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Ex Ilva, la rabbia dei sindacati. Parla il ministro Patuanelli


Un consiglio di fabbrica, lunedì 8 giugno, per respingere al mittente un piano industriale che – dalle indiscrezioni – giudicano irricevibile. E, nel contempo, richiamare il governo alle sue responsabilità su una vertenza cruciale per Taranto e non solo.

Fim, Fiom e Uilm annunciano mobilitazione, sul caso ex Ilva – ArcelorMittal. Le migliaia di esuberi chieste dalla multinazionale (il cui atteggiamento viene definito ‘predatorio’) sono inaccettabili per i sindacati. Su Taranto spirano già forti venti di protesta.

La prima mossa del governo è intanto proprio quella di ‘chiamare’ i sindacati. A convocare per la giornata di martedì 9 giugno Fim Fiom Uilm e Ugl metalmeccanici il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Al centro del tavolo il nuovo piano industriale presentato da ArcelorMittal, il futuro produttivo ma soprattutto il perimetro occupazionale per i prossimi 5 anni disegnato dalla multinazionale dell’acciaio. Sarebbero più di tremila gli esuberi contabilizzati dal gruppo per fare fronte alla crisi di mercato.

Al Tg1 di sabato sera ha parlato proprio il ministro Patuanelli: “”Il piano presentato da Mittal non riflette le volontà del governo per Taranto e e non rispecchia neppure l’accordo del 4 marzo. Da settembre l’azienda ha prima detto che c’è un problema generale per l’acciaio, poi ha usato la scusa dello scudo penale e oggi dice che il Covid avrà effetti per ben tre anni sul mercato. Io credo che bisogna ripartire dall’accordo del 4 marzo e proseguire su questa strada”.

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