12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca News

Processo antidroga “Sangue Blu 2”, quattordici condanne

Stupefacenti sull’asse Taranto- Bari-Torre Annunziata

Il Tribunale di Lecce
Il Tribunale di Lecce

Processo antidroga “San­gue blu” 2: quattordici condanne con il rito abbreviato. Il gup del Tribunale di Lecce , dott.ssa Giulia Proto, ha condan­nato a dieci anni di reclusione Cosimo Marinò, ritenuto elemento di spicco del guppo e a otto anni Giovanni Romanaz­zi, entrambi difesi dagli avvocati Salva­tore Maggio e Angelo Casa. Inoltre ha inflitto cinque anni a Francesco Masella, cinque a Ignazio Albano, quattro anni e otto mesi a Giuseppe Benefico, quattro anni e otto mesi a Fabio Ferrigni, q uat­tro anni a Pasquale De Leonardo, quattro anni ad Alessandro Laforgia, un anno e mezzo a Matteo Del Nobile, un anno e quattro mesi a Nicola Pulpo, due anni a Luigi Pavone, quattro anni a Luigi Pon­trelli, quattro anni ad Angelo Pontrelli. Nel collegio di difesa anche gli avvocati Gaetano Vitale, Luigi Esposito, Antonio Mancaniello, Adriano Minetola, Giusep­pe Sernia, Samantha Dellisanti e Fran­cesco Paone.

Il gup ha condannato a tre anni per de­tenzione di armi, Giuseppe Gentile, assi­stito dall’avvocato Angelo Casa. L’uomo è stato, però, assolto dall’accusa di asso­ciazione a delinquere.

Il blitz Sangue Blu 2 è scattato nel 2019 quando i carabinieri della Sezione ope­rativa della Compagnia di Taranto hanno eseguito nei quartieri Tamburi e Paolo VI, otto provvedimenti cautelari (due in carcere e sei agli arresti domiciliari) emessi dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura salentina nei con­fronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delin­quere finalizzata al traffico, trasporto e detenzione e spaccio di sostanze stupefa­centi, detenzione ai fini di spaccio di so­stanze stupefacenti e detenzione illegali di armi.

Durante le fasi esecutive, uno degli ar­restati, residente a Bari, era stato trovato in possesso di una pistola calibro 7.65, tenuta nascosta dietro ad un mobile del bagno, completa di caricatore e 7 proiet­tili, di cui uno in canna e quindi pronta a far fuoco. Le indagini, avviate tra il 2014 e il 2015 dai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Taranto e coordinate dalla Dda salentina, hanno fatto luce su un traffico di stupefacen­ti nel capoluogo jonico parte del quale proveniente da Torre Annunziata e dalla provincia di Bari. Le ordinanze di custo­dia cautelare rappresentavano un secon­do segmento investigativo che aveva già visto l’arresto, a giugno del 2017, di altre tredici persone.

Nel corso delle attività investigative, condotte con servizi di appostamento e pedinamento e con intercettazioni te­lefoniche e ambientali, era emerso che l’organizzazione nella sua articolazio­ne territoriale localizzata nel quartiere Tamburi, gestiva un traffico di cocaina, marjuana, eroina e hashish.

Il denaro ricavato veniva utilizzato per nuovi approvvigionamenti, oltre che per la remunerazione delle figure “operati­ve” quali i custodi, i corrieri, le staffette e gli spacciatori.

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