26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 10:54:25

Cronaca News

Contrabbando su nave militare: preso tarantino

Ai domiciliari con altre tre persone. In carcere un ufficiale

Una nave della Marina Militare
Una nave della Marina Militare

C’è anche un taran­tino, tra gli arrestati dalla Guardia di Finanza di Brindisi, per con­trabbando di sigarette e di Cialis.

Si tratta del quarantasettenne Ro­berto Castiglione che è finito ai “domiciliari”.

Tra le persone coinvolte, cinque appartengono alla Marina Mili­tare. Gli arresti al termine di una indagine dei militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria co­ordinati dal procuratore aggiunto Antonio Negro e dai pm Giusep­pe De Nozza e Alfredo Manca, avviata il 16 luglio del 2018, sul trasferimento di un carico di 774 chili di sigarette di contrabbando e di uno stock di farmaco “Cialis” per mezzo della nave della Mari­na Militare italiana, “Caprera”, utilizzata come supporto tecnico alla marina libica per un periodo di circa quattro mesi nell’ambito dell’Operazione Nauras contro il traffico di migranti nel Canale di Sicilia.

In carcere è finito l’ufficiale Mar­co Corbisiero, quarantaquattro anni, originario di Torino, mentre per gli altri quattro indagati il gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Si tratta di un ufficiale della ma­rina libica, Hamza Mohamed Ben Abulad, trentanove anni, di Tri­poli; di tre membri dell’equipag­gio di nave “Caprera”, il taranti­no Roberto Castiglione, Antonio Filogamo, quarantaquattro anni, campano, di Antonio Mosca, qua­rantuno anni, di Mesagne. Obbli­go di dimora, invece ,per il mi­litare, un quarantenne napoletano, che era alla guida del furgone che fu utilizzato per trasferire sigaret­te e Cialis dalla base di Brindisi della Marina Militare a quella di Taranto Il procuratore capo di Brindisi, Antonio De Donno ha sottoline­ato che “le indagini preliminari si sono giovate per tutta la durata del loro svolgimento, della pronta, fattiva e leale collaborazione di ciascun livello di comando della Marina Militare Italiana di volta in volta interessato, e dell’Amba­sciata Italiana di Tripoli”.

Nelle prime fasi la vicenda ha vi­sto l’intervento dei carabinieri del Nucleo in servizio al Comando Marina di Brindisi, i quali ferma­rono un membro dell’equipaggio della nave “Caprera”, che in un borsone aveva infilato varie stec­che di sigarette, e della Capitane­ria di Porto che effettuò la prima perquisizione a bordo, insieme alle Fiamme Gialle.

Le ipotesi di reato sono quelle di contrabbando pluriaggravato di tabacchi lavorati esteri e di far­maco Cialis di provenienza estera, d’imbarco arbitrario di merci di contrabbando sulla nave militare “Caprera”, di peculato d’uso, di istigazione alla corruzione, di cor­ruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio e di falso ideologico. Le indagini presero il via dopo la conclusione della missione Oms Ex Nauras svolta dalla nave “Ca­prera” nel porto di Tripoli dal 31 marzo del 2018 sino al 12 luglio, durante la quale Marco Corbisiero aveva rivestito il ruolo di ufficia­le tecnico della Marina Militare a capo del team che doveva prov­vedere al ripristino dell’efficienza del naviglio ceduto dall’Italia alla Libia per il potenziamento del contrasto all’immigrazione clan­destina, le motovedette passate dalla Guardia costiera del governo di Fayez al Serraj.

La nave a fine missione fece rien­tro alla Stazione navale di Brindisi il 15 luglio del 2018. Quel giorno i carabinieri fermarono un membro dell’equipaggio della nave “Ca­prera” con un notevole quantita­tivo di sigarette di contrabbando, dando inizio alle attività di accer­tamento.

Nel frattempo, con un furgone della Marina, il carico di “bion­de” e lo stock di Cialis erano sta­ti trasferiti alla base di Taranto dove, secondo l’accusa, dovevano essere venduti al personale in ser­vizio. All’imbarco a Tripoli delle sigarette e del farmaco avrebbe­ro collaborato l’ufficiale libico, Corbisiero, Filogamo, Mosca e Castiglione. Sempre secondo la Procura di Brindisi e il gip, l’uf­ficiale tecnico aveva provveduto a costituire la somma necessaria all’acquisto in Libia delle sigaret­te e del Cialis “mediante fattura­zioni per operazioni in tutto o in parte inesistenti poste in essere nel contesto dell’acquisto, da par­te dello Stato Italiano, dei beni e dei servizi necessari al ripristino dell’efficienza del naviglio ceduto dall’Italia alla Libia per il poten­ziamento del contrasto all’emigra­zione clandestina verso l’Italia”.

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