03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca News

Ex Ilva, «Ora mi aspetto un piano serio»

Il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli in audizione alla Camera dei Deputati

Stefano Patuanelli
Stefano Patuanelli

“Da ArcelorMittal mi aspetto un piano industriale se­rio, ambizioso e lungimirante e che non rimetta in discussione l’esito del negoziato culminato con l’ac­cordo del 4 marzo scorso”.

Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nella informativa sulla siderurgia alla Camera. “ArcelorMittal pre­senterà il piano industriale il 5 giu­gno prossimo”, ha fatto sapere Pa­tuanelli dopo che la multinazionale ha chiesto 10 giorni di proroga per la presentazione del piano indu­striale. “E’ il momento di pensare, soprattutto per uscire dalla situa­zione di crisi e di emergenza cre­ata dall’epidemia di Coronavirus, ad avere un piano industriale, un piano per la siderurgia certo per il paese”, ha detto ancora il ministro. Tra i punti qualificanti dell’accordo di perfezionamento dell’acquisto da parte di ArcelorMittal degli im­pianti dell’ex gruppo Ilva firmato il 4 marzo scorso c’è anche “l’im­pegno delle parti a collaborare per la ricerca della soluzione per la ge­stione del personale fermo restan­do i risultati raggiunti su questo fronte con l’accordo sindacale del settembre 2018”, sottolinea il tito­lare del Mise. “Forza Italia chiede da tempo che vengano affrontati i tanti, troppo nodi irrisolti che ri­guardano l’ex Ilva. Al momento, purtroppo, l’unica certezza è che il governo non ha alcun piano indu­striale per questo polo siderurgico.

L’esecutivo con la sua totale man­canza di visione, infatti, tra qual­che amnesia e un’indubbia incom­petenza, dimentica che bisogna rendere appetibili gli investimenti, anche per vincere la concorrenza cinese. La gestione di questa crisi è stata scellerata, per incompetenza o inesperienza poco importa: ciò che conta è che si sta compromet­tendo ogni possibilità di rilancio del settore, ma anche la stessa so­pravvivenza dell’industria siderur­gica italiana. Da Forza Italia c’è sempre stato il tentativo di tenere alto l’interesse su questo asset strategico per il Pa­ese”.

Lo ha detto la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola, inter­venendo nell’Aula di Montecitorio nel corso dell’informativa urgente del governo sulla situazione del­la siderurgia italiana. “Grazie ad Antonio Tajani e a Massimiliano Salini – ha aggiunto – abbiamo por­tato questa questione sul tavolo del Parlamento europeo, il governo in­vece non ha fatto nulla, né per l’ex Ilva né per le acciaierie di Terni che pure hanno annunciato lo stop. Sul futuro del siderurgico italiano bisognava aprire un tavolo al Mise per individuare soluzioni adeguate e non attendere supinamente le de­cisioni delle proprietà delle accia­ierie come ha invece fatto il mini­stro Patuanelli. La crisi di un intero settore che doveva essere seguita passo passo è stata totalmente tra­scurata. Dov’è il piano nazionale per l’acciaio? Dobbiamo ancora continuare con le importazioni dalla Russia? Il ministro dello Svi­luppo economico oggi sostiene che acquirenti dell’ex Ilva vogliono re­stare in Italia, ma l’accordo che si è voluto tenere a tutti i costi segreto, dov’è? Siamo al teatro dell’assurdo! Solo questo governo poteva essere così irresponsabile da non ritenere opportuno seguire con la dovuta attenzione una crisi che oltre al diritto al lavoro ha minato anche quello alla salute, sia dei dipenden­ti dell’acciaieria che dei cittadini di Taranto. Adesso però non c’è dav­vero più tempo da perdere, bisogna garantire i pagamenti arretrati, il risanamento ambientale, il rientro dei lavoratori, perché gli scioperi continueranno fino alla definizione di un piano industriale”.

“Con l’Ilva è stato sbagliato tutto. Hanno ceduto quote di mercato ad una multinazionale” ha dichiarato Francesco Brigati (Fiom) a Radio Anch’io, su Radio Rai.

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