo per non lasciare indietro nessuno

Il sindaco Melucci spiega le misure di sostegno

Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

Periodico appun­tamento del Comitato per l’Or­dine Pubblico e la Sicurezza, tenutosi lunedì mattina in video collegamento con la Prefettura di Taranto, al quale tra gli altri hanno partecipato il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ed il direttore generale Ciro Imperio.

Si sono affrontate questione di attualità, per lo più connes­se alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, in città e presso l’area industriale, come anche correlate alla appli­cazione delle sanzioni previste dall’ultimo Dpcm sulla materia.

Inoltre, si è potuto fare il pun­to sulle misure operative per dare seguito all’ultima Ordi­nanza della Protezione Civile, in tema di buoni alimentari per le famiglie bisognose del ter­ritorio. Misure che, in queste ore, si stanno approfondendo alla luce delle intervenute note esplicative dell’Anci e che si stanno tentando di armonizzare sull’intero territorio provincia­le. Per Taranto, sempre che non mutino ancora i criteri all’atto della pubblicazione, lo stanzia­mento straordinario dovrebbe corrispondere a poco più di 1,4 milioni di euro.

«Nello specifico, entro la setti­mana corrente – ha dichiarato il primo cittadino – la Giunta comunale dovrebbe approvare in via definitiva i requisiti di ac­cesso al sistema dei buoni spe­sa, per i successivi due mesi di erogazione del servizio, come anche i termini della call pub­blica volta ad allestire la rete commerciale sul capoluogo io­nico». Intanto, il lavoro dell’ammini­strazione comunale di Taranto è concentrato nella predisposi­zione delle misure necessarie per alleggerire i cittadini, in questo particolare momento, dal peso di tasse e tributi. Con­testualmente, si continuano a predisporre provvedimenti per sostenere particolari categorie, compresa la definizione del­le modalità per consentire agli aventi diritto di accedere alle risorse predisposte dalla Prote­zione Civile nazionale tramite ordinanza.

«Partiamo proprio da quest’ul­tima misura – ha spiegato il sindaco Melucci – per la quale sono stati destinati al Comune di Taranto circa 1,4 milioni di euro. Abbiamo studiato le note esplicative Anci e andremo in giunta per adottare il modello necessario per fare domanda e le modalità di accesso. In pri­ma istanza, abbiamo previsto buoni spesa da 30 e 50 euro settimanali, al massimo 10 per famiglia, da consumare nell’ar­co temporale di due mesi». Per il momento, questa misura sarà destinata a chi non è titolare di altre misure, sia nazionali, sia regionali, come il reddito di cittadinanza. «Non è escluso che le successive economie – ha dichiarato ancora il primo cit­tadino – possano consentirci di ampliare la platea degli aventi diritto».

Tra gli interventi contingenti, inoltre, si registra anche il rin­vio di alcune scadenze. «Parlia­mo di Tari e tributi minori, To­sap e pubblicità nello specifico – ha aggiunto Melucci –, per of­frire ai contribuenti la possibili­tà di avere maggiore liquidità in questo particolare periodo. La prima rata Tari è stata rinviata a fine luglio, i tributi minori a fine giugno per chi l‘aveva in scadenza a marzo». Con l’imminente approvazione del bilancio, inoltre, si darà via libera ad alcune misure già an­nunciate nei mesi scorsi, a soste­gno di famiglie, imprese e cul­tura. «Abbiamo 300mila euro da destinare al “bonus bebè” – ha aggiunto il primo cittadino –, altri 100mila euro rappresen­teranno la dotazione per soste­nere le start up giovanili, che individueremo successivamen­te, e 30mlia euro finiranno nei progetti dell’art bonus, idee da riversare nel percorso tracciato dalla prospettiva di Taranto ca­pitale della Cultura».

Altre misure sono allo studio da parte dell’amministrazione Me­lucci, che è al lavoro non solo per governare l’emergenza, ma anche per seminare il post Co­ronavirus. «Continuiamo a la­vorare per la comunità – ha con­cluso il sindaco – ricordando ai cittadini che devono fare la loro parte, rimanendo a casa».

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