26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

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“La serva padrona” in streaming con gli Amici della Musica

“La serva padrona”
“La serva padrona”

“Il teatro non si ferma mai” con gli Amici della Musica “Arcangelo Speranza che oggi, 17 aprile, sulla loro pagina Facebook alle 18 ripro­pongono, in streaming, “La serva padrona”, l’opera lirica di Giovanni Paisiello che nel 2017 andò in scena a Taranto (e poi anche a Bari) per il fe­stival intitolato al compositore tarantino e, l’anno seguente, per la stagione concertistica dello storico sodalizio.

Lo spettacolo fu molto ap­prezzato per l’ambientazione American Graffiti del regista, scenografo e costumista Chic­co Passaro, che ambientò negli anni Cinquanta il capolavoro musicato dal grande operista pugliese nel 1781, durante il soggiorno alla corte di Cateri­na II di Russia.

Agli ordini di Sabino Manzo, che dirigeva l’Orchestra Ba­rocca Santa Teresa dei Maschi, c’erano il soprano Valeria La Grotta (la serva Serpina) e il basso Giuseppe Naviglio (l’an­ziano nobile Uberto), coadiu­vati in scena dal mimo Gabrie­le Salonne (il servo Vespone).

Sono, infatti, soltanto due i cantanti previsti nella parti­tura dell’opera su libretto di Gennaro Antonio Federico, che quasi mezzo secolo pri­ma Pergolesi aveva messo in musica con straordinario suc­cesso contribuendo in maniera determinante a far scoppiare a Parigi la celebre Querelle des Bouffons, con i futuri enciclo­pedisti sostenitori della supre­mazia del teatro musicale ita­liano su quello francese.

Dunque, è con Pergolesi che si afferma il best seller di Fede­rico, nel quale l’amore tra la serva e il suo padrone trionfa in un matrimonio interclassi­sta, salvo poi conoscere un’ul­teriore popolarità con la ripre­sa di Paisiello in una versione che il critico musicale Paolo Isotta definisce “letteralmente schiacciante”.

Non avendo nuovi libretti a disposizione, il compositore punta su un testo di grande successo e, con la chiara in­tenzione di confrontarsi con il celebre precedente, “ruba” “La serva padrona” a Pergolesi per festeggiare il quarto onomasti­co del granduca Alessandro.

L’intermezzo va in scena a Tsarkoe Selo, residenza estiva della corte di Caterina di Rus­sia, il 30 agosto del 1781, e i presenti ascoltano un gioiello di grazia parecchio distante dall’omonima opera di Pergo­lesi.

Di fronte al pubblico della corte imperiale, come spiega Maria Grazia Melucci, Pai­siello “rinuncia a una comicità eccessivamente chiassosa e ca­ricata, e le baruffe dei due per­sonaggi vengono qui finemente stilizzate”.

E nonostante la brevità dell’in­termezzo, che gli Amici della Musica ripresero nel medesi­mo allestimento nel 2018 per la stagione concertistica, la gamma di arie è davvero am­pia, tra momenti elegiaci e vir­tuosistici, patetici e di furore, con una “cantabilità facile e distesa, dolce e malinconica”.

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