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Buoni spesa, j’accuse dell’Opposizione di Carosino

Pd e Insieme per Carosino contro la giunta Di Cillo

Il Municipio di Carosino
Il Municipio di Carosino

CAROSINO – Alla riapertura della Fase 2 s’infiamma la poli­tica locale . Dopo un opportuno silenzio politico, dovuto essen­zialmente all’emergenza Corona­virus, le Minoranze nel Comune di Carosino tornano a farsi sen­tire, sparando bordate contro la Maggioranza di governo a guida Di Cillo.

E’ ancora il Pd locale, in aula consiliare rappresentato dall’e­sponente politico Mina De San­tis, a stigmatizzare come a suo parere vi sia stata nell’occasione una “gestione superficiale dell’e­mergenza da parte del Sindaco e della sua Amministrazione”. In particolare il j’accuse lanciato dalla De Santis attraverso un for­bito comunicato stampa, fa rife­rimento ai fondi statali di 55.690 euro (relativi ai buoni spesa) e a quelli assegnati dalla regione Puglia di 19.536,37, per un totale complessivo di oltre 75.000 euro. “Abbiamo avuto non poche per­plessità per le modalità adottate dall’Amministrazione che poi hanno trovato conferma – si leg­ge nel comunicato – si vede ripro­porre nell’avviso pubblico una frase assolutamente discreziona­le che non può essere tollerata quando si tratta di gestire soldi pubblici”. La nota poi termina con una serie di domande: “per­ché prevedere una via alternativa oltre i termini dell’avviso pubbli­co? Perché lasciare spazio a que­sta discrezionalità dando adito a possibili sorprese o erogazioni a chiamata?” e un finale quanto mai sibillino: “vigileremo”.

Sullo stesso argomento ma con una prospettiva diversa, regi­striamo anche la presa di posi­zione di “Insieme per Carosino” che invia una nota affidata, come oramai usano far tutti, alla pro­pria pagina facebook di com­mento negativo sulla gestione comunale delle suddette risorse economiche pubbliche erogate a seguito della pandemia. La cri­tica mossa a Sindaco e Giunta Comunale carosinese è di aver: “deciso che i buoni spesa fossero destinati all’acquisto di soli ge­neri alimentari e pannolini. La scelta operata – si precisa nella lunghissima nota – ha comporta­to un grave danno sia alle fami­glie disagiate e sia ad alcune atti­vità commerciali come prodotti per l’igiene della persona e della casa, le farmacie e parafarmacie, che sono state fortemente pena­lizzate da questa scelta scellera­ta, in quanto non hanno potuto vendere i loro prodotti. Perché a Carosino non è stato fatto come in tutti gli altri comuni, dando la possibilità ai cittadini di utiliz­zare buoni spesa secondo quanto stabilito dalle norme ed in base alle proprie esigenze? Tutto questo non ci meraviglia ma ci preoccupa”. Raffiche di doman­de, quindi, che si elevano dagli scanni delle Minoranze politiche carosinesi per le quali, a loro pa­rere, si attende una risposta per onor di trasparenza e perché, co­munque, 75.000 euro, sono sem­pre un bel po’ di soldini per la piccola cittadina di Carosino.

 

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