01 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2020 alle 19:30:01

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Puntiamo su Made in Italy e imprese locali

Lucio Lonoce
Lucio Lonoce

La ripresa economica, dopo lo tsunami Covid 19, non sarà facile, né po­trà avvenire in tempi brevi: troppi infatti sono stati i danni provocati dallo stop im­posto a diverse attività produttive per poter sperare in un ritorno immediato alla nor­malità. Ora siamo ancora nella cosiddetta “fase 2”, ovvero quella della convivenza con il coronavirus, in attesa di proiettarci verso la “fase 3” in cui – come è auspicabi­le – il numero dei contagi giornalieri sarà prossimo allo zero.

Ma intanto cosa fare? Il Governo ha ema­nato alcuni provvedimenti stanziando in­genti risorse, anche se con il freno a mano della solita burocrazia che hanno provoca­to ritardi (nell’erogazione dei vari bonus) e intoppi (perché le banche, nell’erogazione dei prestiti, impongono puirtroppo ancora molte limitazioni, nonostante la garanzia dello Stato).

Ritengo tuttavia che anche i cittadini pos­sano e debbano dare il proprio contributo alla ripresa economica del nostro Paese. Ognuno in base alle proprie disponibilità potrà privilegiare le imprese nazionali nei propri acquisti, a tutti i livelli: scegliendo catene di grande distribuzione italiane e, ancor meglio, i cosiddetti “negozi di vici­nato”; acquistando prodotti italiani e ma­gari della propria regione; evitando il più possibile di spendere in negozi stranieri o facendo ancora ricorso al commercio on line. Una proposta, questa, che riguarda ovviamente non solo le attività commer­ciali, ma anche quelle artigianali, dei ser­vizi, del turismo e così via.

Non si tratta di un ragionamento autarchi­co per fare un dispetto o un danno econo­mico ad altri, ma di uno stato di necessità che ci impone scelte più radicali rispetto al passato. Ne va della sopravvivenza del­la nostra economia. E non facciamoci at­trarre dall’illusione di una maggiore con­venienza, peraltro non sempre concreta, ma puntiamo piuttosto sulla qualità e sulla consapevolezza che, proprio attraverso i nostri acquisti, potremo dare nuova linfa a tante aziende locali, salvaguardando mi­gliaia di posti di lavoro.

Compriamo italiano, dunque, e noi puglie­si concentriamoci anche sulle produzioni regionali – non solo alimentari – per dare il nostro piccolo contributo alla ripresa. Se poi i consumatori della provincia di Taran­to vorranno premiare anche le attività e i prodotti del nostro territorio, aiuteranno tante eccellenze locali (prodotti da forno, olio, vino, filiera casearia e carni, per par­lare solo del comparto agroalimentare) a rinascere, dopo mesi difficili e bui.

Lucio Lonoce
Presidente Consiglio comunale di Taranto

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