Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

ArcelorMittal, gestore degli impianti ex Ilva, può produrre e commercializzare l’acciaio prodotto a Taranto. È una decisione che, inevitabilmente, farà discutere, quella del prefetto Demetrio Martino. Un pronunciamento atteso, giunto nella tarda mattinata di oggi, sabato. Il prefetto non ha prorogato il divieto di vendita scaduto il 3 aprile. La questione impatta sul numero di lavoratori che devono essere presenti in fabbrica, tema cruciale in tempi di Covid-19.

ll prefetto spiega di aver deciso di non prorogare il provvedimento «in applicazione dei principi generali di proporzionalità e adeguatezza», fermo restando «il monitoraggio ed il controllo sulle condizioni di impiego del personale, con riferimento anche ai valori numerici giornalieri e sulla costante e totale applicazione delle misure di prevenzione da rischio sanitario», contenute in un apposito protocollo operativo adottato da Arcelor, il 17 marzo scorso.

«Occorre tenere conto – si legge ancora nella comunicazione del dott. Martino – di quanto dichiarato da codesta azienda relativamente alla difficoltà di carattere economico a motivo della produzione ridotta al minimo (3 milioni di tonnellate annue a fronte di 8 milioni di tonnellate annue a regime) la cui mancata commercializzazione, ove dovesse prorogarsi il divieto sino al 13 aprile, porterebbe l’impossibilità di pagare i fornitori e le imprese dell’indotto e progressivamente alla crisi dell’impianto mettendone a rischio la salvaguardia e la sicurezza».

Ancora, dice il prefetto, «va considerato che nel periodo di sospensione, il numero dei dipendenti impiegati in lavorazioni, sia diretti che dell’indotto, è rimasto sostanzialmente inalterato e comunque entro i limiti massimi indicati dal provvedimento prefettizio e che tale assetto di marcia è stato confermato, anche come impegno per il futuro, con nota pervenuta in data odierna».

“Non entro nel merito del nuovo provvedimento, pero’ mi sembra un passo indietro rispetto al decreto precedente” ha dichiarato all’agenzia Agi Antonio Talo’, segretario della Uilm Taranto. Come detto, il nuovo decreto del prefetto Demetrio Martino non ha prorogato il divieto di commercializzare l’acciaio. Divieto che alla fabbrica di Taranto era stato imposto con un precedente decreto prefettizio. “Autonomia e buona fede del prefetto non sono affatto in discussione – afferma Talo’ -,pero’ piu’ di qualche dubbio ci viene se consideriamo che ArcelorMittal, col suo amministratore delegato Lucia Morselli, e’ intervenuta pesantemente ed ha persino minacciato lo stand by di tutto il siderurgico, con massiccio ricorso alla cassa integrazione, se il divieto alla vendita della produzione di Taranto fosse continuato dopo il 3 aprile. Non vorremmo che le pressioni dell’azienda abbiano influito sul corso delle cose. E quindi una revoca del blocco, che poteva pure sembrare normale in una situazione lineare, in realta’ sia stata condizionata dalle pressioni che ArcelorMittal ha effettuato”. Circa l’assetto del personale in fabbrica, che ArcelorMittal ha dichiarato al prefetto che non cambiera’ (sino a ieri in fabbrica erano autorizzati ad entrare ogni giorno 3500 dipendenti diretti e 2000 delle imprese dell’indotto), Talo’ afferma che “questo, tutto sommato, era gia’ nelle cose. Con ArcelorMittal, prima del decreto del 26 marzo, avevamo anche trovato una intesa. Adesso proveremo ad abbassare il piu’ possibile i numeri relativi alla forza lavoro in fabbrica”.

2 Commenti
  1. fra 2 mesi ago
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    chiediamo all’azienda di pulire i parcheggi ,di fare smaltire i rifiuti e di fornirci dei Dpi necessari e di carta,grazie, e magari fare ripristinare l’illuminazione visto che non si vede un tubo,eravamo tutti convinti che qualcosa sarebbe cambiato, ma invece ….

  2. Nicola Resta 2 mesi ago
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    mi piacerebbe conoscere cosa fanno i quattro commissari. chi sono? cosa fanno? a tempo pieno o svolgono altre attività? quale è il loro compenso? dove abitano? Insomma un’intervista a loro non è possibile? Per onestà preciso che analoga richiesta l’ho rivolta questa sera anche a STUDIO 100. Penso che le notizie che chiedo farebbero piacere a molti lettori. Grazie. Nicola Resta

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