25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 10:41:00

Cultura News

Il culto di San Marco a Taranto

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

San Marco
San Marco

In apertura della rubrica settimanale “Calanna­rie”, ideata e curata dal prof. Antonio Fornaro, lo stesso ha voluto rilasciare un suo com­mento sulla appena trascorsa Settimana Santa tarantina: “E’ stata la Settimana Santa degli imprevisti perché non si sono svolte le processioni e non sono stati allestiti i Sepolcri; è stata anche la Settimana Santa delle mancanze perché, oltre alle ci­tate processioni, sono mancate dal vito le marce funebri, la pre­senza della gente nelle strade, i madonnari, il venditore di sta­tuine dei perdoni e delle stature dei Misteri e il profumo della cannella nelle strade del Borgo umbertino.

E’ stata anche la settimana delle sorprese perché l’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro, il Gio­vedì Santo nella Chiesa di San Domenico, ha suonato la troc­cola e ha retto sulle spalle una “sdanga” del simulacro dell’Ad­dolorata; inoltre Domenica di Pasqua si è recato all’Ospedale Moscati e alla Casa Circonda­riale di Taranto per impartire la benedizione agli ammalati e ai detenuti”.

Questa settimana Fornaro in­centra il suo intervento su San Giorgio, sulla Madonna della Camera e su San Marco.

Questi i titoli mariani della set­timana: Santa Maria di Leuca, Beata Vergine della Compas­sione, Madonna delle Ferite, Madonna delle Vittorie, Nostra Signora del Sorriso, Nostra Si­gnora dei Campi, Madre del­la Divina Misericordia, Ma­dre dello Splendore, Madonna dei Gesuiti, Madre del Genere Umano, Madonna del Buon Consiglio.

Questi i Santi della settimana: Valeriano, Engrazia, Innocen­zo, Perfetto, Espedito, Aniceto, Anselmo, Agapito, Giorgio. Fe­dele e Marco.

Sant’Engrazia è patrona di Sa­ragozza, sua città d’origine.

Sant’Espedito è un santo invo­cato per i casi disperati.

Sant’Aniceto introdusse la ton­sura monacale come segno di rinuncia all’attaccamento delle cose terrene.

Sant’Agapito morì dopo 11 mesi di pontificato.

San Giorgio è patrono dell’In­ghilterra, di Genova, dei soldati, dei prigionieri, dei cavalli, degli ospizi, dei fabbri, degli artisti e degli scout.

Questi i detti della settimana: “Debiti e guai non finiscono mai”, “Beato l’erede che eredita la Fede”, “Donne, vento e fortu­na cambiano dopo la luna”.

Tre le effemeridi di Cravero che ci ricorda che il 12 aprile 1869 fu inaugurato il primo palazzo civile al Borgo.

Il 16 aprile 1813 arrivò a Taran­to arrivò a Taranto Gioacchino Murat e si fermò sull’Isola di San Paolo. Autorizzò il Comu­ne a costruire un teatro in Piaz­za Castello ma non se ne fece più nulla perché dopo qualche tempo Gioacchino si rifugiò in Corsica dove fu fucilato il 3 ot­tobre 1815.

L’ultima effemeride ci ricorda che il 14 aprile 1886 cadde la Pasqua più lunga del XX secolo.

Per quanto attiene San Giorgio Fornaro ricorda che il suo cul­to è diffuso in molte parti del mondo e in Puglia dal Gargano fino alle coste pugliesi.

La più antica raffigurazione del Santo si trova a Grottaglie nella cripta di San Giorgio nella Gra­vina di Riggio. Viene invocato contro i serpenti velenosi, la pe­ste e la lebbra.

Il suo culto a San Giorgio Joni­co iniziò nel 1400 ma soltanto nel 1891 diventò patrono del pa­ese jonico.

Si festeggia anche la Madonna della Camera il cui santuario mariano si trova a 3 chilometri da Roccaforzata ed è meta di pellegrinaggi.

L’ultimo intervento della setti­mana Fornaro lo dedica a San Marco il cui culto è molto cono­sciuto in tutti i paesi del mondo. Particolarmente venerato è a Torricella, a Taranto, a Massa­fra, a Mottola, a Laterza, a Pala­giano e a Maruggio. E’ patrono dei vetrai, dei cestai, dei mura­tori e dei notai e viene invocato per il buon raccolto e contro la scabbia.

Secondo la Legenda petrina si dice che San Marco venne a Ta­ranto insieme a San Pietro e si fermarono sull’Isola a quest’ul­timo intitolata. San Marco si fermò per tre giorni nella nostra città.

San Marco è patrono di Torri­cella.

In Puglia viene venerato a San Marco in Lamis e a San Marco Catola e a Cellino San Marco.

A Taranto a lui è intitolato il Vico San Marco su Via Gari­baldi. Dal 935 c’era una chiesa a lui dedicata e abbattuta all’i­nizio del 1900. Per la topono­mastica ricordiamo l’Ospedale San Marco di Grottaglie. Per l’iconografia ricordiamo un di­pinto in Arcivescovado, dipin­ti nelle chiese di San Cataldo, della Madonna della Salute e di San Francesco di Paola. Sulla facciata del Duomo di Taranto c’è una statua in pietra del San­to del 1713. Il Santo è anche raf­figurato nel Cappellone di San Cataldo ed è presente con una statua marmorea di Giuseppe Pagano del 1804.

Infine nella Chiesa del Carmi­ne si trova una piccola statua in pietra in una nicchia entrando nella chiesa a sinistra e un di­pinto sull’altare maggiore.

A Taranto sono più numerosi coloro che si chiamano Marco rispetto a quelli che si chiama­no Cataldo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche