«Da Mittal un piano che non è accettabile» | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

«Da Mittal un piano che non è accettabile»

Il governo boccia la multinazionale: «Si assuma le sue responsabilità»

Il confronto telematico sull'ex Ilva
Il confronto telematico sull'ex Ilva

Un incontro vir­tuale che, sostanzialmente, non cambia la situazione.

Il vertice in videoconferenza per presentare ai sindacati il nuovo piano industriale 2020-2025 che ArcelorMittal ha in­viato venerdì scorso al governo per tutti gli stabilimenti dell’ex gruppo Ilva non scioglie gli in­terrogativi. E lascia insoddisfat­ti i sindacati. Al tavolo assieme al ministro dello sviluppo, Ste­fano Patuanelli, anche il mi­nistro dell’Economia Roberto Gualtieri e il ministro del La­voro Nunzia Catalfo. Per i sin­dacati, i segretari generali dei metalmeccanici di Fim Fiom Uilm e Ugl e i rispettivi segre­tari confederali.

«Con il trascorrere tempo ab­biamo capito che l’abolizione dello scudo penale era una scu­sa per restituire impianti. La proposta del piano presentata da ArcelorMittal è inaccettabi­le per due ragioni: mette in di­scussione i livelli occupazionali e il piano di investimenti allun­gandone a dismisura il tempo» le parole di Patuanelli riferite da fonti sindacali. «Di sicuro il Covid ha inciso sull’econo­mia globale ma l’accordo del 4 marzo era un punto di partenza, esiste un contratto e anche un accordo sindacale. La proposta del piano presentata da Mittal è inaccettabile per due ragioni: mette in discussione i livelli oc­cupazionali e il piano di investi­menti allungandone a dismisura il tempo. L’accordo del 4 marzo è un accordo di investimento e coinvestimento con lo Stato che vogliamo portare avanti perché per noi la siderurgia è un asset strategico, vogliamo tutelare li­velli occupazionali, e una pro­duzione che non inquina. Non possiamo – avrebbe detto anco­ra il ministro secondo fonti sin­dacali – retrocedere rispetto alla produzione siderurgica italiana: lo Stato farà la sua parte».

Certo, la strada resta in salita: «Non abbiamo la bacchetta ma­gica ma abbiamo idee chiare sul fatto che non possiamo rinun­ciare alla siderurgia italiana, a prescindere dai partner indu­striali».

Per Roberto Gualtieri, «questo piano è inadeguato. Va ben ol­tre l’adattamento agli effetti del Covid-19. Non è una base accet­tabile». Per il titolare del Teso­ro, «Ami deve assumersi tutte le responsabilità, c’è un contratto, stiamo lavorando anche per l’au­tomotive che può dare respiro alle produzioni. Comprendo la posizione dei sindacati e lavora­tori. Abbiamo sfidato Mittal per un piano ambizioso, poi dopo la pandemia Mittal cambia le car­te. Il governo deve impegnarsi per tenere fermi gli impegni di marzo. Ognuno si deve assu­mere le proprie responsabilità, ci sono impegni scritti. Se la controparte ha modificato posi­zione, ne trarremo debite conse­guenze», ha sottolineato ancora. «Se il nuovo piano significa che la controparte ha modificato le proprie intenzioni – avrebbe ag­giunto il ministro – ne trarremo le debite conseguenze ma ora i passaggi devono essere fatti tut­ti e devono essere fatti bene: e il primo passaggio da parte nostra sarà quello di assumere una va­lutazione approfondita di quale sia stato l’impatto Covid e chia­mare tutti alle proprie respon­sabiltà e pretendere un impegno adeguato a quanto sottoscritto».

«Il piano ArcelorMittal su Ta­ranto non è accettabile. Il go­verno continua a lavorare al progetto strategico che attinga alle risorse del Green Deal eu­ropeo. Disponibili a intervento pubblico a condizione di un ri­lancio rapido, investimenti certi e tutela dell’occupazione», ha poi sottolineato in un tweet il ministro.

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