09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 08:03:03

Cronaca News

Fase 2, così non va. Dramma commercio

Il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande lancia un appello al prefetto.

In coda per entrare in farmacia a Taranto
In coda per entrare in farmacia a Taranto

«Il tempo della attesa è sca­duto. Gli imprenditori non ce la fanno più, le attività del Terziario sono ormai al coma profondo. La proroga della chiusura al 18 maggio per vari settori ed a giugno per ristorazione e bar ha ucciso anche quell’ul­timo residuo di energie di chi sperava di poter tentare la ripartenza ai primi di mag­gio e recuperare almeno in minima parte le settimane di lockdown delle attività. Ora la gente è disperata, e noi che abbiamo la rap­presentanza delle categorie ed ascoltiamo ogni giorno dalle voci dei nostri imprendi­tori il racconto di chi non ce la fa più, siamo molto preoccupati per la tenuta sociale del territorio».

Leonardo Giangrande, presidente provin­ciale di Confcommercio Taranto, lancia un accorato appello al prefetto di Taranto, De­metrio Martino, dopo una serata – subito dopo la conferenza stampa tv del premier Conte- di telefonate e messaggi proseguiti sino a notte fonda e ripresi già stamane alle prime luci del giorno, da parte di commer­cianti, piccoli imprenditori, ma anche tito­lari di imprese con bilanci a più zeri. Non fa differenza, l’ansia, la disperazione in al­cuni casi, la rabbia è tanta ed incontenibile. Piccoli e grandi imprese, un solo grido, una sola voce, una sola richiesta di ‘Aiuto’.

Alcuni messaggi arrivati al presidente di Confcommercio sono strazianti. Eccone uno: “Ho perso affetti, ho visto mio padre andare via da casa e non tornare più, ho ri­nunciato persino ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, ora mi viene tolta pure la speranza di poter ritornare nella mia azien­da che con tanti sacrifici porto avanti da 20 anni , e di rimboccarmi le maniche assie­me ai miei 5 dipendenti e con loro lavorare per far mangiare i nostri figli. Presidente io sono disperato, sto pensando di farla finita”.

«Una frase di disperazione profonda, che – dichiara Giangrande – ho deciso di rendere pubblica per la sua gravità e perché conden­sa tutto il carico di delusione, di amarezza e dolore che tanti imprenditori stanno viven­do in queste ore. In qualità di presidente di una organizzazione di categoria che rappre­senta migliaia di imprese e che contribui­sce notevolmente al Pil del territorio pro­vinciale, sento il dovere di avvertire chi ha responsabilità istituzionali, in prima istanza il Prefetto e a seguire i Sindaci del comune capoluogo e degli altri comuni, che siamo in una situazione delicata che potrebbe sfug­gire al controllo creando disagi all’ordine pubblico».

«Chiediamo – dice Giangrande – che il Pre­fetto voglia al più presto convocarci per de­finire assieme un percorso di confronto con i Sindaci ai quali avanzeremo la richiesta di adottare misure adeguate a far fronte alla gravità della situazione delineatasi con l’ul­timo decreto del Governo (come ad esempio l’utilizzo del suolo pubblico, a costo zero, per consentire il distanziamento negli spazi estivi per ristoranti e bar). Proporremo che si chieda al Governo di sostenere i Comuni con maggiori risorse affinché si decida, almeno sino a 31 gennaio 2021, l’azzeramen­to dei tributi locali e perché si programmino indennizzi per tutte le imprese danneggiate dalla emergenza sanitaria».

«Contestualmente – prosegue il presidente di Confcommercio – al Governo regionale proponiamo di costituire una cabina di re­gia per programmare, con il coinvolgimen­to delle rappresentanze delle imprese, una ripartenza che tenga conto delle reali ne­cessità del territorio. Al Governo regionale chiediamo inoltre particolare attenzione per l’area di Taranto che non aveva ancora iniziato il percorso di rinascita causato dal­la crisi industriale, e di battersi nelle sedi competenti accanto al sindaco di Taranto affinché non un solo euro del CIS venga sot­tratto al nostro territorio che già prima della pandemia viveva una sua tragica emergenza dovuta all’inquinamento industriale».

«La crisi che come uno tsunami si è abbat­tuta sul nostro Paese – conclude Giangrande – per Taranto ed il territorio provinciale è qualcosa di indefinibile per la sua gravità economica e sociale. Se si uccide la speran­za avremo perso su tutti i fronti».

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