30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 04:59:00

Cronaca News

Coronavirus, «I bambini teniamoli a casa»

Il pediatra Mario Marranzini chiarisce: «Possono uscire soltanto per necessità»

Bambini
Bambini

La chiusura delle scuole e delle attività, le limita­zioni agli spostamenti e l’invito a restare a casa il più possibile hanno trasformato radicalmente la vita di tutti gli italiani, spaz­zando via ogni traccia della vec­chia quotidianità. A soffrire per questa libertà violata non sono soltanto gli adulti o gli anziani, ma anche i bambini, di qualsiasi età, privati delle loro abitudini, dei loro amici e dei loro svaghi. In virtù di questo, il Governo ha lavorato per cercare di allentare la morsa della noia e dell’isola­mento forzato in cui sono costret­ti a vivere. La circolare del Mi­nistero dell’Interno del 31 marzo definisce la possibilità di un solo genitore di passeggiare con i pro­pri figli, purché in prossimità del­la propria abitazione, nell’ambito di spostamenti motivati da situa­zioni di necessità o per motivi di salute. Si pensi, per esempio, ai bambini con bisogni speciali, con determinate patologie o con defi­cit neurologici, per i quali usci­re all’aria aperta costituisce una vera e propria terapia. Si tratta di eccezioni, ma da attuare comun­que con le accortezze necessarie.

A tal proposito il dottor Mario Marranzini, Segretario Provin­ciale della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), lancia un messaggio a tutti i genitori.

“La norma emanata dal Gover­no che regola la possibilità di far uscire i bambini non va asso­lutamente interpretata in modo estensivo, né come un mezzo per eludere le attuali limitazioni – spiega Marranzini – non si potrà liberamente andare a comprare il gelato, giocare con gli amici, o andare al supermercato: è an­cora assolutamente necessario continuare a rispettare tutte le misure di sicurezza. Il documen­to del Governo concede la facoltà di uscire per motivi di necessità o salute, solo in particolari si­tuazioni e sempre con le dovute cautele”. Il pediatra Marranzini spiega che l’emergenza sanitaria attuale ci insegna a proteggere noi stessi e gli altri attraverso il rispetto di norme e procedure tese a evitare quei comportamen­ti che, considerati usuali e spon­tanei prima della pandemia, ora sarebbero deleteri.

I bambini, infatti, con la curio­sità che contraddistingue la loro indole, potrebbero, per esempio, toccare le superfici e sfiorarsi poi la bocca o gli occhi, oppure po­trebbero avvicinarsi troppo ad un amichetto incontrato per strada. Con questi comportamenti si va­nificherebbe tutto il lavoro fatto finora. Pertanto è indispensabile non abbassare la guardia e con­tinuare a evitare passeggiate o spostamenti, se non per situazio­ni di necessità. “L’isolamento è isolamento e se si vuole che fun­zioni e che ci permetta al più pre­sto di uscire da questa situazione – continua il pediatra – non può essere per fasce d’età. Il bambi­no non ha bisogno di spazi aper­ti per volare lontano, basta che ci sia qualcuno che lo guidi per visitare il mondo intero. Sfruttia­mo terrazzi e balconi per stare un po’ all’aperto. Leggiamo insieme ai bimbi le fiabe, tiriamo fuori i giochi di società, le costruzioni e recuperiamo con loro il tempo che nella vita di tutti i giorni, tra gli affanni del lavoro e i numero­si impegni, abbiamo sempre rim­pianto di non riuscire a trovare”. Il tempo ritrovato con i propri figli a giocare, guardare un film, leggere, studiare o cucinare in­sieme: questa è la cura per loro e per noi stessi. Riprenderci il nostro tempo in famiglia, anche quando sembra non passare mai, facendoci sentire spesso apatici e demotivati.

“Faremo di tutto per farvi tornare al più presto alle normali abitu­dini di vita e a uscire da questa pandemia – promette Marranzi­ni – Il buon senso deve guidare le scelte di tutti noi e quelle di tante mamma e papà che siamo certi sapranno continuare a com­portarsi nel modo più giusto e più equilibrato nel rispetto delle esi­genze dei bambini e delle norme che servono a tutelare la salute di tutti”.

 

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