06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

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Parola d’ordine: saremo tutti più buoni

Cosa accadrà e da dove si ricomicerà dopo l’emergenza sanitaria per Coronavirus

Coronavirus
Coronavirus

Adesso il politicamente corretto ha cambiato tormentone. La paro­la d’ordine è una sola: “poi saremo tutti buoni”. Questa volta non mi fregano, io sarò l’ultimo buono.

Già si comincia male: i primi “ri­fatti buoni” stanno, come stavano, già in televisione, come quando “sorridicchiavano buonisti”.

Ma dopo quanto, dall’ultimo virus mortammazzato, iniziamo a farci buoni, e poi da dove si comincia?

– Baci e abbracci, no! credo che il “volpone” stia proprio in attesa che, da fessi, si diventi buoni; – la burocrazia d’incanto ci chiede scu­sa per decenni di malvessazioni e ci rimborsa le ore di secoli di fila?; Equitalia si accorge di avere a che fare con esemplari umani che re­sistono a diventare equi… ni, cui togliere la biada?; – si scrive e si parla chiaro in italiano dalle auto­rità e non in stile “mo’ ti fotto io” (che qualcuno c’è sempre che non capisce… e paga la contravvenzio­ne!), coi risultati che vediamo nelle ordinanze sulle uscite-entrate, che fra un po’ il cane, che l’ha “esce da solo a far la cacca e non c’è pena­le”?. – l’Europa ci darà baci a pizzi­cotti, senza straziarci il volto a bot­ta di ficozze?; – che al primo soffio che suona con la F… subito non scappiamo (ma in aereo, o prima classe), in esilio in Francia, col ri­schio di mangiar quella “vomitevo­le” pizza, e poi per digerire gridare “via il Fascista” e il “Comunista”?; – e altre belle cose… estensibili in famiglia, vanto e gloria di quanti hanno tolto il “buono” dall’ultima (speriamo) Repubblica.

La verità da sempre è che solo il buon governo fa buoni i cittadini. Che poi è “la bontà che interessa”, l’altra “bontà” è cosa personale.

La bontà “obbligatoria” per tutti è solo frutto dell’efficienza e giusti­zia dello Stato, che nella sua orga­nizzazione rispetti i tempi in cui si vive e i cittadini, cioè che sia capa­ce di comporre le tensioni, le con­trapposizioni, offrendo SERVIZI SERVIZI SERVIZI EFFICIENTI.

Se lo Stato non si trasforma, non ci potrà essere bontà, se non come fatto episodico e privato che non serve, se non solo a stare un po’ meglio che nella società dei bestio­ni.

Cari amici e compagni, lo so che vi sembrerà imprudente parlare di Costituzione, ma credo che sia ora di ringiovanire la Matusalemme, che nacque quando -figuratevi la noia- non c’era nemmeno il… cel­lulare.

Francamente, ormai questa nostra Carta-madre s’è fatta trisavola, un po’ rigida e attempata, non ci sente bene, utile solo a conservare, come fanno i vecchi, ammantata di ide­ologismi e di ricordi (sacrosanti!), difesa dalle cannoniere della più di­strattamente feroce burocrazia, in ritardo su tutto, impastata di decre­ti e confusa da leggi e contro leggi. Una burocrazia che fa arrivare ciò che serve a morto sfatto, che pro­duce vittime sociali e “involontari” eroi. Ecco perché i nostri, medici e clienti, oggi son degli eroi, ma per­ché si è sempre agito in ritardo, per essere burocraticamente corretti, cavillosi, quando non “interessati”, per onorare lo stucchevole metafi­sico astratto “bene del paese”, che ora vediamo in atto in tutto il suo splendore. Vorrei chiudere con due pensierini. 1 – La nostra Repubbli­ca è “fondata” sul lavoro, però poi bisogna fare il grattacielo e che non venga giù al primo piccolo scosso­ne, figuriamoci ai grandi crolli, utili però a generare eroi e … vo­lontari, la task forza per d’ogni no­stro guaio (gratuita, ehhh, un bel risparmio per lo Stato! ). 2 – Dice il poeta che divenimmo civili quando le “nozze (persino) tribunali ed are diero alle umane belve (gli uomini bestioni) d’esser pietose di se stesse e d’altrui” e allora cominciammo anche a rispettare i morti, ma … lasciamo stare. Però Foscolo, ma non lui solo, che con quattro parole secche considerava la nascita del­lo Stato come unico strumento per liberare l’uomo che è una “bestia”, se lasciato a sé, non specifica (lo dà per ovvio), che “nozze, tribunali e are” sono il principio fondante, ma non immobile, e che, anzi, lo Sta­to deve essere sempre ai “corsi di aggiornamento”, per servire la vita della gente, quella che vive l’OGGI e l’oggi, si sa, è così dinamico che si fa subito… “domani”. Se si rima­ne all’oggi, si sta fermi nel passato! Bisogna prevedere e provvedere. Allora diventeremo veramente buoni, come il babà. Bene, comin­ciamo ad aggiornare la Costituzio­ne e, invece di andare a votare ogni minuto che ci scappa, e per le solite fesserie al “condizionale” (per… “si dovrebbe fare”), si faccia una “Costituente… della bontà moder­na” per farci nuovi e dunque buoni, e regalare finalmente alle balere la italica versione canora della rasse­gnazione: “baste ca ce sta o sole ,e basta che ce sta o mare…”. Ma attenzione però che se in questi tempi disgraziati ci saltano pure i “bagni a mare”, senza previsione chiara e concreta di quando e come si “torni tutti a mare, ma rifatti… buoni”, finisce che qui qualcun s’incazza…, che per strada, a non esser stati “buoni”, ci siamo persi molti cari.

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