Cronaca News

Blitz Tabula Rasa, dal clan “iniziativa unilaterale” a favore del candidato Illiano

Perchè il gip ha respinto la misura cautelare

L’operazione “Tabula Rasa”
L’operazione “Tabula Rasa”

«L’attività posta in esse­re dalla consorteria (guidata dai fratel­li Sambito, ndr) in favore del candidato Illiano in occasione della competizione elettorale» potrebbe essere stata «frutto non di un’intesa con il candidato ma di un’iniziativa unilaterale da parte della stessa consorteria, la quale, eventual­mente in caso di esito positivo e di ele­zione del candidato prescelto, avrebbe presentato il “conto”, ossia la richiesta di vantaggi da assicurare al clan nell’eserci­zio del mandato politico».

È un passaggio importante dell’ordinan­za firmata dal gip D’Ambrosio e che è alla base dell’operazione Tabula Rasa. L’ex consigliere comunale Filippo Illia­no è indagato a piede libero con la pesan­te accusa di scambio elettorale poltico-mafioso.

Secondo l’accusa Illiano e i fratelli Sam­bito avrebbero stretto un patto di scam­bio elettorale politico- mafioso che pre­vedeva a fronte della promessa fatta dai Sambito di sostenere Illiano nella cam­pagna elettorale (amministrative 11-25 giugno 2017) mediante il procacciamen­to dei voti (preferenze che Illiano sapeva sarebbero state raccolte anche mediante la pressione esercitata dalla forza di in­timidazione dell’associazione nel quar­tiere Tamburi) l’impegno da parte di Il­liano, in caso di successo elettorale, di mettersi a disposizione dell’associazione per trovare posti di lavoro ovvero, in caso di mancata elezione, l’impegno a restitu­ire il denaro speso dall’associazione per remunerare gli elettori contattati dal clan (20 euro per ogni voto accordato).

Gli investigatori hanno accertato il con­tributo dell’indagato Claudio Pugliese che consisteva nel tenere, su delega dei fratelli Sambito, un elenco costantemen­te aggiornato di tutte le persone residen­ti nel quartierte Tamburi che avevano il diritto al voto.

Una ricostruzione che però non ha con­vinto appieno il giudice delle indagini preliminari, per il quale, se «è dato evin­cere con sufficiente ed ampia evidenza l’impegno e l’attività svolta dal clan in favore ed a sostegno dell’elezione del candidato politico prescelto (…) non è dato evincere tuttavia l’elemento costi­tutivo principale e fondamentale della fattispecie contestata (art. 416 ter c.p.), ossia il patto politico-mafioso, ossia l’in­tesa convenzionale intercorsa tra l’uomo politico ed esponenti del sodalizio ma­fioso, fondata sullo scambio di recipro­che promesse elettorali, per un verso, ad assicurare un contributo di voti in occasione di consultazioni elettorali e, dall’altro, un atteggiamento di benevola disponibilità ad assecondare – in caso di elezione – determinate istanze della con­sorteria delinquenziale, per qualsivoglia necessità od evenienza».

Per Illiano era stata richiesta la misu­re cautelare, richiesta respinta però dal giudice per “mancanza di gravi indizi di colpevolezza”. Altro fronte impor­tante, quello relativo all’Amiu, dove era dipendente Antonio Sambito. «Sono già stati allertati l’Ufficio di Compliance e l’Organismo di Valutazione affinché si proceda alla verifica dei comportamenti di altri dipendenti apparentemente coin­volti nella vicenda» si legge in un nota di Amiu SpA Taranto. Potrebbero quindi giungere novità. La stessa azienda ha vo­luto precisare che «tra le varie ipotesi de­littuose contestate al dipendente figure­rebbero anche alcune condotte connesse all’attività prestata per l’azienda; ipotesi delittuose in relazione alle quali Amiu SpA Taranto, tuttavia, rivestirebbe la qualità di soggetto offeso dai reati con­testati.In attesa di conoscere maggiori dettagli in ordine ai capi d’imputazione d’interesse aziendale, e conformemente alla normativa di riferimento, Amiu SpA Taranto avvierà con sollecitudine l’iter procedurale propedeutico alla sospensio­ne cautelare dall’impiego del dipendente raggiunto dalla misura cautelare carce­raria».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche