26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca News

«Fate espiare pena residua a casa»

Appello ai magistrati di sorveglianza di un gruppo di mogli di detenuti

Il carcere di Taranto
Il carcere di Taranto

“Chiediamo di poter permettere ai nostri cari di espiare la pena residua nella propria abi­tazione, circondati dall’affetto dei propri cari, per far sì che uniti alle famiglie, questo periodo di qua­rantena possa essere più accetta­bile e dignitosa, affinchè si possa evitare qualsiasi forma di conta­gio”.

Una lettera è stata inviata da un gruppo di mogli di detenuti del carcere di largo Magli al diretto­re direttrice Stefania Baldassari e ai magistrati del Tribunale si Sorveglianza. “C’è una situazione che affligge ormai tutto il mon­do, e facciamo riferimento al Co­vid–19- si legge nella missiva- ma c’è anche il grande problema del sovraffollamento della struttura penitenziaria nella quale i nostri cari sono costretti a “vivere”. Que­ste due combinazioni unite forma­no una catastrofe.

Purtroppo si è cercato di assumere le forme più ristrette quali la man­canza di contatti esterni, la sospen­sione dei colloqui con le famiglie. Ed è anche giusto per tutelare i nostri mariti o figli detenuti. Però questo non è sufficiente- prosegue la lettera del gruppo di mogli dei detenuti – perché questo maledet­to virus può entrare ugualmente all’interno del carcere e può colpi­re i nostri cari, gli agenti di polizia, il personale sanitario, insomma tutti coloro che lavorano all’in­terno. In un articolo la dottoressa Baldassarri ha dichiarato che non può fare altro che, ovviamente, far rispettare le norme di sicurezza già assunte. Il direttore, la poli­zia penitenziaria e i sindacati che la rappresenta possono sollecitare i magistrati del Tribunale di Sor­veglianza ad essere più clemen­ti, più malleabili ne concedere le misure alternative. E’ vero, hanno sbagliato. Hanno commesso dei reati e quindi devono scontare la loro pena. Pienamente d’accordo, chi ha sbagliato deve pagare, ma noi chiediamo soltanto più misure alternative. A Taranto sono tornati a casa pochissini detenuti.

Si contano sulle dita di una mano. Perchè i magistrati di sorveglian­za non applicano le misure pre­viste dal decreto “Cura Italia”? Stanno parlando di essere umani che hanmo tutto il diritto di be­neficiare di tali misure. La richie­sta di adottare misure alternative riveste particolare importanza per tutti coloro che hanno problemi di salute per i quali il contagio da Covid-19 potrebbe essere letale”.

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