Cronaca News

Fase 2, «Mercati rionali, finalmente»

Gli ambulanti ora tirano un primo sospiro di sollievo

Il mercato di Talsano (foto d’archivio)
Il mercato di Talsano (foto d’archivio)

«Finalmente si lavora, abbiamo cominciato for­se con il freno a mano, a causa un del tempo, ma la gente ha ri­sposto positivamente; di questo dobbiamo ringraziare l’assesso­re Gianni Cataldino, il sindaco Rinaldo Melucci e l’Ammini­strazione comunale, che si sono attivati per farci tornare fra i banchi e fra la gente, sempre nel massimo rispetto della sicurezza sanitaria e del distanziamento sociale».

Mercati rionali, si riparte. Mer­coledì il “via” nei quartieri Tal­sano e Salinella, giovedì Paolo VI, venerdì ancora Salinella, sa­bato ai Tamburi. Gli ambulanti riprendono la loro attività. Se­condo un calcolo approssimativo erano un 70% i commercianti che mercoledì scorso hanno ri­preso la vendita. «Era ora, non ne potevamo più – dice Vincenzo Stasi, uno degli ambulanti più at­tivi e che fa da portavoce ai col­leghi – agli inizi di marzo ave­vamo dovuto chiudere l’attività a causa dell’emergenza Covid-19; qualche collega ha fatto sentire la sua assenza, ma c’è una giusti­ficazione: la merce; non sapendo quando avremmo riaperto a tem­po pieno, non avevano a disposi­zione gli articoli da porre in ven­dita; sarà questione di giorni, poi torneremo al completo». I timori prima della ripartenza. «Abbia­mo scongiurato la prosecuzione di un periodo di crisi; ora poco per volta riprenderemo i ritmi prima della chiusura; più di altri settori, abbiamo registrato mo­menti di paura: rispetto ad altri settori, non godiamo di misure di sostegno, così abbiamo dovuto stringere la cinghia e sperare che la situazione tornasse in qualche modo alla normalità».

Regione e Comune. «La Regio­ne aveva dettato linee-guida per la riapertura dal 18 maggio, ma evidentemente non per tutti; a questo punto ci siamo rivolti all’Amministrazione comunale, trovando nell’assessore Cataldi­no un interlocutore che ha ascol­tato e compreso quali fossero i problemi di una intera catego­ria; credo abbia fatto anche più di quanto gli spettasse: è venuto con noi a fare sopralluoghi sul­le piazze per comprendere quali dovessero essere le misure da rispettare, le uniche che avreb­bero potuto dare un’accelerata all’intero comparto; dunque, una ricognizione dei siti e indicazio­ni entro le quali avremmo dovuto agire: indossare guanti e masche­rine, restare nei stalli assegnati e non allargare l’area di vendita, chiudere corsie e aprirne altre per consentire alla gente di os­servare la merce nel rispetto del distanziamento sociale, da parte dei commercianti quanto da parte dei visitatori».

Sopralluoghi e problemi risolti. «Solo stando sul posto, con gente che fa questo mestiere e ammi­nistratori attenti e solidali, che sanno ascoltarti, abbiamo trova­to la soluzione: un primo sospi­ro di sollievo quando abbiamo avvertito netta la sensazione che l’Amministrazione comunale ci sarebbe venuta incontro, solo a condizioni che le norme – ri­gorose, sia chiaro – fossero sta­te rispettate, per evitare di tro­varci nelle stesse condizioni di settimane fa, una vera sciagura: se non apri non vendi, e se non vendi non metti in tasca “la gior­nata”; perché è per questo che lavoriamo nei mercati: portare a casa un seppur modesto guada­gno che ci consenta di sostenere la famiglia». Infine, l’affluenza. «La gente ha risposto – conclude Vincenzo Stasi – ha dato l’im­pressione che volesse la ripar­tenza quanto se non più di noi; il tempo, forse, ha frenato i grandi numeri, ma dovevamo ripartire e far sapere alla gente che ci sia­mo, siamo tornati, finalmente».

 

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