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Lotta e D’Abramo attaccano il Sindaco di Leporano

Sul rimpasto nella Giunta comunale


Il Palazzo di Città di Leporano

LEPORANO “In questo momen­to di emergenza sanitaria il Sinda­co ha pensato di avviare una crisi politica. I motivi sono ancora poco chiari, all’inizio il primo cittadino ci aveva parlato del bilancio comu­nale, però la realtà è un altra, c’è un conflitto politico grave che non farà bene alla comunità leporane­se”. Iolanda Lotta, consigliere co­munale di opposizione all’attacco del Sindaco sul rimpasto in Giunta.

“Vorrei chiedere al dott. Damia­no, se cambiare alcune deleghe e togliere la carica di Vicesindaco permetterà di governare meglio? Infine il Comune ha carenza di per­sonale e gli uffici vanno immedia­tamente riorganizzati, Lei è con­vinto di risolvere tali problemi con l’aiuto di questa maggioranza lace­rata ed indebolita da queste diatri­be? – chiede il consigliere Lotta- il tempo è tiranno e soprattutto sarà il miglior il giudice del suo operato come amministratore.

Continuerò sempre a fare un’op­posizione costruttiva, per il bene esclusivo della nostra amata Lepo­rano”. Interviene anche l’ex sindaco di Leporano Angelo d’Abramo.“Ci pare che il sindaco Vincenzo Da­miano si stia preparando al suo canto del cigno- dice l’ex primo cittadino- in Giunta ha dovuto in­goiare il voto contrario del vice­sindaco Pavone e dell’assessore Di Taranto alla delibera con la quale è stata apportata una modifica al regolamento per la disciplina dei concorsi pubblici, introducendo dei nuovi criteri per il reclutamento di una specifica figura professionale. Un boccone amaro, certo, tant’è che immediatamente ha provve­duto ad azzerarla quella Giunta sulla quale, evidentemente, non ha mai avuto il controllo. Una Giunta sulla quale hanno esercitato la loro golden share i due rampolli Pavo­ne e Di Taranto, uno scenario sul quale vi avevamo messo in guardia prima, durante e dopo la campagna elettorale. Siamo quasi dispiaciuti per il povero sindaco Damiano, che ha dovuto sperimentare sulla sua pelle quel che andavamo dicendo da tempo: la sua amministrazione avrebbe avuto sulla testa non una sola spada di Damocle, ma l’inte­ra armeria gestita dagli illustri ex sindaci tramite i loro figli- prose­gue D’Abramo- figurarsi, poi, che questa Giunta si infrange sulla ne­cessità di circostanziare le caratte­ristiche di un profilo professionale da individuare tramite un concorso che si farà chissà quando: sul nulla, verrebbe da dire. O forse c’è qual­cosa che sfugge. Che Damiano, inoltre, accampi la scusa del bilan­cio di previsione per giustificare l’azzeramento, è il capolavoro fina­le. Come potrà convincere Pavone, Di Taranto e l’intero schieramento che fa loro riferimento a votare il principale strumento finanziario dell’ente se non è riuscito a pren­dersi il loro voto positivo per questa quisquilia. Non possiamo nemme­no pensare che il primo cittadino possa costruire maggioranze al­ternative; a meno che i consiglieri non se li costruisca da sè…Nem­meno un anno è servito per capi­re che Leporano avrebbe meritato altro, che Leporano avrebbe dovuto prendere le distanze da un passato nemmeno tanto remoto e prosegui­re sulla strada della rinascita che avevamo iniziato a tracciare. Ci piace credere che la lenta rinascita dell’intero Paese, che la graduale ripresa dall’emergenza, diano an­che alla nostra comunità la forza di tornare all’essenziale, alla compe­tenza, alle certezze. Caratteristiche che Damiano e i suoi azionisti di maggioranza hanno ampiamente dimostrato di non possedere, negli anni passati come in quest’ultimo appena trascorso. Saranno i pro­cessi democratici a sancire la fine di questa esperienza, perché così andrà, ma già oggi dobbiamo pen­sare a ricostruire un tessuto sociale che proprio questo modo di fare politica ha sfilacciato. Leporano è migliore dei suoi attuali ammini­stratori, Leporano saprà anche fare a meno di loro.

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