16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca News

Negozi chiusi a Taranto, passeggio aperto: la contraddizione

Una vetrina del centro
Una vetrina del centro di Taranto

Le vetrine sono vuote, ma via Di Palma e via D’Aquino sono piene. Di gente. Chi per fare la spesa, chi per una semplice passeggiata, chi per portare a spasso il cane, chi per farsi una chiacchierata con amici ritrovati dopo due mesi di quarantena. Se non fossero i giorni del Covid-19 sembre­rebbe un tranquillo tardo po­meriggio di primavera. Sono le vetrine vuote che stonano e quelle con i capi d’abbiglia­mento invernali ancora esposti. Altre, invece, con più mestizia sono coperte dalla saracinesche abbassate.

I controlli, bisogna sottolinear­lo, non mancano. Le auto delle forze dell’ordine, compresa la polizia locale, seguono con at­tenzione questo insolito passeg­gio ed evitare rischiosi assem­bramenti.

Il contrasto è però stridente: da una parte lo struscio di persone dal sorriso ritrovato; dall’altro i negozi chiusi. E, a questo punto, non se ne comprende più la ra­gione. Se la chiusura dei negozi doveva servire ad evitare che i cittadini si riversassero nelle strade, ora, alla luce di quello che si vede nelle vie principali della città, la chiusura non ha più questa funzione deterren­te. Il passeggio, peraltro molto tranquillo, c’è. Osservando ade­guate precauzioni la riapertura dei negozi potrebbe non essere motivo di rischio.

Il rischio, invece, è quello che stanno correndo decine e deci­ne di commercianti portati allo stremo da due mesi di forzata inattività. Su alcuni si allunga l’ombra dei cravattari, altri non ce la faranno a ripartire. Tan­ti dipendenti resteranno a casa ad allungare la lista dei disoc­cupati. Certo, il 18 maggio non è lontano. Ma per la fragile economia tarantina altri dieci giorni di attesa possono rive­larsi fatali per una miriade di piccole imprese del commercio e dell’artigianato. Consentire l’apertura anticipata darebbe qualche chanche in più a chi è ormai sprofondato sotto la linea di galleggiamento.

Tra i commercianti serpeggia malumore, in alcuni casi la disperazione prende il coprav­vento. Alcune situazioni sem­brano una inspiegabile ingiu­stizia: accanto ad un negozio di abbigliamento per adulti ri­gorosamente chiuso, c’è quello d’abbigliamento per bambini che può alzare la saracinesca. Contraddizioni nazionali frutto di una assenza di strategia della ricostruzione e figlia di quel­la mentalità che ci ha portato a giocare questa partita chiusi in difesa, nel tentativo di limi­tare i danni in attesa che l’av­versario, cioè il virus, prima o poi si stanchi di attaccare e decida di starsene a riposo. A Taranto queste diseguaglianze di trattamento hanno prodot­to un clamoroso blitz nei cen­tri commerciali. Mario Raffo, presidente di Federmoda, si è introdotto negli ipermerca­ti per dimostrare che lì i capi d’abbigliamento si vendono tranquillamente. Con tanto di video postato sui social e di­ventato immediatamente virale con centinaia di condivisioni e migliaia di visualizzazioni. Gli animi sono esasperati.

In questo momento servono scelte di buonsenso. I tarantini sono stati bravi in questi due mesi a rispettare le regole. Sa­prebbero rispettarle anche a ne­gozi aperti.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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