25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 19:57:00

News Provincia di Taranto

Grandine e vento mettono in ginocchio l’agricoltura

Impressionanti le immagini della diretta Cia sugli effetti del maltempo

Grandinata
Grandinata

Ciliegie spaccate dalla grandine e buttate a terra dal vento, vigneti falcidiati dal maltempo, ortaggi sott’acqua per l’allagamento dei campi, alberi da frutto con i rami spezzati: la Puglia dell’agricoltura si risve­glia con le ossa rotte dopo un fine settimana che, in alcuni casi, è ri­uscito a spazzare via il lavoro di un anno.

La Cia Agricoltori Italiani della Puglia ha seguito quasi in tempo reale, dai suoi profili social, le se­gnalazioni che tra sabato e dome­nica sono arrivate ai suoi recapiti. Particolarmente impressionante il video girato da un agricoltore di Ruvo, con le immagini della violenta grandinata che si è ab­battuta su un ciliegeto: in poche ore, il video ha raggiunto circa 300mila persone con decine di commenti improntati allo sgo­mento e allo sconcerto per un’al­tra calamità arrivata sul territorio come l’ennesima mazzata per le imprese agricole. Impressionan­ti anche le immagini arrivate da Soleto, nel Salento, con i cumuli di grandine ammassati lungo le strade e i chicchi di ghiaccio a in­vadere i campi. Pioggia, grandine e vento, a macchia di leopardo e con incidenze diverse, si sono abbattuti su tutta la Puglia, dalla Capitanata alla Bat, dal Barese alle province di Brindisi, Taranto e Lecce.

“Per molti agricoltori, quest’ulti­ma calamità in ordine di tempo assume contorni drammatici, anche perché le conseguenze del maltempo vanno a sommarsi a una stagione già funestata da un inverno siccitoso e dalle gelate tardive che colpirono la Puglia lo scorso marzo- ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di Cia Agricoltori Ita­liani della Puglia- più o meno a un anno di distanza da quanto ac­cadde nella primavera del 2019, si sta verificando nuovamente che fenomeni estremi e opposti tra loro, come la siccità e le gelate, si susseguano in un ristretto lasso di tempo esponendo le differenti colture a shock termici estrema­mente dannosi sia per le semine e le colture in fase di sviluppo che per i prodotti quasi pronti a essere raccolti sugli alberi e negli orti ha aggiunto- il governo nazionale e l’Europa devono convincersi che, per uscire dal ciclo maledetto degli ultimi 5-6 anni, occorrono riforme radicali, soprattutto per quanto riguarda la facilitazione dell’accesso alle risorse e a un sistema delle assicurazioni calato sulla nuova e drammatica realtà dei cambiamenti climatici” ha ri­badito il presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani della Pu­glia, un’organizzazione che negli ultimi cinque anni sta insistendo moltissimo sulla grande questio­ne di un sistema assicurativo più accessibile anche alle piccole e medie imprese del comparto pri­mario”.

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