01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

La svolta rosa di Confcooperative

Parla il segretario generale Carlo Martello

Virginia D’Angiulli e Carlo Martello
Virginia D’Angiulli e Carlo Martello

Da poche settimane l’Av­vocato Virginia D’Angiulli è la nuova presidente di Confcooperative Taranto, eletta all’unanimità dall’assemblea pro­vinciale dell’importante organismo della cooperazione tarantina.

È stato un importante segnale di innova­zione avvenuto nel segno della continu­ità: Virginia D’Angiulli, infatti, succede allo “storico” presidente Carlo Martello che, con un’esperienza quarantennale nella cooperazione, per espressa volontà dell’assemblea continua il suo apporto all’organizzazione quale Segretario ge­nerale di Confcooperative Taranto.

Abbiamo incontrato Carlo Martello per ripercorrere i momenti salienti dell’as­semblea congressuale, manifestazione tenutasi peraltro proprio nei giorni in cui si era verificato a Torricella il primo caso di contagio di Covid-19 della nostra provincia, e soprattutto per il futuro della cooperazione del territorio dopo l’emer­genza Coronavirus.

Che ricordo ha del congresso?
«È stata un’assemblea all’insegna del cambiamento tenutasi in un momento grave: la comparsa del Coronavirus an­che sul nostro territorio. Oggi possiamo dire che, per il momento, la nostra pro­vincia è stata risparmiata dalla pande­mia, ma in quei giorni il timore era pal­pabile».

In quell’occasione ci sono state defe­zioni per il primo caso di Coronavi­rus?
«Assolutamente no. Moltissimi sono stati i presenti, rappresentanti delle maggiori cooperative del territorio, tutte aderenti Confcooperative, mentre solo gli amici di Torricella si sono responsabilmente astenuti dal presenziare».

Nell’occasione ha avvertito preoccu­pazione tra i partecipanti?
«No assolutamente, peraltro hanno por­tato il loro saluto all’assemblea il vice­sindaco Paolo Castronovi, al quale sono legato da stima e amicizia, e don Gino Romanazzi che ha avuto per la mia per­sona e per la Confcooperative di Taranto parole di elogio».

Perché ne parla quasi con sorpresa?
«In effetti è vero: su questo territorio è rarissimo essere gratificati e mi ha fatto enormemente piacere esserlo stato da un sacerdote che ammiro per l’intelligente operosità: per me don Gino Romanazzi è un modello da emulare, poco spazio alle parole e molto ai fatti, peraltro molto ben fatti, mi perdonerà il gioco di parole…

È stata un’assemblea con una grande attenzione per le donne…
«In Confcooperative non vi è bisogno del rispetto delle quote rosa: Le donne sono sempre state meritevolmente in maggioranza garantendo un apporto in­sostituibile, intelligente e appassionato. È stato “naturale”, quindi, eleggere alla presidenza una donna, l’avvocato Vir­ginia D’Angiulli, la persona giusta al momento giusto. Tutti dobbiamo ringra­ziarla per aver accettato l’incarico in un momento così drammatico per tutti noi».

Qual è lo stato della cooperazione jo­nica?
«È una cooperazione in difficoltà, ma co­raggiosa, come tutte le piccole e medie imprese d’Italia che, pur rappresentando l’asse portante della nostra economia, sono trascurate dai Pubblici Poteri, proni ad ossequiare le Grandi Imprese sempre pronte a trasferirsi altrove. Noi rimania­mo qui».

Ora qual è il settore più esposto ai ven­ti di crisi?
«Non possiamo sottacere il comparto della cooperazione agricola, tradita dalla gestione del Piano Sviluppo Rurale pu­gliese, ma in questa fase chi è in prima linea è certamente la cooperazione socia­le che sta facendo autentici miracoli, tra bisogni pressanti, sospensione dei servi­zi, mancati pagamenti, incertezze opera­tive e mille altre difficoltà, tanto che per elencare tutte le difficoltà ci vorrebbe un giornale intero!».

Come sta lavorando la cooperazione sociale in questa fase?
«In silenzio, con grande serietà e sacri­ficio. Come fanno tutti gli organismi del Terzo Settore. L’immagine dolorosa di tanti morti, ai quali lo Stato non è riusci­to a dare cure e sepoltura, ci obbliga alla serietà e al raccoglimento. Le luci della ribalta servono ad altri».

Come si trova nel nuovo ruolo di se­gretario generale?
«Ottimamente, servirà per rendermi ancora utile alle cooperative e accom­pagnare la nuova classe dirigente della nostra Confcooperative nel suo ruolo di rappresentanza».

 

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