27 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Febbraio 2021 alle 16:29:51

Cronaca News

Il Primo Maggio, le costruzioni e il futuro di Taranto

Dal sistema viario all’università: i temi dello sviluppo tra contraddizioni e competenze

Francesco Bardinella
Francesco Bardinella

Ci apprestiamo a vivere una Fe­sta dei Lavoratori davvero parti­colare. L’emergenza coronavirus ha inferto una ferita profonda al tessuto sociale italiano a causa dei numerosi decessi ma anche per un’incertezza del futuro che destabilizza le nostre vite.

E tuttavia c’è un simbolo della possibile rinascita che può aiu­tarci a risalire la china e mi ri­ferisco al varo del nuovo ponte di Genova, completato in tempi record.

Sulla scia di questo successo sia­mo chiamati non solo a non ar­renderci ma a produrre ogni sfor­zo utile per consentire a chi ha perso il lavoro di trovarne al più presto un altro e a chi ha chiuso la propria attività imprenditoria­le di riaprire quanto prima.

Focalizzando l’attenzione sulla nostra realtà, è opinione diffusa che nella provincia ionica siano ancora molti i nodi da sciogliere relativamente alle opere e ai pro­getti che potrebbero imprimere una svolta positiva alla nostra economia.

Il settore delle costruzioni può assumere a tal fine un ruolo im­portante. Con le iniziative uni­tarie degli Edili, svolte in 100 piazze italiane lo scorso 15 no­vembre, abbiamo avanzato la proposta di “Rilanciare l’edilizia per rilanciare il Paese”. Conside­rati i numeri in gioco, in termini di imprese, lavoratori impiegati e fatturato, possiamo aspettarci da questo comparto un contributo fondamentale. Occorre però fare squadra e ciò attiene in maniera preminente al metodo di lavoro che dovrebbe contraddistinguere tutti gli attori istituzionali e so­ciali in campo.

Sotto questo profilo, a Taranto si avverte la mancanza di un luogo deputato al confronto e alla con­divisione delle scelte. Purtroppo assistiamo, in qualità di spetta­tori passivi e spesso inascoltati, alla giostra degli annunci ma quasi mai conosciamo la reale portata di un determinato pro­getto e il cronoprogramma per realizzarlo.

A titolo esemplificativo, possia­mo citare la facoltà di Medicina da istituire a Taranto. Le doman­de da porsi, per capire più che per esprimere giudizi affretta­ti, sono molte: sappiamo quanti sono i nostri studenti che sce­glierebbero questa facoltà? Qual è il bacino potenziale di popo­lazione studentesca universitaria che speriamo di coinvolgere? E soprattutto: stiamo pensando ad una facoltà di eccellenza oppure stiamo costruendo il “rifugio”, diciamo così, di chi non potrà permettersi altre e più prestigio­se sedi come Milano, Padova, Bologna, Firenze o Napoli. Per­ché se è così, il nostro impegno dovrebbe essere non tanto quello di istituire una facoltà purchessia sotto casa, magari da sbandierare a scopo propagandistico, quanto quello di mettere i nostri studen­ti, soprattutto i meno abbienti, di potere accedere alla migliore offerta universitaria possibile. E ciò avviene, anche e soprattutto, con borse di studio e sostegno economico. Tanto sappiamo, sia­mo sinceri fino in fondo, che i figli della nostra classe dirigente comunque lasceranno la città per laurearsi in altri lidi, come del resto hanno sempre fatto. Ecco, credo che proprio il tema univer­sitario meriti un ampio e pubbli­co dibattito.

Ma ci sono altre questioni che andrebbero approfondite: dalla gestione alquanto discutibile del percorso di attuazione del Con­tratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto al rischio di vedersi sottratti fondi già stanziati per il sistema viario della nostra terra, qual è il caso della strada Regio­nale Talsano-Avetrana. I nostri rappresentanti alla Regione han­no solennemente dichiarato che non consentiranno alcuna distra­zione di fondi. Noi vigileremo perché così sia e, se necessario, torneremo a farci sentire. Altro tema di stringente attualità è la rigenerazione urbana per ripen­sare le nostre città; pochi gior­ni fa Fillea Cgil e Legambiente hanno lanciato alcune proposte per riconvertire 30mila condo­mini italiani al fine di produrre risparmi economici per le fami­glie e conseguire una sensibile riduzione delle emissioni inqui­nanti. Andrebbe inoltre rivisto il rapporto tra i centri storici e i quartieri periferici in un’ottica di miglioramento complessivo del­la qualità di vita delle persone. Anche sotto questo profilo, il set­tore edile è pronto a fare la sua parte con la consapevolezza che bisogna puntare sulle demolizio­ni selettive e ricostruire, quando necessario, secondo i dettami dell’economia circolare e quindi avendo come riferimento l’obiet­tivo del minor consumo di suolo possibile.

A Taranto il Sistema Edilizia possiede gli strumenti e le cono­scenze, penso alla Cassa Edile e al Formedil Cpt ma anche alle parti sociali e quindi a imprese e sindacati, per essere parte attiva della rinascita economica del ter­ritorio ionico. E infatti le nostre strutture sono in prima linea per fornire assistenza alle aziende e ai lavoratori che si apprestano a tornare in cantiere. Una riparten­za dei lavori che deve avvenire nella massima sicurezza.

Noi ci siamo, dunque, perché av­vertiamo il peso delle nostre re­sponsabilità.

Francesco Bardinella
Segretario Generale 
Fillea-Cgil Taranto

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