21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 15:52:00

Antonio Prota, esperto di turismo e marketing
Antonio Prota, esperto di turismo e marketing

Ci siamo cono­sciuti nel 2014 quando era presi­dente del GAL Colline Joniche. Imprenditore ed esperto di turi­smo e marketing, con importanti esperienze non solo in Italia, an­che in Africa, ai Caraibi, negli USA. Mi parlava, allora, di Green Road, di BIT, di Global e Local e di come dal micro deve partire una forte capacità progettuale ed un’offerta sistemica del territorio. Nel 2017 il manager Antonio Prota ha ricevuto assieme ad al­tri protagonisti, proprio nel teatro comunale di Crispiano il Neruda Award, il premio a coloro che in­seguono i sogni e li realizzano. In queste dure settimane di Co­vid19, on line mi ha raccontato: «Sono sempre stato attratto dal fascino del viaggio, inteso come conoscenze, e da 25 anni sono impegnato in attività imprendito­riali. Dopo le mie esperienze in Africa (Kenya e Tanzania) devo ammettere che tutto mi è sem­brato più facile. Grandi sono le difficoltà da superare in zone così difficili. Al contrario il continente americano ti abitua a sviluppare grandi opportunità e devi essere pronto per coglierle, a condizione di avere una grande capacità di costruzione di piani strategici».

Sentirlo raccontare in modo affa­bile e competente di ruralità, tu­rismo sostenibile, aziende innova­tive, mi fa correre e scovare nella mia libreria un libro cult per me, comprato e letto nel lontano 1986, “Innovazione e Imprenditorialità” di Peter F. Drucker, il guru in­ternazionale del management. In questo settore dell’economia della conoscenza ne ha fatta di strada il manager Prota, curioso, caparbio, sa non solo guardare lontano ed osare, quanto innescarela forza di traino di una potente locomotiva.

«Intravede un progetto di valore e lo spinge portandosi dietro tutto – mi dice di lui il suo socio, Flavio Albano – tanto che ciò che ferma le altre persone per lui diven­ta normale amministrazione ed ogni ostacolo sembra fatto per es­sere superato. Ci siamo conosciuti nell’ambito di alcuni progetti a Crispiano e parlava di quel terri­torio, del lavoro di tutti noi e degli abitanti come protagonisti. Ecco lungimiranza e capacità di capo­volgere gli schemi. Poi abbiamo continuato a lavorare assieme scrivendo il libro “Murgia Val­ley” per raccontare le storie degli imprenditori che fanno innova­zione. Siamo stati per un mese a New York proprio alla ricerca di ulteriori spunti tra musei, con­vegni, arrivando ovunque grazie alla sua fitta rete di relazioni».

Famosa forse ormai scontata l’af­fermazione di un altro guru, Seth Godin, per il quale “il marketing non è più questione di ciò che sai produrre ma della storia che sai raccontare”; Murgia Valley è una scintilla, un progetto di vivaio di­gitale che parte proprio da Gra­vina, con l’intento di raccontare una visione, una opportunità, un modo di condividere ed amare il proprio territorio. Giovani im­prenditori coraggiosi come Sal­vatore Pepe, Roberto Calculli, la coppia Maria e Nicola di Mac & Nil, Vincenzo Tucci rappresen­tano l’Italia della creatività. E le storie raccontate nel libro sono piccoli romanzi di innovatori che credono in questo paese. Ultima­mente Antonio Prota ha costituito un’altra azienda innovativa, Ada Travel, per fornire servizi web ed aiutare le imprese turistiche coin­volgendo e portando in Puglia un grande come il toscano Marco Landi, ex presidente della Apple di Steve Jobs. Nulla è impossibile se si persegue con passione! Con un’analisi lucida e lungimirante Antonio rimarca i suoi valori ed i suoi plus per il brand Puglia nel mondo, quali la ruralità, un turi­smo sostenibile, l’enogastrono­mia, la gente delle comunità ru­rali. «Lanciare una destinazione è un lavoro di squadra che deve tenere assieme pubblicoe privato in una azione integrata di visione. Crispiano, ad esempio, ed il brand delle 100 Masserie potrebbero conquistare importanti quote di mercato, ma ancora stenta a co­struire percorsi comuni. Nessuno si salva da solo!», aggiunge il no­stro protagonista.

«Un mio caro zio era filosofo e gi­rava il mondo. Ho sempre sogna­to di poter fare lo stesso. E la mia vera fortuna è stata quella di in­contrare amici che condividevano

il desiderio di viaggiare. Il mio luogo del cuore? Voglio costru­ire con mia moglie, la persona più importante della mia vita, una serra in cui rafforzare la mia capacità riflessiva e guardare la natura attraverso una pianta che ha tanto da insegnarci in quanto a sostenibilità».

“Lentamente muore chi non viag­gia, chi non legge, chi non ascolta musica, Chi non trova grazia in se stesso”.

(Martha Medeiros, scrittrice bra­siliana)

Saverio Sinopoli
Presidente associazione “Pablo Neruda

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