22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 16:48:29

Cronaca News

Estetisti e parrucchieri alzano la voce: «Fateci riaprire»

Confartigianato Taranto: «Incomprensibile e inaccettabile il rinvio al 1° giugno della riapertura delle nostre attività»

Un parrucchiere in azione
Un parrucchiere in azione

«Incomprensibile e inaccet­tabile». Così i rappresentanti di Confarti­gianato Benessere di Taranto definiscono la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici. «Con senso di responsa­bilità – sostengono gli operatori iscritti a Confartigianato – abbiamo elaborato e presentato proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osser­vando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamen­to, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Proposte che pena­lizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità, per ora. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

E ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incom­prensibile dilazione per le nostre attività. Oltre il danno pure la beffa. Del resto, al 1° giugno cosa potremo fare di più rispet­to ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e rica­vi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo”. Le dichiarazioni del presidente Conte sulla riapertura tra 5 settimane di Estetiste e Acconciatori ci lasciano basiti. Le nostre aziende sono chiuse da 2 mesi e si stanno preparando da giorni ad una riapertura in massima sicurezza. Non possiamo accettare tem­pi così lunghi che rischiano di mettere in ginocchio il comparto più importante per i servizi alla persona. Ora siamo al lavoro per chiedere al Governo di accorciare i tempi di riapertura. A tal fine, soprattutto per far sentire tutto il peso delle impre­se del benessere, proclamiamo l’imme­diato stato di agitazione della categoria esprimendo la profonda preoccupazione ed indignazione per l’eccessivo prolun­gamento della chiusura obbligatoria, sol­lecitando importanti misure urgenti di sostegno economico specifiche per le ca­tegorie dei parrucchieri e delle estetiste. Chi paga tutti i costi che le imprese stan­no sopportando senza il minimo incasso? I fitti, le bollette, i contributi, le imposte, come si fa a pagarli?

Non bastano le scu­se, caro Presidente, qui si tratta di pro­vare a campare, e gli imprenditori non possono essere discriminati, per di più senza una sensata giustificazione! Que­sta assurda discriminazione mortifica ed impoverisce ancora di più il comparto, favorendo grossolanamente l’abusivismo domiciliare, svolto da chi già lavorava in nero e che in nero rimane e continua li­beramente a lavorare, mettendo a rischio ancor di più la salute dei cittadini. Non una parola è stata detta dal premier alla popolazione sull’argomento, poteva be­nissimo dare un messaggio alla popola­zione di non lasciarsi tentare dal rischio di servirsi di operatori irregolari, che per altro costituisce un reato. E’ assolu­tamente necessario, lo ribadiamo ancora una volta, che tutte le autorità preposte a livello provinciale intensifichino i ne­cessari controlli. Molti istituti estetici e saloni di parrucchieri e barbieri rischia­no di non riaprire più ed è nostro preciso dovere, come Confartigianato, impedire tutto questo con tutta la forza in nostro possesso. Nelle prossime ore decideremo le azioni più idonee e praticabili per l’ot­tenimento di una anticipazione dei tempi di apertura e di adeguati sussidi econo­mici a fondo perduto a ristorno dei costi che le imprese stanno sopportando. La preghiera che facciamo agli imprendito­ri, pur capendo lo sconforto e la rabbia del momento, è quella di restare uniti e di trovare tutti insieme la forza necessaria a non mollare e perdere le proprie impre­se. Confartigianato Taranto c’è e ci sarà sempre al vostro fianco».

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