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Così Taranto festeggia la mamma

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

Festa della mamma
Festa della mamma

Per la settimana che va dal 9 al 16 maggio è la mamma, la regina della casa e della famiglia, l’argomento nel commento del prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, in occasione della festa a lei dedicata e in programma per domenica 10 maggio.

In questa settimana la Madon­na viene celebrata sotto i titoli di Madonna del Frassino, della Pace e di Fatima.

Questi i santi della settimana: San Pancrazio, patrono di San Pancrazio Salentino, in provin­cia di Brindisi. E’ patrono dei giovani di Azione Cattolica.

San Mattia Apostolo fu scelto come apostolo di Gesù dopo il tradimento di Giuda. E’ patro­no dei macellai, degli ingegneri, degli operai edili, dei carpen­tieri, dei fabbri, dei sarti e dei pasticcieri.

Sant’Isidoro nacque a Madrid. Era povero, analfabeta, ma la­borioso ed onesto. Divideva il suo raccolto con i bisognosi. E’ patrono della Spagna, di Madrid e dei contadini.

Sant’Ubaldo di Gubbio rima­se orfano da giovanissimi e fu molto amato dagli abitanti di Gubbio che lo vollero come ve­scovo. E’ protettore dei pugili ed è invocato contro gli inde­moniati.

In questa settimana si festeggia anche San Francesco De’ Gero­nimo, compatrono di Grottaglie, e lui stesso grottagliese, gesuita, morto a Napoli nel 1716. Fu lui a portare a Grottaglie il culto di San Ciro, Studiò nel semi­nario di Taranto e frequentò il Santuario della Madonna della Salute dei Gesuiti a Taranto. Il suo corpo è venerato a Grotta­glie nel Santuario a lui dedicato. A Taranto al santo grottagliese è dedicata una parrocchia dei Tamburi e per la toponomastica tarantina porta il suo nome la piazzetta antistante l’ex casa dei Padri Gesuiti.

Questi i detti proverbiali della settimana: “”Il fragolino è pe­sce da cucina”, “State lontani dagli amici che sono presenti soltanto nelle buone circostanze della vita”, “Friggi il pesce e tie­ni d’occhio il gatto (si dice così di chi fa due cose contempora­neamente)”, “Chi ha la mamma ha una banca”, “Chi risparmia, guadagna”.

Due le effemeridi della setti­mana di Giuseppe Cravero. Il 9 maggio 1740 nacque a Taranto il musicista Giovanni Paisiello, autore di oltre cento opere mu­sicali. Il suo corpo si trova a Napoli.

Taranto ha dedicato al musicista una via, un arco, un monumento, un festival e il liceo musicale.

Il 10 maggio 1891 fu portata a Napoli la statua argentea di San Cataldo del XV secolo per es­sere restaurata, ma non tornò più perché l’anno successivo fu portata a Taranto la nuova sta­tua del Santo realizzata dallo scultore Catello.

Fornaro ricorda che in Italia la prima Giornata Nazionale della Madre e del Fanciullo fu cele­brata il 24 dicembre 1933 e fu voluta dal Governo fascista. Per l’occasione furono premiate le madri più prolifiche d’Italia. La data era stata scelta in connes­sione con il Natale.

La festa della mamma come viene intesa oggi è nata a metà degli anni Cinquanta con mo­tivazioni diverse, comunque la festa fu stabilita come data da celebrarsi l’8 maggio e tale ri­mase dal 1959 al 2000, quando fu invece spostata alla seconda domenica di maggio.

Fornaro aggiunge che la mam­ma è stata sempre la regina “na­scosta” ed umile della casa. Lei non faceva calcoli ed accettava tutti i figli che Dio le mandava. Lei era la prima catechista e maestra dei figli. Si alzava per prima ed era l’ultima ad andare a letto e svolgeva una innumere­vole serie di attività nell’ambito della casa.

Anche alcuni proverbi taranti­ni elogiano la mamma. Fornaro ne ricorda due: “Chi dice che c’è qualcuno che ama più della mamma, si inganna”, “Gli occhi della mamma sono quelli della Madonna”. Talsano festeggia la Madon­na di Fatima da ben 39 anni e per volere di Mons. Motolese, che istituì l’iniziativa del pelle­grinaggio con la fiaccolata e la partecipazione degli ammalati in ricordo del fatto che 39 anni fa la Vergine di Fatima salvò la vita al Papa San Giovanni Paolo II nel corso di un attentato.

La Madonna apparve a Fatima nel Portogallo nel 1917 a tre pastorelli: Lucia, Francesco e Giacinta, e lasciò loro un mes­saggio per tutta l’umanità.

Lucia svelò le prime due parti mentre la terza rimase segreta per 83 anni ed è stata rivelata dalla Chiesa nel 2000.

Auguri a tutte le mamme taran­tine

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