22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 08:52:00

Tamponi e contagi, i numeri su Taranto
Tamponi e contagi, i numeri su Taranto

Zero nuovi casi di contagio da Covid-19 ieri, martedì, in provincia di Taranto. Una indicazione confortante, quella che viene dal quotidiano bollettino regionale in cui viene segnalato nel Tarantino un de­cesso, già comunicato dalla Asl ionica nella giornata di lunedì. Zero i contagi che erano conteggiati, nella nostra provincia, anche nel bollettino di domenica 3 maggio; uno il caso riportato nel bollettino di lunedì.

Su tutto il territorio pugliese ieri sono risul­tati positivi 17 casi su 1.961 test effettuati: 8 in provincia di Brindisi, 7 a Foggia, uno a Lecce ed uno per cui era ancora in corso l’attribuzione della provincia di provenienza. Gli attualmente positivi in Puglia sono sotto quota tremila (2.939), 798 i guariti. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 4.170 così divisi: 1.328 nella Provincia di Bari; 379 nella Provincia di Bat; 590 nella Provincia di Brindisi; 1.077 nella Provincia di Foggia; 498 nella Provin­cia di Lecce; 265 nella Provincia di Taranto; 29 attribuiti a residenti fuori regione; 4 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

Dati, quelli regionali, da cui traspare una circolazione del virus relativamente bassa a Taranto e provincia, anche grazie all’effi­cacia delle misure di contenimento che non possono essere eccessivamente allentate agli albori della “Fase 2”. Una circolazione limi­tata del Sars-Cov-2 può fungere da cartina di tornasole per i numeri dei tamponi effettuati. Al 4 maggio, infatti, su 6.765 test in Puglia 2.765 – il 4,12% – sono stati quelli effettuati a Taranto e provincia (dati diffusi dalla Ca­mera Sindacale Territoriale Uil Taranto). Per altri 3.126 tarantini entrati in contatto con la struttura deputata alla valutazione del conta­gio non è stato ritenuto necessario effettuare il tampone. Lo 0,48% della popolazione del­la provincia è stata quindi sottoposta a tam­pone, percentuale che si allarga all’1,67% se si allarga lo sguardo a tutta la regione Puglia. In casi di focolai come quello del San Pio di Castellaneta si è provveduto ad una copertura ‘a tappeto’. Non solo nume­ri, comunque: ci sono storie, in questi gior­ni segnati dal Covid-19. Come quella di un cittadino francese, dipendente di un’azienda di trasporti internazionale, che ieri ha lascia­to l’ospedale Moscati, finalmente guarito dopo 40 lunghissimi giorni. All’hub Covid di Taranto era giunto in condizioni ritenute “molto critiche”. Lo stesso paziente, accolto all’uscita da un suo collega, ha chiesto che i suoi ringraziamenti divenissero pubblici: «Ci tenevo a ringraziare tutto il servizio di Pneumologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati, sono delle persone molto professio­nali che mi hanno salvato la vita cosicché io possa ritrovare mia moglie, i miei figli e i miei nipoti. Sono uomini professionali e di gentilezza estrema, oltre che molto compe­tenti. Ricorderò per tutta la vita questo per­sonale qualificato in questo servizio. Io vi ringrazio dal profondo del mio cuore e potrò ritrovare grazie a voi tutta la mia famiglia».

«Abbiamo ricevuto quotidianamente segna­li di affetto da quest’uomo che ogni mattina ci consegnava bigliettini, scritti in un italia­no incerto, sui quali erano impresse le sue emozioni. Ci ringraziava costantemente per il nostro affetto, la nostra vicinanza, la ge­nerosità non legata al dovere e il nostro en­tusiasmo ad ogni segnale di miglioramento del suo stato di salute. Per tutto questo pe­riodo ci siamo umilmente sostituiti alla sua famiglia dandogli conforto e umanità. Ma questo cerchiamo di farlo con ogni ricove­rato nei nostri reparti, dando speranza, in­coraggiamento, strette di mano e auguri di guarigione» ha dichiarato il dott. Giancarlo D’Alagni, primario del reparto di Pneumolo­gia. Il dott. Massimo Soloperto, pneumologo del Moscati, è uno dei medici che ha avuto un ruolo importante nel percorso di degenza del paziente dimesso: «Quando il pazien­te pian piano ha cominciato a migliorare e ad avere fiducia in se stesso: questo è stato il momento più esaltante e gratificante per me come medico e come uomo. La condi­zione di questa malattia è estremamente de­bilitante, toglie l’energia, svuota completa­mente, dà una debolezza estrema, un’astenia profonda che arriva sino all’anima. Poi pian piano senti tornare le forze, torna il respiro e, non appena ci si può mettere in contatto con i propri cari, questo è, anche per noi, uno dei momenti più belli». Alle 18 di ieri, 5 maggio, erano 41 i pazienti ospiti del Moscati: 3 in Rianimazione; 20 in Malattie Infettive; 11 in Pneumologia; 7 nel reparto di Medicina Co­vid. Alcuni pazienti risultano negativizzati dal punto di vista virologico, ma non guariti dal punto di vista clinico, in quanto presen­tano patologie pregresse oppure presentano postumi da Covid. Il Presidio Covid post acuzie di Mottola ospita ad oggi 5 pazienti.

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