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Molo polisettoriale, prove di ripartenza

I sindacati: «Positiva la conferma dell’inizio della rotazione di una linea container feeder già da inizio luglio»

Molo polisettoriale del Porto di Taranto
Molo polisettoriale del Porto di Taranto

«Accogliamo po­sitivamente la conferma dell’ini­zio della rotazione di una linea container feeder della compa­gnia Cma Cgm già dall’inizio del mese di luglio, nonostante la intervenuta pandemia e la nega­tiva congiuntura che imperversa nel settore dello shipping che sta avendo gravi ricadute su diverse realtà portuali italiane». è quan­to dichiarano i segretari generali Michele De Ponzio (Filt Cgil), Oronzo Fiorino (Fit Cisl) e Car­melo Sasso (Uiltrasporti).

«Seppur confortati dalle di­chiarazioni dell’operatore turco Yilport che durante la fase più dura della pandemia aveva con­fermato la volontà ad investire nel Terminal Container di Ta­ranto, si aveva piena coscienza di come, il ritardo causato agli interventi di revamping dei mez­zi operativi e la riqualificazione delle infrastrutture portuali dal lock down, avrebbe avuto inevi­tabili conseguenze sulla data di start up dell’operatività che non sarebbe stata immediata come comunicato dallo stesso Robert Yurskel Yildirm in occasione dell’inaugurazione del 4° spor­gente lato ponente alla presenza del Ministro dei Trasporti Paola De Micheli. Per questo la richie­sta giunta dalla San Cataldo Con­tainer Terminal della necessità di approntare e condividere un pia­no industriale ed occupazionale di “emergenza” che consentisse uno start up veloce per il mese di luglio seppur in mancanza della operatività della maggior parte delle attrezzature e delle infrastrutture portuali oggetto di riqualificazione, ha imposto tutti di mettere in campo un grosso impegno per far si di riaccen­dere quanto prima la “spia” del porto di Taranto nello scenario del mediterraneo profondamen­te stravolto dalla crisi mondiale dello shipping conseguente alla stessa pandemia.

Questo impe­gno – spiegano i sindacati – si è tramutato in una serie serrata di incontri con la Direttrice Gene­rale Raffaella Del Prete e con il management Turco teso alla condivisone delle linee guida principali di questo piano emer­genziale e per la definizione di un più ampio e dettagliato piano industriale e occupazionale che traguardi la Società a rendere completamente operativo il Ter­minal ed appetibile ad una più ampia gamma di linee e Compa­gnie di navigazione per realizza­re l’ambizioso progetto posto alla base del rilascio della Conces­sione demaniale marittima della durata di 49 anni. Questo lavoro è reso ancor più complesso dalla forte aspettativa del territorio che vede in questo progetto una dei punti cardine della diversifica­zione produttiva ed economica di Taranto e dalla giusta e naturale aspettativa dei quasi 500 lavora­tori ex Tct collocati nella Taranto Port Workers Agency di ritrova­re un lavoro stabile e duraturo avendo sofferto in questi lunghi 5 anni una serie indicibile di dif­ficoltà. Per tutta questa serie di motivazioni stiamo affrontando con grosso senso di responsabi­lità il ruolo che le norme riserva­no alle organizzazioni sindacali firmatarie il contratto collettivo nazionale del lavoro dei porti nel tentativo di contemperare tutti gli interessi in campo ed agevo­lare una quanto più immediata e funzionale ripresa delle atti­vità. Questo incontrando quasi quotidianamente la San Cataldo Container Terminal ed avendo apprezzato la partecipazione di­retta di Robert Yildirim seppur in video conferenza ad uno di questi incontri, a rimarcare la sua determinazione ed il suo perso­nale entusiasmo nel progetto, for­nendo massima disponibilità nel trovare gli opportuni accordi che tutelino tutte le parti a comin­ciare dagli stessi lavoratori.

Da questi incontri abbastanza profi­cui sta venendo fuori quella che sarà l’impostazione iniziale delle attività che deve necessariamente poi sfociare in un assetto definiti­vo che miri a rendere nuovamente il Molo Polisettoriale una infra­struttura altamente performante e produttiva per fornire quei li­velli quantitativi e qualitativi di servizi portuali che consentano di accogliere ed operare quante più linee ed operatori marittimi possibili invertendo l’esperienza della mono committenza dell’e­ra Tct che ha provocato i disastri che tutti conosciamo. Al momen­to la condivisione di quanto ne­cessario allo start up previsto per l’inizio di luglio è a buon punto, ma necessita per la sua conclu­sione la determinazione da par­te della linea di navigazione dei livelli di traffico, delle toccate settimanali previste che risultano indispensabili alla quantificazio­ne dei carichi di lavoro e della relativa forza lavoro da reimpie­gare nell’immediato. Altro aspet­to determinante da conoscere per completare tale condivisone – evidenziano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – è la determinazio­ne e la riattivazione del circuito Doganale indispensabile all’a­pertura del Terminal anch’esso impattante sui carichi di lavoro e sulla organizzazione delle attivi­tà. Questo consentirà la definitiva quantificazione della forza lavo­ro necessaria allo start-up e che sarà prioritariamente selezionata tra le maestranze ex Tct come previsto dalla norma istituente la Taranto Port Worker Agency che ha una finestra temporale al momento di altri 12 mesi circa.Si rassicurano i lavoratori, le loro famiglie ed il territorio che si lavorerà giorno e notte, ove necessario, anche coinvolgendo la AdSP dello Ionio e Istituzioni locali per completare tali valuta­zioni e consentire di soddisfare la scadenza dell’inizio di Luglio per la riattivazione seppur graduale dell’infrastruttura, anche agevo­lando i percorsi burocratici ine­ludibili e compatibilmente con le attività di re-vamping dei mezzi e delle infrastrutture portuali e con i programmi di riconsegna graduale degli stessi alla San Ca­taldo Container Terminal. Que­sto per far sì che questa nuova possibilità di rilancio del nostro territorio, nella quale in pochi altri insieme alle organizzazioni sindacali ed alla Autorità di Si­stema Portuale confidavano, di­venti finalmente una “storia di ri­scatto e successo” per i lavoratori portuali e per la città di Taranto».

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