14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Mimmo Spataro, da Taranto a Hollywood
Mimmo Spataro, da Taranto a Hollywood

Ci siamo ritrovati nella stessa scuola superiore di Taran­to, ma non abbiamo avuto la fortuna di incontrarci, io da docente e lui, Mimmo Spataro (nella foto con la moglie Assunta D’Elia a Hollywood), da studente. Infatti si è diplomato nel 1991 allo storico ITIS “Augusto Ri­ghi” nel corso di elettronica e telecomunicazioni. Proprio in quell’anno, 15 marzo 1991, a Palo del Colle, di sera e sotto casa sua, veniva barbara­mente assassinata da un folle che da anni la perseguitava la giovanissima Santa Scorese. Aveva soltanto 23 anni e la sua “colpa” era stata quella di vivere Dio “quale unico punto fermo della vita di ognuno di noi”. Iscritta al corso universitario di Pedagogia, catechista ed attivista della chiesa, assisteva gli anziani, un cammino spirituale per diventare suora. Colpita ed uccisa da 13 coltellate, le sue ultime parole furono di perdono per il suo assassino. Una storia dura e toccante, riportata sui media dell’e­poca, che lascia il segno e diventa motivo di riflessione e di riferimento nel mondo del teatro tanto che il regista ed attore Alfredo Traversa fu il primo a portarla in scena con l’opera “Santa delle Perseguitate”, nel 2017 al Teatro Parioli di Roma. Come tante cose della vita, la tragica storia di Santa, l’opera teatrale, si intrecciano e diventano terreno fertile per il giovane pugliese, Mimmo Spataro. Il suo diploma gli dà un’ottima base tecnica per le varie attrezzature cinematografiche, ma è la passione per il cinema, condivisa con la moglie Assunta D’Elia, ad indicare e tracciare la sua strada che diventerà sempre più luminosa. Nasce così il film “L’in­credibile storia di Santa Scorese” con il regista tarantino ad auto produrlo con la sua azienda “filminprogress.it” e nel quale ricopre in una unica persona il lavoro di una intera troupe cinematografica.

«Sono un perfezionista per carattere – mi dice – e mi piace seguire ogni cosa nei dettagli». E, infatti, il suo regista preferito è uno dei più grandi del cinema mondiale, Stanley Kubrick, versatile, fuori dagli schemi e dai generi, puntiglioso fino all’esasperazione tanto da far girare ben 93 volte una scena a Tom Cruise in “Eyes Wild Shut”. Spataro ricostruisce in modo mirabile per il grande schermo questa storia, imprimendo ad ogni ciak la sua passione e bravura per le luci, la musica, la fotografia, con l’attenta sceneggiatura di Assunta D’Elia, l’attrice Clara Magazzino nella veste di Santa, Giuseppe Calamunci Manitta nel ruolo di Giuseppe ed Alfredo Traversa, poliziotto e padre della ragazza. Un marchio d’autore che fa subito guadagnare al film un meritato successo, ben 16 trofei ed infine il sogno delle colline del cinema con tre Awards all’Hollywood In­ternational Moving Pictures Film Festival, lo scorso 25 gennaio: Miglior film straniero, Migliore Cinematografia, Migliore attrice, la grottagliese Clara Magazzino. Quando mi racconta di Los Angeles il giovane accen­na un sorriso ed a parlare sono i suoi occhi.

«Il mio viaggio agli Awards di Hollywood è stato come vivere un sogno per un film auto prodotto, in cui ho curato regia, riprese, fotografia, cine­matografia, fonica, editing. Dopo tanti premi e consensi arrivare sulla collina più famosa al mondo ed essere apprezzato da colleghi provenienti da diversi continenti mi ha dato gioia ed orgoglio».

La passerella sul Red Carpet è stato un meritato riconoscimento per l’o­pera prima del giovane regista tarantino che, appassionato di motori, da ragazzo sognava di entrare in un team di una grande casa automobilistica. Poi la sua grande passione per il cinema, per la fotografia e la conoscenza della luce cinematografica grazie agli insegnamenti di Italo Petriccione, vincitore del David di Donatello per “Io non ho paura”, di G. Salvatores.

La stessa Assunta D’Elia ha giocato un ruolo importante come sceneg­giatrice del film e per il lavoro di introspezione per personaggi così com­plessi di una storia forte, terribile, intrisa da un grande messaggio di fede. Chissà quante volte Mimmo ed Assunta nella serata del Festival Interna­zionale, incontrando e conoscendo artisti, ricevendo consensi ed apprez­zamenti dopo la proiezione di “L’incredibile storia di Santa Scorese”, commossi e senza dirsi una parola hanno ripensato a tutto il lavoro fatto ed a quando avevano con forza abbracciato l’idea di raccontare questa storia.

“Il cinema è la scrittura moderna il cui inchiostro è la luce”, diceva Jean Cocteau, poeta, scrittore, attore e regista.Altri impegni attendono il giovane e bravo regista, magari un nuovo progetto cinematografico «per raccontare storie e riflettere sui comportamenti umani».

Mi saluta accennando un sorriso, il regista Spataro.

Abbiamo scritto di teatro, oggi di cinematografia, domani di musica: a noi di Neruda Award piace raccontare la bellezza della vita.

Saverio Sinopoli
Presidente associazione culturale “Pablo Neruda”

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