29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 15:43:40

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Diodato in corsa per il Nastro d’Argento

Con “Che vita meravigliosa” il cantautore punta al tris dopo Sanremo e il David di Donatello

Diodato
Diodato

Il trionfo sanreme­se con “Fai rumore”. Il successo ai David di Donatello con “Che vita meravigliosa” canzone del film “La dea fortuna”, per un double che non ha precedenti nella sto­ria della musica leggera italiana. Adesso – citazione involontaria del bellissimo pezzo del 2018, in cop­pia con Roy Paci – la possibilità di conquistare anche i Nastri d’Ar­gento, sempre con “Che vita mera­vigliosa”, scelta tra le sei canzoni in gara per quello che – proprio con i David – è l’altro grande ri­conoscimento del cinema italiano.

Sì, è ‘adesso’, in questo 2020 così strano e comunque impossibile da dimenticare, il momento di Antonio Diodato. Il cantautore tarantino (è noto il fatto che sia nato ad Aosta, lo è ancora di più il suo essere legato alla città dove è cresciuto e che ha sempre indi­cato come ‘sua’, Taranto appunto) può ambire ad un nuovo successo, che ancora di più renderebbe un caso senza precedenti nel panora­ma canoro nazionale. A Sanremo, oltre al premio principale, Anto­nio Diodato con “Fai rumore” ha vinto il Premio della critica Mia Martini ed il Premio Sala Stampa Radio Tv e Web, oltre al Premio Lunezia, assegnato al miglior te­sto in gara. Quindi, l’otto maggio si è visto assegnare il David per “Che vita meravigliosa”, nella ca­tegoria miglior canzone originale. Il brano inciso per “La dea fortu­na” di Ferzan Ozpetek ha vinto su­perando, tra gli altri, anche quello di un mo-stro sacro della musica internazionale come Thom Yorke; il frontman dei Radiohead infatti era in gara con la canzone “Suspi­rium”, dal remake di “Suspiria” firmato da Luca Guadagnino. An­che nella corsa al Nastro d’Argento Diodato avrà di fronte una concor­renza non da poco. Nella catego­ria miglior canzone del più antico premio cinematografico italiano, assegnato dal 1946 dal Sindacato nazionale giornalisti cinemato­grafici italiani, sono in gara un to­tem della canzone come Claudio Baglioni con “Gli anni più belli”, dall’omonima pellicola di Gabrie­le Muccino; due esponenti di spic­co della nuova musica nazionale quali Brunori Sas (“Un errore di distrazione”, dal film “L’ospite”) e Liberato (“We come from Na­poli”, dal film “Ultras”); e ancora Alessandro Nelson Garofalo (“Il ladro di giorni”) e Ralph P. (“Ri­one Sanità”). Scorrendo l’elenco di chi ha vinto ai Nastri d’Argento per la miglior canzone (categoria istituita nel 1999), si possono leg­gere i nomi di voci autoriali come Francesco De Gregori, Lucio Dal­la, Ivano Fossati, Enzo Avitabile, Vasco Rossi, Luciano Ligabue; e, ancora, Fiorella Mannoia, Carmen Consoli, Gianna Nannini, Gior­gia, i Negramaro. Le candidature sono state rivelate dalla presidente del Sindacato Giornalisti Cinema-tografici, Laura Delli Colli, in di­retta streaming sulla piattaforma Zoom dal MAXXI, il Museo Na-zionale delle Arti del XXI secolo di Roma.

«I Nastri saranno consegnati dopo il 15 giugno – ha chiarito Delli Colli – data stabilita per fare ri­unioni limitate, ma ovviamente senza assembramento.

Bisogna comunque trovare il po­sto giusto e in questo senso aspet­tiamo maggiori dettagli dalla re­gione Lazio».

A contendersi il titolo di miglior film proprio “La dea fortuna”, “Gli anni più belli”, “Hammamet” di Gianni Amelio, “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo e “Pinocchio” di Matteo Garrone. Il Sindacato dei Giornalisti Cine­matografici fu fondato nello stesso anno in cui sono nati i Nastri, il 1946, da un gruppo di giornalisti e saggisti di cinema, alcuni dei quali di-vennero in seguito registi (Ste­no e Mario Soldati) e autori (Mi­chelangelo Antonioni, Antonio Pietrangeli). Il primo regolamento motivava l’istituzione del Nastro d’Argento per «promuovere il continuo miglioramento artistico, tecnico e industriale della cinema­tografia italiana».

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