12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

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Coronavirus e medicina di genere

La medichessa Trotula de’ Ruggiero si è occupata per prima della cura della salute della donna

La sinfonia del corpo
La sinfonia del corpo

L’epidemia di coronavirus che sta flagellando l’umanità, pone tanti interrogativi ai quali la scienza sta cercando delle ri­sposte, per ora solo abbozzate. Uno dei tantissimi interroga­tivi che questa crisi sanitaria imprevedibile e spietata sta ponendo, e alla quale pure si stentano a trovare risposte uni­versalmente valide, è il perché tra le numerosissime vittime del virus ci sia una netta pre­valenza di uomini rispetto alle donne.

Senza entrare nel dettaglio del­le statistiche, i dati raccontano che le vittime del Covid19 due su tre sono uomini e che l’età media delle vittime è più bassa per gli uomini di circa cinque anni. In attesa che gli scienzia­ti, dopo aver approfondito la casistica, ci spieghino le ragio­ni di quanto sta avvenendo, che possono essere fisiche, ormo­nali, comportamentali, ecc…, l’unico dato certo è che uomini e donne, di fronte alla pande­mia, sono diversi.

La diversità tra l’uomo e la donna riguardo alla salute del corpo è posta così in evidenza chiarissima, ma di fatto non è stato mai così per la medicina ufficiale, che soltanto negli ul­timissimi anni si è posta il pro­blema della “medicina di gene­re”, riconoscendo, ma ancora in maniera larvale, che non ci può essere una “medicina per l’uo­mo” adattata anche alla donna. E questo a prescindere dalle di­versità fisiche e dalle funzioni riproduttive.

E così arriva straordinariamen­te attuale, in questa fase nella quale l’editoria è in un momen­to di stasi, per la accresciuta difficoltà di diffondere il libro, la pubblicazione di un saggio storico di grande interesse: “La sinfonia del corpo Trattato me­dievale sulla salute e il benes­sere delle donne”, scritto circa mille anni fa da un medico donna, e dovremmo oggi dire da una medichessa, Trotula de’ Ruggiero che fu un singolare, ma più unico che raro, soprat­tutto perché di grandissima notorietà, di sanitaria e scien­ziata, autrice di saggi che per secoli sono stati un punto di ri­ferimento per la specifica cura della donna e che per questo è considerato il primo trattato sulla salute e le patologie del­le donne, scritto nell’XI secolo dalla medichessa della Scuola di Salerno che fonda la medici­na di genere.

L’opera maggiore di Trotu­la, “De passionibus mulierum ante in et post partum”, che è al centro di questo volume, fu un trattato di ostetricia e gine­cologia di grande diffusione e autorità per tutto il Medioevo.

Tradotto in molte lingue eu­ropee, pubblicato in decine di edizioni, studiato nelle univer­sità, rappresentò per secoli il riferimento cardine della medi­cina occidentale. Esso sanciva la dignità e diritto della donna a ricevere cure specifiche per la sua sostanziale diversità dall’uomo.

A darlo alle stampe, in questi giorni pur così complicare, è l’editore salentino Piero Man­ni, che aveva già proposto, nel 2014, l’opera di Trotula “De ornatu mulierum”, con il titolo “L’armonia delle donne. Trat­tato medievale di cosmesi con consigli pratici sul trucco e la cura del corpo”.

A presentare il lavoro è, non certo per un caso fortuito, Rosy Bindi che fu ministro della Sanità dal 1996 al 2000 e che promosse il Piano sanitario na­zionale 1998-2000, intitolato “Un patto di solidarietà per la salute”, che indicava con chia­rezza il percorso di rilancio della sanità pubblica a partire da un generale cambio di rotta.

Comprendendo il progetto “Una salute a misura di donna”, che rivelò lacune e ritardi nella valutazione delle differenze di genere in diversi settori della medicina e della ricerca biome­dica e farmacologica.

Il piano ebbe molte difficoltà e venne congelato ma aprì co­munque la strada alla Legge sulle professioni sanitarie del 2018, che ha sancito di fatto l’ingresso della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale.

Nella sua prefazione, Piero Manni, che ha curato il lavoro, offre delle riflessioni interes­santi su come nel tempo si si­ano riconosciute e anche ricon­siderate le differenze di genere rispetto a molte malattie, quelle cardiovascolari, un tempo rite­nuto specifiche per l’uomo, e l’osteoporosi, prima ritenuta “prerogativa” femminile, e così via.

Il volume propone, poi brevi saggi relativi alla Scuola me­dica salernitana, sulla figu­ra di Trotula e le sue opere e si conclude con l’appendice: “Proprietà terapeutiche delle piante e sostanze nominate nel De passionibus mulierum ante in et post partum”.

Nel suo saggio, Trotula de’ Ruggiero suggerisce come evi­tare una gravidanza, o come scegliere il sesso del bambino che si concepisce; è la prima ad affermare, contro consolidate credenze, che la sterilità può avere origine anche maschi­le; dispensa nozioni di oste­tricia sulla posizione del feto nell’utero, dà indicazioni per individuare i segni di una gra­vidanza, e per il regime della puerpera: particolare attenzio­ne merita il momento del parto, che necessita di una atmosfera serena e rispettosa del pudore della donna.

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