18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

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«Torneremo a vivere il nostro grande sogno»

Parla Nicola Longobardi: «Vorrei ritornare a Taranto»

Cus Jonico Taranto
Cus Jonico Taranto

Lo avevamo la­sciato indiscusso mvp della par­tita contro Altamura.

Nessuno, tantomeno Nicola Longobardi, poteva pensare quella domenica sera che quel­la sarebbe stata l’ultima partita della stagione, sua e del Cus Jo­nico Basket Taranto.

È successo, tutto o quasi, in po­che ore, in pochi giorni, nel giro di poche settimane. La trasferta di Ostuni che salta, il campio­nato che viene sospeso, il rom­pete le righe temporaneo che poi è diventato definitivo così come l’annullamento dell’intera stagione.

Quella bella sera del 1° marzo sembra così lontana, così come le luci del Palafiom spente del tutto, così come i sogni di glo­ria dei rossoblu. «Va tutto bene finora, anche dopo quella scos­sa di terremoto, per fortuna non forte, con epicentro proprio dal­la mia zona, Pozzuoli, zona Sol­fatara» dichiara.

È davvero tutto finito, te ne sei capacitato?
Già, purtroppo! Porto ancora i segni della delusione, insieme ai miei compagni di squadra. E’ stato interrotto bruscamente un bel sogno che poteva diventare realtà, perché ci sentivamo den­tro di poter compiere l’impresa, vincere i playoff che avremmo giocato proprio in queste setti­mane. Per me, poi, sarebbe stato il coronamento di una stagione e di un momento di forma im­portante grazie ai compagni di squadra, alla società e ai tifosi. Una chimica perfetta che si era creata grazie al lavoro sapiente di coach Olive, di tutto lo staff tecnico e che poi veniva valo­rizzato da tutti i dirigenti e dal­la società.

Per intensità e intelligenza ti ho paragonato a David Moss, ho esagerato?
Tessendo le mie lodi fin troppo forse, con un po’ di voluta esa­gerazione ma grazie!

Vorrei sentire il tuo parere sulla decisione presa dalla Fip, prima sui campionati regionali e poi estesa a quelli nazionali
Non posso che essere d’accordo sull’eccessiva fretta di dichia­rare la fine dei nostri campio­nati da parte del presidente fe­derale Petrucci. Mi rifaccio ai commenti dei nostri massimi dirigenti, il presidente Cosenza e il gm Conversano che hanno lamentato il fatto di non essere stati neanche consultati prima di prendere una decisione che, comunque, aveva delle motiva­zioni valide. Le società dei no­stri campionati si sono trovate così spiazzate e spalle al muro senza avere il supporto di una condivisione circa il presente e il futuro economico-finanziario al di là della delusione sportiva.

Una buona analisi anche dal punto di vista della visione di politica sportiva. Ti stai forse preparando anche al ruolo di Team Manager, ora che sei così tanto giovane?
No, giammai! E’ ancora troppo presto, sono giovane e con tan­ ta voglia di spaccare il mondo, si fa per dire. Il basket ce l’ho nel sangue, come in tutta la mia famiglia allargata anche ai miei cugini di sangue. Fino all’anno scorso ho giocato quasi sempre in Campania e solo, nella sta­gione precedente ho fatto il sal­to fuori, accettando di buon gra­do la scelta di venire a Taranto. Io, prima ero un altro giocatore. Difendevo normale ma, quando poi ti trovi di fronte a giocatori grandi e grossi di formazione superiore, le cose cambiano. In attacco, prima tiravo solo da 3 e poco altro. Poi, giocando an­che in serie B col Pozzuoli, ho perfezionato il gioco difensi­vo e variato quello di attacco. Quando però il mio agente mi ha detto che Taranto mi avrebbe ingaggiato, non ho tentennato e ci sono venuto volentieri perché sapevo che in Puglia il basket è molto praticato ed è ulterior­mente fisico e tecnico. Non solo, dal punto di vista sociale mi è piaciuto molto l’approccio con la città, perché appena messo­vi piede ho ascoltato, lungo le sue strade, il suono e voce di una bella canzone napoletana. Come fossi in una seconda Na­poli.

Come ritieni di aver migliora­to il tuo gioco e le tue caratte­ristiche tecniche?
Penso di aver dimostrato di aver migliorato e variato il gioco of­fensivo, nell’uno vs uno, oltre al tiro e l’applicazione difensi­va. La cura di coach Olive e del suo staff è stata molto efficace. Mi auguro di poterla utilizzare ancora al più presto, magari al prossimo possibile rientro.

Torneresti per la prossima stagione?
Di corsa! Anche perché mi sem­bra quasi che si sia interrotto bruscamente un bel sogno. Mi sento spesso con i miei amici e compagni di squadra e siamo tutti concordi in questo. Il bello di questa stagione è che l’abbia­mo vissuta in buona armonia dentro e fuori il parquet e que­sta non è sempre facile da con­seguire. Tutto l’ambiente è stato bello e gratificante. Quando fi­nirà questa triste storia, tornere­mo a Taranto, intanto, per farci una bella tavolata tutti insieme, alla faccia del Covid-19 e poi, per sistemare le cose dal punto di vista economico, con buona volontà di accordo tra le parti, riconoscendo anche alla società tutto ciò che perso per strada.

 

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