Cronaca News

Spiagge e lidi, ora si riparte

Parla Vincenzo Leo, presidente del Sib Confcommercio Taranto

Una spiaggia
Una spiaggia

Spiagge e lidi, si riparte. C’è un’ordinanza regionale e ci sono stabilimenti a due passi dalla città o sul litorale che da oggi sono chiamati a compiere una corsa organizzativa con­tro il tempo. Il colpo inferto a una delle più grandi risorse del nostro Paese, il turismo, e, nello specifico, a un intero territorio, il nostro, che vive sì di spiag­gia e mare, ma anche di enogastronomia e agriturismo, è stato di quelli pesanti. Mentre l’intero settore, sintesi di turi­smo e cultura, stava per ripartire, ecco il Covid-19, un virus che rimette tutto in discussione. Non ci sono turisti stranie­ri, e anche questa è una bella botta, ma perdite disastrose. Di questi temi e altro, abbiamo parlato con Vincenzo Leo, re­sponsabile del Sib, il Sindacato balneari italiani che nella nostra provincia aderi­sce a Confcommercio-Confturismo.

Partiamo dall’ultima notizia in ordi­ne di tempo.
«C’è un’ordinanza della Regione Pu­glia per la riapertura per il prossimo 25 maggio: una buona notizia, anche se ci coglie impreparati, tanto che ci tocche­rà dare un’accelerata per essere pronti, secondo le norme in fatto di sicurezza sanitaria, fra il 29 di giugno, una dome­nica, e il 2 giugno, se non altro per inco­raggiare il primo “ponte” estivo».

Proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno.
«Intanto il segnale all’intero Paese, che dal punto di vista psicologico ha biso­gno di incoraggiamento: mare, spiagge, da sempre sono sinonimo di benessere psico-fisico; stiamo lavorando per assi­curare accoglienza e sicurezza, dare un impulso economico a un territorio in difficoltà. Forse anche a causa di una industria che non risponde più al model­lo occupazionale di un tempo, come se l’acciaio potesse essere la cura di tutti i mali».

Ingresso, ombrellone, lettino, filoso­fia e accortezze, cosa suggeriscono i “balneari”?
«Intanto, all’ingresso, rivolgiamo l’invi­to ad indossare una mascherina e osser­vare la distanza fra utenti; suggeriamo il pagamento mediante carta di credito – anche se il wi-fi, succede, potrebbe generare problemi – per essere successi­vamente accompagnati da un nostro ad­detto, una sorta di steward, alla posta­zione prescelta: questo permette di non far perdere tempo al cliente per indivi­duare il suo posto; una volta sistemati, ci si può togliere la mascherina, entrare nell’acqua: niente è più sicuro di acqua e sabbia, lo dicono gli esperti, questi due elementi annientano letteralmente il vi­rus; il resto è nelle mani dell’utenza, che deve rispettare distanze e protocolli in tema di sicurezza sanitaria, per il bene di tutti. Il nostro personale provvederà a sanificare postazioni e complesso bal­neare».

Vincenzo Leo
Vincenzo Leo

Il rapporto con la clientela.
«Ogni attività gestirà il flusso della clientela secondo una propria strategia; personalmente, ho pensato di privilegia­re intanto gli abbonati, un patrimonio per strutture che in questi anni hanno svolto nella massima professionalità la propria attività; questo, però, non esclu­derà i “giornalieri”, pubblico che dispo­ne del solo fine-settimana rispetto al re­sto dell’utenza. Infine, potrebbe esserci un problema-sicurezza generato da quei cittadini che impegnano la spiaggia pubblica e transitano dallo stabilimen­to: sarà un bel problema gestire l’even­tuale flusso di bagnanti di passaggio per quanto attiene norme sanitarie: staremo a vedere, confidiamo nel buon senso da parte di tutti».

Rapporto con amministrazioni e isti­tuzioni.
«Sono in costante collegamento, me­diante strumenti social e videoconfe­renze, con l’assessore regionale all’In­dustria turistica e culturale Loredana Capone; ho un costante filo diretto con i sindaci dell’area orientale e il primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci, molto attento ai temi del turismo e del­la balneazione; argomento ricorrente in questi confronti: come strutturare un piano sulle spiagge pubbliche e organiz­zare un servizio di vigilanza».

Il settore, per così dire “balneare”, sicuramente strategico in fatto di tu­rismo che perdita potrebbe registrare in percentuale?
«Da calcoli approssimativi, il settore balneare potrebbe registrare una perdita quantificabile intorno al 40%, non solo a causa del mancato guadagno di eser­cizi come bar, ristoranti e pizzerie col­legati agli stabilimenti e impegnati non solo dall’utenza da spiaggia; registrere­mo anche l’assenza di turisti stranieri: non sappiamo quando, e se, saranno ri­aperte le frontiere per favorire l’arrivo di un’altra importante percentuale di fruitori di bellezze e strutture della no­stra terra; l’Europa non ci sta aiutando in questo, avendo segnalato Italia e Spa­gna come mete ad alto rischio; e pensa­re che la stessa Unione aveva avanzato l’ipotesi di mettere le nostre spiagge all’asta e consentire a investitori esteri di impossessarsi di un bene di primaria importanza per lo sviluppo del nostro territorio…».

Uno, fra gli aspetti, che rallentano la ripresa?
«La burocrazia, una sciagura simile solo al virus: esistono leggi che rimandano addirittura al 1939, senza comprendere che nel frattempo è cambiato l’intero mondo rispetto a ottant’anni fa: siamo schiavi di codici e decreti, non se ne può più! Se davvero vogliamo risollevare le sorti del nostro Paese, dobbiamo sburo­cratizzare la macchina dello Stato, i vari paletti posti dai codici hanno provocato un collasso e danni incalcolabili a un settore che da solo rappresenta il 17% del Pil…».

Non solo mare, ma anche agriturismo.
«Non solo stabilimenti balneari; alber­ghi, bar, ristoranti, b&b, agriturismo fanno riferimento alla mia stessa orga­nizzazione sindacale: quando si parla di turismo, occorre allargare la nostra attenzione ad enogastronomia, agricol­tura, ai prodotti dell’intero territorio, la Puglia è la California dell’Europa: qui si realizza ciò che gli altri sognano, i nostri prodotti sono di altissima qualità; il turismo non è solo spiaggia e mare, anche se l’estate rappresenta l’80% del flusso turistico: il turismo è un indotto allargato ad altre espressioni del territo­rio, cultura e guide turistiche, agricol­tura e cantine, oleifici, nautica e altro ancora».

Un tavolo regionale per raccogliere le istanze di addetti ai lavori.
«Intanto un invito rivolto al presidente della Regione, Michele Emiliano, verso il quale nutro stima e rispetto: presiden­te, non sostenga i burocrati con oziose e costose consulenze; noi del settore sia­mo disposti a farlo a costo zero. Man­cano piani regolatori e in compenso sul litorale esistono strutture abusive. Poi le task-force, pressoché inutili: Emiliano si fidi dell’esperienza e della conoscen­za di gente che è nelle pieghe di turi­smo, cultura e indotto da una vita: inviti un “tecnico” per categoria, ma ad una sola condizione: che i burocrati ne re­stino fuori!».

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