24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 07:06:06

Cronaca News

Operazione T-Rex, maxi sequestro di beni

Sotto chiave anche case e auto di Tamburrano

La Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza

Operazione TRex: maxi sequestro di beni operato dalla Guardia di Finanza. Sigilli anche a due case e a un garage, del valore di mezzo milione di euro, di proprietà dell’ex presidente della Provincia, Martino Tamburrano. I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, diretti dal tenente colonnello, Antonio Marco Antonucci, in applicazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti, hanno eseguito nella mattinata di ieri un decreto di sequestro preventivo su quote sociali, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 28 milioni e 300 mila euro.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Taranto, dr.ssa Vilma Gilli, su proposta del procuratore aggiunto della dott. Maurizio Carbone e del sostituto procuratore dott Enrico Bruschi, rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’operazione che aveva già portato all’esecuzione di ordinanze cautelari nei confronti di sette persone, tra imprenditori e pubblici ufficiali, coinvolti a vario titolo in reati di corruzione e turbata libertà degli incanti ravvisati nelle procedure amministrative per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica situata in contrada Torre Caprarica del territorio di Grottaglie, gestita da una società bresciana. Le indagini avevano fatto emergere che un imprenditore locale, attivo nel settore dei rifiuti, aveva stipulato con la società lombarda contratti risultati poi gonfiati allo scopo di costituire fondi neri in parte da destinare ai pubblici ufficiali accusati di corruzione. In tal modo la società proprietaria della discarica aveva ottenuto l’autorizzazione all’ampliamento che aveva fruttato ricavi per poco meno di tre milioni al mese, per un ammontare complessivo pari a circa 26 milioni di euro in nove mesi.

La società tarantina, invece, secondo l’accusa avrebbe incamerato illeciti profitti derivanti dai contratti parzialmente inesistenti per un ammontare complessivo di circa due milioni di euro in poco più di anno. I beni sequestrati costituiscono, dunque, l’illecito profitto derivante dai reati commessi dai legali rappresentanti protempore e dagli altri indagati nell’interesse e a vantaggio delle due società che sono state iscritte nel registro degli indagati. Le operazioni di sequestro sono state eseguite, oltre che nel territorio jonico, anche nelle province di Milano e Brescia con la collaborazione dei rispettivi Nuclei di Polizia Economico Finanziaria. I militari delle Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro beni, per un valore di 264mila euro, a Roberto Natalino Venuti; per un valore di 250mila euro a Lorenzo Natile; per un valore di 900mila euro a Rosalba Lonoce. Nella operazione “T-Rex” in quattro finirono in carcere e altri tre ai “domiciliari”. “Gli sviluppi investigativi di ieri testimoniano la tenace volontà della Guardia di Finanza, con il coordinamento dell’autorità giudiziaria, di aggredire gli illeciti profitti facendo leva anche sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti nell’ambito delle proprie prerogative di polizia economico-finanziaria a tutela dell’economia legale” si legge in una niota stampa del Comando provinciale della Guardia di Finanza.

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