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Il lavoro nero al tempo del Covid

Il lavoro nero al tempo del Covid
Il lavoro nero al tempo del Covid

Pur nell’emergenza connessa alle misure di contenimento anti-contagio, non si ferma l’azione di contrasto dei carabinieri del fenomeno dello sfruttamento lavorativo. A conclusione di una mirata attività, i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Taranto e della Stazione di Grottaglie, hanno infatti segnalato all’autorità giudiziaria un imprenditore agricolo, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di sfruttamento del lavoro. Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, di una roulotte e di un container adibiti ad alloggio (secondo quanto previsto dalle nuove norme anticaporalato).

L’attività investigativa ha consentito di accertare lo sfruttamento di un extracomunitario, di nazionalità afghana, costretto a lavorare nei campi anche 20 ore al giorno in condizioni di assoluto degrado, in violazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali e provinciali, delle norme in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro. Il bracciante era inoltre alloggiato all’interno di una roulotte e di un container, privi di servizi igienici, acqua potabile e riscaldati solo da una piccola stufa allacciata a un impianto elettrico improvvisato. Inoltre i caraninieri hanno rilevato lo stato di soggezione psicologica del bracciante che pur di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, ha continuato ad accettare per oltre dieci mesi condizioni di grave sfruttamento. L’intera attività ha consentito di accertare numerose violazioni in materia di lavoro con sanzioni amministrative e penali per settantacinquemila euro

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