30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca News

Giornali piratati, sotto sequestro canali Telegram

Blitz della Finanza su ordine della Procura di Bari


Guardia di Finanza - Copyright: Tbs

Riviste, giornali e libri sarebbero stati illecitamente diffusi attraverso canali Telegram. E’ l’ipotesi della Procura di Bari che ha disposto un sequestro preventivo di urgenza, eseguito dal Nucleo di polizia economica finanziaria e dal Nucleo speciale di tutela della Privacy della Guardia di Finanza, per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d’autore.

Il provvedimento riguarda persone in corso di identificazione le quali, secondo l’accusa, introducendosi nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza, avrebbero sottratto migliaia di file in formato Pdf dei beni tutelati dal diritto di autore riversandoli illecitamente su numerosi canali della piattaforma di messaggistica istantanea denominata Telegram, permettendo così una tanto capillare quanto abusiva diffusione in chiaro di migliaia di riviste, giornali e libri. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, è stata avviata dopo la denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) su questo fenomeno di pirateria digitale presentata il 10 aprile scorso all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle e coordinate dalla Procura barese stannoproseguendo per ricostruire l’illecito giro di affari e per individuare gli autori del reato nonché le responsabilità penali delle società coinvolte. Ognuno di questi canali, secondo i magistrati e i finanzieri, avrebbe avuto lo stesso scopo: scaricare in maniera pirata migliaia di riviste, giornali e libri da diffondere illecitamente attraverso Telegram.

I danni sono stati stimati dalla Procura di Bari in 670mila euro al giorno, corrispondenti a circa 250 milioni di euro all’anno. Gli utenti iscritti ai canali di Telegram sarebbero circa 580mila, in aumento nel periodo di diffusione dels Covid-19, e con un incremento dell’88% delle testate diffuse illecitamente. La Procura di Bari contesta a Telegram di non aver mai voluto collaborare all’identificazione e spegnimento dei canali pirata aperti sulla sua piattaforma. Al contrario, per l’accusa si sarebbe sempre spesa per far perdere le tracce dell’origine illecita. La Fieg ha lanciato un appello all’Agcom: “Fermi Telegram: basta con la diffusione illecita dei quotidiani”. È con questo presupposto giuridico che è stato dato mandato ai militari della Guardia di Finanza di chiudere i canali e, in caso di mancata collaborazione di Telegram, di chiedere ai provider che operano sul territorio di impedire l’accesso ai canali o all’intero server di messaggistica, il che significherebbe l’impossibilità in Italia di accedere alla App di Telegram.

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