31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 12:58:00

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Quelle nostre processioni cancellate

La fede e il covid-19. Anche San Cataldo dopo la Settimana Santa

La processione di San Cataldo a Taranto
La processione di San Cataldo a Taranto

Dopo le proces­sioni della Settimana Santa oggi tocca a quelle in onore di San Ca­taldo segnare il passo a causa del coronavirus.

Dico processioni perché, come è noto, dal 3 maggio 1933 si svolge l’8 maggio la processione a mare del Santo Patrono e il 10 maggio quella a terra nelle strade della Città antica e del Borgo umber­tino.

Ma non è stato sempre così per­ché la processione a terra di san Cataldo, la più antica tra le due, ha registrato nel corso dei secoli diverse interruzioni e non soltan­to, come vedremo, per la peste o per le guerre ma anche per de­cisioni assunte dal Vescovo del tempo, come dirò più avanti.

Intanto, è bene ricordare che nel passato San Cataldo veni­va festeggiato 4 volte nel corso dell’anno solare: il 10 maggio per ricordare il giorno del ritrova­mento del suo corpo nel 1071 e quello della traslazione del corpo il 10 maggio 1151.

Una seconda processione si svol­geva il 17 maggio, ottava della precedente processione. Si fe­steggiava anche San Cataldo, ma senza processione, la prima do­menica di settembre, giorno del Patrocinio del Santo, e l’8 marzo, giorno della sua morte.

Nel 1465 San Cataldo intervenne e fece allontanare la peste da Ta­ranto. Fu per questo motivo che si decise di allungare il mezzo­busto del Santo in statua intera e, poiché occorreva molto denaro, il sindaco, il nobile tarantino Troilo Protontino fece una sottoscrizio­ne tra i cittadini. Lo stesso sinda­co vietò l’ingresso dei forestieri per evitare che si ammalassero di peste.

A questo punto interviene la leg­genda che racconta che quel di­vieto non piacque a San Cataldo e così l’indomani la sua statua non fu trovata nella nicchia del Cap­pellone.

San Cataldo si era nascosto in fondo ad un pozzo di un palazzo patrizio e la statua fu scoperta da una giovane donna. In tal modo il Santo aveva espresso il suo di­sappunto per l’ordinanza del Sin­daco.

Altra data storica è quella che attesta che dalla fine degli Anni Sessanta del secolo e fino al 1988 per disposizione vescovile non si svolse la processione a terra del 10 maggio ma soltanto quella a mare. La processione a terra fu ripresa nel 1989 per disposizione dell’Arcivescovo Mons. Salvatore De Giorgio.

Altre date certe in cui non si ef­fettuò la processione a terra sono quelle riferite alle varie pandemie e pestilenze e colera che afflisse­ro nel tempo la città di Taranto.

Certamente la processione a ter­ra non si svolse nel periodo della prima e seconda guerra mondiale e nel corso di altri eventi bellici che interessarono la nostra città.

La processione non si potè ef­fettuare al Borgo tra il 1883 e il 1886 per la costruzione del Cana­le Navigabile.

Nel 1886 fu abbattuto il ponte di Porta Lecce e nel 1887 fu inaugu­rato il primo Ponte Girevole che fu intitolato a San Cataldo e al Re Umberto I. Forse in quel perio­do la processione si fece soltanto nella Città antica. Il primo Ponte Girevole servì i tarantini fino al 1957. Nel 1958 fu inaugurato l’at­tuale Ponte Girevole intitolato a San Francesco di Paola.

Nel 1965 l’8 maggio non si svolse la processione di San Cataldo a mare perché il posto della statua del patrono fu preso dall’Eucare­stia perché fu presente a Taranto il cardinale Ottaviani che lesse il decreto del Papa che elevava la Chiesa di San Cataldo a Basilica.

Le epidemie di peste storiche che si abbatterono su Taranto portano le date del 1348, del 1523 fino ad arrivare a quella del 1945 che tan­to spaventò i tarantini.

Alcune volte negli ultimi decen­ni del XX secolo il ponte è stato interdetto al traffico per urgenti e riparazioni anche di lunga du­rata. Così nel periodo degli anni Cinquanta del secolo scorso per la costruzione dell’attuale ponte e sia tra gli anni Ottanta e Novan­ta del secolo scorso i tarantini si servirono della indimenticabile passerella e la processione non percorse il Borgo umbertino.

Le vicende delle varie proces­sioni cittadine di San Cataldo sono racchiuse nello speciale del Corriere del Giorno del 6 maggio 1994 che riporta atti, documenti, libri e manoscritti sui festeggia­menti di San Cataldo dal 1679 al 1922 e intitolato “Scripta ma­nent”. Ed è proprio maggio del 1979 che si rifà la prima vera e solenne processione per San Ca­taldo. Infatti si legge in tale do­cumento che il sindaco Alfonso Artemisio chiese all’Arcivescovo Tommaso Sarria di portare in processione la statua di San Ca­taldo con le sue reliquie.

Furono queste ad essere portate in processione fino al 1465 quan­do fu realizzata la prima statua a grandezza d’uomo.

Nel passato i confratelli di San Cataldo facevano la processio­ne con una statuetta del Santo il giorno della festa. Esternamente venivano portate in processione le reliquie del Santo.

Nel Natale del 1636 si incendiò il tetto della Cattedrale e la sta­tua e le reliquie del Santo furono nella casa del Sindaco Francesco Giacomo Montefuscoli che abi­tava a pochi metri dal Duomo nell’attuale Palazzo Troilo che all’epoca apparteneva anche ai De Cristano.

In altro documento si apprende che nel 1642 si svolgeva la pro­cessione all’esterno con la reli­quia del cervello del Santo che fu trovato nella testa della statua nel 1737, preceduta dalle 18 confra­ternite cittadine dal clero e dalle autorità civili.

La prima statua completa tut­ta in argento fu fatta realizzare dall’Arcivescovo Ruggero Capi­tignano.

Infine una parola sulla antica Confraternita di San Cataldo in Santa Caterina. In una delibe­ra del 23 gennaio 1898 il priore si lamenta perché la statua del protettore e le forcelle venivano portate da sacerdoti secolari e rivendicava tale diritto per la sua confraternita.

Ancora oggi le confraternite ci tengono a vedere rispettati i pro­pri diritti.

E fanno bene!

Antonio Fornaro
(operatore culturale)

1 Commento
  1. fra 1 anno ago
    Reply

    però a Barletta hanno festeggiato , le scuse del sindaco poco contano e lo stesso valga per le scuse dell’avvocato Conte,gli italiani sono beffeggiati continuamente , ma ancora nessuna protesta , solo i finti partigiani hanno manifestato ,continuano le ingiustizie , mi chiedo ancora fino a quando..

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