03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

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«Terreni Comparto C, questione irrisolta a Grottaglie»

Le critiche del Partito Democratico

Il Palazzo di città di Grottaglie
Il Palazzo di città di Grottaglie

GROTTAGLIE – “Il program­ma elettorale della coalizione Grottaglie On prevedeva l’isti­tuzione del bilancio partecipato e la predisposizione del bilancio sociale che secondo l’attuale Maggioranza erano strumenti indispensabili per realizzare al meglio i bisogni reali dei cit­tadini. Dopo 4 anni di governo della città nessun bilancio è sta­to redatto con la partecipazio­ne attiva dei cittadini. Eppure l’occasione giusta poteva esse­re quella di coinvolgere nella discussione sull’ultimo bilan­cio i proprietari dei terreni del Comparto C che in questi anni si sono visti notificare cartelle Imu e Tasi, e atti di pignoramen­to sui propri conti, da parte del Comune di Grottaglie. Ancora una volta è stata persa un’occa­sione importante che avrebbe potuto risolvere definitivamente la questione”.

Il Partito democratico grotta­gliese particolarmente critoco con la Giunta D’Alò. “Ricor­diamo che la questione riguarda quei cittadini proprietari di aree potenzialmente edificabili, ma che di fatto non lo sono perché mancano gli strumenti urbani­stici esecutivi (piano particola­reggiato o piano di lottizzazio­ne), e che vedono applicate dal Comune imposte patrimoniali basate su tariffe assolutamente illegittime.- sottolinea il Pd in una nota- l’Amministrazione Comunale invece continua ad applicare a detti terreni valori assolutamente più che raddop­piati, ed anzi è andata addirittu­ra a contestare con un giudizio dinanzi al Tar (un Accertamento tecnico preventivo per la preci­sione) i valori assegnati dall’A­genzia delle Entrate. Riteniamo che il comportamento dell’Am­ministrazione Comunale sia assolutamente ingiustificabile poiché, in una situazione di con­fusione sul valore di detti terreni e con diversi giudizi dinanzi alle Commissioni Tributarie in cui è soccombente, continua ad agire esecutivamente sui detti proprie­tari, con azioni di pignoramento che francamente potrebbero es­sere evitati fino a quando non si riesce a trovare una soluzione definitiva al problema.Tale so­luzione, con l’approvazione del Bilancio preventivo approvato il 4 maggio scorso, si è allontanata ancora di più.

Riteniamo che dal punto di vista tributario a detti terreni debba­no essere applicati, come detto, i valori dell’Agenzia delle Entrate e in secondo luogo che la que­stione debba essere risolta dal punto di vista urbanistico, met­tendo mano alla reale natura dei terreni, affinchè si possa definir­ne una volta per tutte il valore effettivo.

Occorre trovare una soluzio­ne condivisa insieme a tutti i soggetti interessati, compreso il Consiglio Comunale, troppe volte mortificato e umiliato da chi governa la nostra città.Non è possibile continuare a spremere questi cittadini per esigenze di bilancio. La soluzione dei sub comparti, che il Comune si sta apprestando a predisporre, non è sufficiente- prosegue la nota del Pd- è necessario riportare all’attenzione della comunità il problema dell’Urbanistica che non è soltanto approvazione di subcomparti, di piani di lottiz­zazione, di terreni edificabili e non, bensì di ragionare su come organizzare e gestire l’intero territorio comunale nei suoi di­versi aspetti economici, sociali e ambientali; serve un idea del futuro “prossimo” in grado di offrire adeguate risposte alle prossime sfide che la comunità dovrà affrontare nei prossimi anni quali l’aerea aeroportuale e industriale, l’invecchiamento della popolazione, il calo de­mografico la fuga dei giovani, i comparti C e ultimo, i nuovi bisogni che la pandemia sta fa­cendo emergere. Il mondo non sarà più lo stesso e Grottaglie, nel suo piccolo, deve essere pronta a fronteggiare le nuove istanze. Un buon inizio è co­minciare a parlare di PUG (Pia­no Urbanistico Generale) uno dei numerosi strumenti che la società ha a disposizione per la creazione di una nuova visione territoriale, economica, sociale e ambientale.L’attuale PRG non è in grado di fornire adeguate risposte perché è vecchio, sia temporalmente che cultural­mente essendo stato concepito agli inizi degli anni ‘80 ovvero quarant’anni fa; nel frattempo sia l’economia, la società che i modelli culturali sono cambiati.

L’Amministrazione Alabrese 5 anni fa si era posta il problema e uno degli ultimi atti fu quello di stanziare 50.000 euro da uti­lizzare per gli studi propedeuti­ci necessari per la redazione del PUG; il Consiglio Comunale ap­provò il Documento Program­matico del PUG; poi la legisla­tura è terminata e si è insediata la giunta D’Alò che ha stornato i 50.000 euro destinati al PUG e ha deciso di utilizzarli per la redazione del piano urbano del traffico; ad oggi non risulta che sia stato prodotto qualcosa. Dopo 4 anni non abbiamo né il PUG e né il piano del traffico”.

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