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Leggere, per vivere altre vite parallele

Per non annoiarsi in casa durante l’emergenza sanitaria

Leggere, per vivere altre vite parallele
Leggere, per vivere altre vite parallele

Per vivere altre vite

…me, s’io giaccio in riposo, il te­dio assale

Giacomo Leopardi

Per sfuggire agli orizzonti ristretti, specie alla noia del tempo vuoto, entro cui è confinata la nostra esi­stenza, e per renderla più comples­sa e robusta, oltre che vivibile, non è inutile, anzi giova, intrecciarla e ricombinarla con quella degli al­tri, conosciuti e sconosciuti, vicini e lontani nel tempo e nello spazio.

Allora leggere le fiabe, i romanzi, le poesie, i libri di storia, i rac­conti di viaggio, affranca dalla condizione di chiusura in se stessi, attivando potenzialità che sono in ciascuno di noi .

Grazie alla grande letteratura è possibile vivere, per procura, al­tre vite parallele, immedesimarsi in biografie: si diventa Odisseo, Antigone, Socrate, Prassitele, Ce­sare, Napoleone, Amleto, Madame Bovary, Anna Karenina; e ancora: don Abbondio, Montalbano. E così di seguito. Occorre non privarsi di quegli incontri comunicativi che certi libri importanti consentono con momenti e spazi anche lonta­ni, diversi dai nostri. Alla memo­ria personale una lettura aggiunge allora la memoria collettiva, e l’in­trigo delle due allunga la nostra vita sia pure all’indietro: «in qual­che modo nel corso della nostra vita -annotava Umberto Eco- noi possiamo rabbrividire con Napo­leone per un levarsi improvviso del vento dell’Atlantico su Sant’E­lena, gioire con Enrico IV per la vittoria di Azincourt,soffrire con Cesare per il tradimento di Bruto» (1991,2 giugno). Con il diffondersi dei mezzi audiovisivi e dell’alfabe­tizzazione digitale il catalogo delle esistenze accessibili (un grande attore o una grande attrice; un calciatore, un pilota automobili­sta) si amplifica e può riuscire a coinvolgere milioni di persone.

Si vive così nel desiderio di altre vite riconfigurando con più al­ternative le identità, i piani di vita e i progetti: tutte alimentate da esempi, ideali, testimonial, miti, testi letterari. Si tenta così di porre rimedio alla limitatezza dell’esi­stenza individuale, al dipendere dalle condizioni non scelte, che solo, a posteriori, appaiono casua­li. Da ognuno di essi riceviamo un impulso a uscire dalla chiu­sura in noi stessi, a attivare germi che possediamo solo in forma la­tente, a spalancare nuovi e inediti mondi,a inocularci idee,passioni,sensazioni,affetti che altrimenti ci resterebbero preclusi. Il contatto tra comparti di senso prima lon­tani genera scintille di significa­to, schiude illuminazioni mentali, provoca emozioni e sentimenti che si riverberano sulla strutturazione del carattere di ciascuno.

Non dimenticando mai che la let­teratura permette di rappresen­tare perfettamente ciò che non si conosce: inventa e crea ciò che esiste senza bisogno di esperienza concreta. Ma anche ciò che non esiste!

Attraverso la lettura si è dunque sollecitati a vivere una vita altra, e sovente a conquistarsi un’altra identità, attraverso scelte: potan­do l’una dopo l’altra le successive ramificazioni del proprio essere e deflorando gemme di io che avreb­bero potuto svilupparsi in altre direzioni. Chi avrei voluto essere? Un altro: una persona il cui iden­tikit è una collezione di qualità umane prelevate da personaggi reali o ideali. Un altro me stesso che, però, ha sviluppato tutte le sue potenzialità. E se sono, certo, assai importanti le esperienze e gli incontri con le persone reali(a co­minciare dai propri genitori,dagli amici, dai propri maestri),contano anche, e sovente di più, quegli incontri con i personaggi ideali. Senza “racconti di vita” non si costruiscono né appartenenza né identità, poiché la competenza nel­la costruzione e nella comprensio­ne dei racconti è essenziale per la costruzione della nostra vita e per crearci un “posto” nel mondo possibile che incontreremo.

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