20 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

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La Valle d’Itria avrà il suo Festival

Il Covid-19 non ferma l’importante e atteso evento

Alberto Triola
Alberto Triola

MARTINA FRANCA – In piena sicurezza e con un pro­gramma rimodulato nel nome di Strauss anche quest’anno, dopo mesi di incertezza a cau­sa dell’emergenza sanitaria per Covid19, Martina Franca farà da palcoscenico all’atteso Festi­val della Valle d’Itria, evento di respiro internazionale fra i più attesi.

La 46a edizione avrà inizio il 14 luglio nell’atrio di Palazzo Ducale (nel centro storico mar­tinese) per concludersi, poi, il 2 agosto. Ad aprire il cartello­ne sarà “Il borghese gentiluo­mo” (repliche il 21, 25 luglio e l’1 agosto), diretto da Michele Spotti, mentre “Arianna a Nas­so” sarà l’opera affidata alla bacchetta del direttore musica­le, Fabio Luisi.

Come previsto, l’Orchestra sarà quella del Teatro Petruzzelli di Bari. I due spettacoli avranno la mise en espace curata dal regi­sta Walter Pagliaro.

Intorno al tema di Arianna, fra mondo barocco e recupero della cultura classica, si svi­lupperanno una serie di altri appuntamenti musicali e appro­fondimenti culturali che saran­no presentati in dettaglio, entro un paio di settimane, dopo la messa a punto di tutti gli aspetti che le nuove indicazioni mini­steriali, in fase di aggiornamen­to quotidiano, prescrivono: dal distanziamento sociale all’in­gresso del pubblico, sino agli spostamenti degli artisti e alla sicurezza dei luoghi di lavoro.

La prima versione del calenda­rio 2020, lo ricordiamo, preve­deva La rappresaglia di Saverio Mercadante, Gli amanti sposi di Ermanno Wolf-Ferrari, Leo­nora di Ferdinando Paër e l’in­termezzo di Niccolò Piccinni Il perucchiere: a breve, fanno sapere dall’organizzazione, sa­ranno date ulteriori informazio­ni agli spettatori già in posses­so di un biglietto per le opere precedentemente previste e per l’acquisto dei nuovi biglietti.

Il programma tematicamente compatto del 2020 mantiene in­tatta l’identità del Festival fra rarità e ricerca sulla vocalità, e segna il ritorno della musica di Richard Strauss a Martina Franca dopo la messa in sce­na nel 2006 della sua versione dell’Idomeneo di Mozart, nel 2007 della versione francese di Salome e nel 2009 della versione riorchestrata della Iphigenie auf Tauris di Gluck: un progetto artistico di ampio respiro che coinvolgerà anche il mondo del teatro di prosa, nel solco identitario tracciato da Paolo Grassi. I due titoli proposti in questa rimodulazione della 46a edizione dal Festival della Valle d’Itria – Il borghese gentiluomo e Arianna a Nasso – presentata dal direttore artistico Alberto Triola e dal direttore musicale Fabio Luisi, sono lavori frutto della collaborazione di Strauss con il poeta e drammaturgo Hugo von Hofmannsthal. Il loro debutto è datato 1912 al Teatro di corte di Stoccarda, con la regia (e la compagnia teatrale) di Max Reinhardt e il compositore stesso sul podio. Furono proposti come progetto unitario che puntava sull’originale accostamento del soggetto tratto dalla comédie-ballet Le bourgeois gentilhomme – con testo di Molière e musiche di Jean-Baptiste Lully – e quello mitologico di Arianna, soggetti lontani nel tempo che permettevano alla coppia di autori quel gioco felice che li aveva portati al successo con Der Rosenkavalier. La reazione del pubblico per questa nuova proposta fu, però, tiepida e i due lavori furono “separati”, soggetti a varie importanti revisioni, raccogliendo nuovi successi: ad Ariadne auf Naxos fu aggiunto un prologo e Der Bürgerals Edelmann diventò una suite orchestrale (l’op. 60 del 1919). A Martina Franca, seppur in serate differenti, i due lavori saranno proposti musicalmente nella versione originale del 1912. La conferma dello svolgimento del Festival della Valle d’Itria è un’importante risposta ai settori dello spettacolo dal vivo e del turismo, fra i più colpiti dall’effetto della quarantena: il Festival ha potuto garantire le collaborazioni con artisti e fornitori, riattivare i rapporti con le maestranze e ridare ossigeno al tessuto turistico di Martina Franca e della Valle d’Itria.

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