22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 19:30:09

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Spunta sito archeologico in un’azienda vinicola

Nel corso di lavori in zona Fornovecchio a San Giorgio Jonico

Spunta sito archeologico in un’azienda vinicola
Spunta sito archeologico in un’azienda vinicola

SAN GIORGIO JONICO – Sco­perto sito archelogico in un’azien­da vinicola.

La cittadina di San Giorgio Jonico si è di recente riscoperta interes­sante anche dal punto di vista ar­cheologico. Difatti, insieme alle già note località di Monte Belvedere o Masseria Baronia tanto per citare le più note, è la zona Fornovecchio appena fuori l’abitato sangiorgese a fare questa volta notizia. In realtà il sito in questione non è la prima occasione che fa parlare di sé per i reperti archeologici rinvenuti e, come spesso accade, il ritrovamen­to di cui parliamo questa volta è avvenuto quasi casualmente. L’oc­casione infatti è stata propiziata nel corso dei lavori effettuati per la co­struzione della nuova cantina San Giorgio in Puglia di cui di Gian Andrea Tinazzi, noto imprendi­tore del vino e titolare del gruppo Tinazzi, è proprietario.

Nel terreno della famiglia veneta è stata infat­ti rinvenuta una piccola necropoli e una grotticella, probabilmente risalenti all’alto medioevo. Ovvia­mente l’intera area archeologica venuta alla luce è ancora in corso di studio più preciso. Intanto la So­printendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha rilasciato la relativa autorizzazione alla pulizia e al rilievo del sito all’Archeoclub di Carosino, una attivissima asso­ciazione che conta un gran numero di appassionati del settore. I lavori e lo studio del rinvenimento arche­ologico si presentano molto inte­ressanti e hanno già permesso di rinvenire anche la co-presenza di frammenti di materiale ceramico a datazione ancora più antica. A guidare il tutto lo stesso presidente dell’Archeoclub di Carosino, l’ar­chitetto Angelo Campo, il quale ha precisato: “Siamo momentanea­mente fermi per l’emergenza sani­taria in corso e si spera che si possa ripartire al più presto con la rimo­zione dei massi ritrovati sul sito, per consentire il proseguimento degli scavi e la messa in sicurezza per le visite guidate”. Visibilmente entusiasta anche il patron Gian An­drea Tinazzi, il quale nell’occasio­ne si è espresso così: “Siamo fieri di sostenere un progetto che unisce la nostra passione per la storia di questa parte di Salento alla promo­zione di eccellenze che creano va­lore. La nostra filosofia aziendale – ha puntualizzato Tinazzi – oltre a produrre vino è creare qualcosa di bello per la comunità”. Un vecchio pallino di patron Tinazzi che, come a Carosino con Feudo Croce, an­che a San Giorgio Ionico. Insomma come dire che quando vino, cultu­ra archeologica e storia si sposano amabilmente, si producono atti­vità di eccellenza che favoriscono anche il turismo, per una valoriz­zazione completa del territorio in cui si trovano a operare: un vecchio pallino di Gian Andrea Tinazzi.

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