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Giulio Kaliandro presenta “Non toccate i bambini”

Il terzo album del rocker contiene nove brani di sua composizione. Uno è dedicato a Taranto

Giulio Kaliandro
Giulio Kaliandro

L’album “Non toccate i bambini” è il terzo del rocker tarantino, da anni tra­piantato a Milano, e contiene nove brani di sua composizione.

«Ho voluto pubblicare il mio nuovo lavoro nonostante questa situazione surreale più che mai – ha sottolineato – Gli esse­ri umani dovrebbero imparare che siamo tutti fragili, indifesi, di fronte a una pandemia come il Covid19, come rimarco nel brano “Via della ribeltà”; ma a Taranto, come in altri luoghi, questo virus c’è da decenni e nessuno fa nulla per salvarci: non bisogna essere colpiti in prima persona per combattere questa guerra, ma per solidarie­tà e fratellanza».

Per la lontananza dalla sua cit­tà natale, Kaliandro ha voluto dedicargli il brano “Tarant nue­str”.

«Lo dedico alla mia città, alle sue tante vittime a causa dell’in­quinamento, compresi mia ma­dre e mio padre – ha accenna­to – E soprattutto ai bambini e contro ogni forma di violen­za su di loro in ogni parte del mondo».

Lo stimolo forte è nato dopo aver visto qualche mese fa su Facebook un video in cui tante mamme di Taranto piangevano la perdita dei loro bimbi; da qui il bisogno di scrivere un bra­no, una denuncia, nei confronti di questo scempio che sembra non avere mai fine, affinché qualcosa cambi, migliori, senza possibilmente lasciare a casa i lavoratori dei quali Kaliandro ha grande rispetto e stima. Il brano, volutamente in stile me­diterraneo, latino, meridionale, contiene anche alcune frasi forti in dialetto tarantino che vanno proprio dette così.

Nel brano “Non toccate i bam­bini” il video fa emergere l’ani­ma metal dell’artista che si ma­nifesta con uno sfogo di rabbia verso la difficile condizione dei bambini, vittime della vicenda di Bibbiano a Reggio Emilia da un’organizzazione che ha mani­polato le testimonianze dei pic­coli per sottrarli a famiglie in difficoltà per assegnarli, dietro pagamento, ad amici o cono­scenti ritenuti ufficialmente più idonei.

L’album “Non toccate i bambi­ni” contiene anche “Gamines” sulla difficile realtà dai bambi­ni del Sud America, costretti a fuggire dai venditori di organi.

Il disco conta la collaborazione di musicisti di grande talento da Andrea Braido (Celenta­no e Mina) a Luigi Schiavone (Enrico Ruggeri), Ricky Bel­loni (New Trolls), Rocco Lan­zo (Anna Oxa), Cesare Capone (Toto Cutugno) e a Daniele Pe­rini (Tullio De Piscopo).

«A Milano mi sono realizzato artisticamente ma non posso dimenticare quando ho lasciato Taranto la sera del 10 Ottobre 1970 per salire sul treno con in tasca solo 28 mila lire, senza alcuna valigia ma soltanto con jeans, stivali, maglietta e giac­ca di pelle nera – ha ricordato – Avevo tanto tanto rock’n’roll da tirar fuori».

Negli anni Giulio Kaliandro ha collaborato con Rick Wakeman, Billy Preston, Amanda Lear, Toto Cutugno, Maurizio Van­delli, Mauro Pagani, Le Vibra­zioni, Mia Martini e molti altri.

 

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