28 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 08:14:00

Cronaca News

Coronavirus, la rabbia dei commercianti

Un negozio chiuso
Un negozio chiuso

Il rischio è che la disperazione sfoci in una clamo­rosa protesta di piazza. Troppo lunga l’attesa fino al 18 maggio per riaprire le attività. I commer­cianti dei negozi di vicinato mani­festano apertamente la loro preoc­cupazione. La denuncia che arriva da Confcommercio è chiara: «La si-tuazione economica delle im­prese del territorio provinciale è devastante». Dice un dirigente dell’associazione, che preferisce mantenere l’anonimato: «Abbia­mo colleghi che hanno problemi familiari e che aiutiamo come possiamo. Vi sono piccolissimi commercianti che non possono accedere al prestito bancario per­ché non hanno i famosi requisiti e che gridano ‘Aiuto’. Gente che dobbiamo proteggere da se stessi e dalle attenzioni di chi sarebbe disposto ad offrirlo a costi eleva­ti quell’aiuto». Non è difficile da scorgere in queste parole l’ombra dell’usura.

«Ogni giorno perso da Gover­no, Regione, banche, enti locali dietro a veti politici, tatticismi, valutazio-ni, ostacoli burocratici, annunci di risorse da mettere in campo – scrive Confcommercio – è un tempo sottratto alla speranza e alle energie residue». Per alcu­ni piccoli imprenditori «se non da subito ma nell’arco di qualche mese non vi sarà altra strada che la chiusura dell’attività».

«L’unica risposta che ci si attende è l’immediato sostegno economi­co, la liquidità».

«La rabbia è tanta e pronta ad esplodere, e forse non lo si è com­preso. Confcommercio Taranto fa fatica a mantenere gli equilibri».

Infine la denuncia: ci sarebbero le prove «che Confcommercio divul­gherà nelle prossime ore, che vi è la grande distribuzione organiz­zata a cui ‘sfugge’ che il DPCM vieta la vendita di prodotti non alimentari», quindi l’invito affin­ché «le regole siano rispettate da tutti, piccoli e grandi».

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