29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 13:43:57

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La banda con la mascherina

Ha suonato per le vie di Palagianello a ricordare la festa soppressa dal Coronavirus

La banda con la mascherina
La banda con la mascherina

PALAGIANELLO – “È stato il nostro piccolo contributo, almeno per risollevare l’umore e gli animi, nulla in confronto a tutto quello che fanno gli Angeli Bianchi che combattono nelle cliniche e negli ospedali tutti i giorni. Molti lo fan­no a carissimo prezzo, a loro va la mia buona Pasqua e a tutti coloro che hanno e avranno bisogno di una “pacca”sulla spalla. Questa è una emozione che mi porterò sem­pre nel cuore per tutta la vita”

Così ha commentato Domini­que Antonacci, leader del gruppo dei Terraross, tornato all’antica passione della “bassa musica” in occasione della ricorrenza della Madonna delle Grazie, patrona di Palagianello. Programmata come da antica tradizione nelle giorna­te della Domenica di Pasqua e del Lunedì di Pasquetta, la festa pa­tronale era stata abolita, come tut­te le altre, a causa del flagello del Coronavirus. Ciò è stato un dolore per i tanti palagianellesi, che in tale circostanza si riunivano con i compaesani tornavano da lontano e con quanti ai paesi vicini giun­gevano numerosi per partecipare alla festa. Quindi, niente più pro­cessioni, né luminarie in piazza e sul corso, né fuochi pirotecnici né bande musicali. Ma forse c’era la possibilità di donare alla comunità un segno di festa. Così, dopo ac­cordi tra il sindaco Maria Rosaria Borracci e il comitato feste patro­nali, si è deciso di far sfilare per le vie, nelle due mattinate della festa, la bassa musica locale, cui si è ag­giunto per l’occasione Dominique dei Terraross, che dal lontano 1993 fino al 2005 ha suonato in quella formazione, prima di dedicarsi con il suo gruppo alla valorizza­zione e alla diffusione in tutt’Italia del patrimonio musicale locale. Proprio e solo per la festa patro­nale, egli è infatti solito riprende­re in mano bacchette e tamburo.

Prima di iniziare il giro, i musicanti ovviamente, hanno infos­sato la mascherina “d’ordinanza”, ponendosi a distanzia di un metro l’uno dall’altro. Così, a prim’ora, il rullo dei tamburi, il rimbombo della grancassa e il fragore dei piatti, che seguivano la melodia del piffero, hanno sparso allegria a piene mani per le vie di Palagia­nello, iniziando dalla periferia. Ed è stata una bella sorpresa per gli abitanti che, ovviamente, non sono scesi in strada per le note disposi­zioni ma hanno assistito dai bal­coni, applaudendo spesso con gli occhi lucidi di commozione per la ritrovata atmosfera di festa. Così ha aggiunto Dominique, anche lui nell’elegante candida uniforme: “Leggere negli occhi la felicità della gente che ci vedeva passare suonando tra le vie del Paese è stata una sensazione pazzesca ca­rica di tristezza e gioia allo stesso tempo, una emozione strana, mai provata prima… Ci siamo sentiti più vicini, abbiamo incrociato gli sguardi, condiviso i groppi in gola, percepito le lacrime, e gli applausi, mai così tanti…Vi voglio bene”. Al termine, la rituale foto di gruppo sulla scalinata della chiesa matri­ce di San Pietro Apostolo, per una giornata davvero da ricordare.

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