16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

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Giove-Taras, nuovo scontro

“Ripristinato” lo stemma rossoblù. Ma tra società e trust resta un clima di tensione

Lo stemma ufficiale del Taranto
Lo stemma ufficiale del Taranto

Lo stemma ufficiale del Taranto non cambierà ma tra Aps Taras 706 e Taranto Fc si regi­stra un nuovo scontro. Come spie­gato dal supporters’ trust la Taras “ha deciso di cedere” lo stemma “gratuitamente al Taranto Fc 1927, scongiurando il rischio della sua cancellazione. Così, i tifosi vincono la loro battaglia: la cessione gratu­ita del logo, dopo richiesta formale del club, impegna la proprietà del Taranto al rispetto integrale della città, della sua squadra di calcio e della tifoseria”.

“Il passaggio di proprietà dello stemma non comporta la rinuncia, da parte della Taras, alla difesa del­la storia e dell’identità del Taranto: in base allo statuto del club, i colori sociali, la sede e il logo non potran­no mai cambiare senza il consenso dei tifosi” viene precisato. “Questo stemma, in particolare, è stato scel­to dal popolo del Taranto. Attraver­so un concorso di idee, i tifosi lo hanno voluto, confermato e difeso. Lo hanno cucito per sempre sulle maglie rossoblù, nella parte in cui batte il cuore. Al di là degli aspet­ti formali, questo logo è dei tifosi del Taranto e resterà dei tifosi del Taranto anche dopo l’Assemblea dei soci che ne sancirà il passaggio burocratico al Taranto Fc 1927. Al di là degli aspetti formali c’è una forza e un vincolo più grande: è l’a­more dei tifosi che può tutto; è una forza di volontà che non si arresta e che difenderà il Taranto per sem­pre, contro tutto, contro tutti”.

Ma i rapporti con la società resta­no tesi, come si legge tra le righe della nota arrivata dalla società: “Esprimiamo la massima soddi­sfazione personale e per la tifoseria intera del club che rappresentiamo per l’esito positivo che ha avuto la richiesta, peraltro legittima, da noi avanzata nei giorni scorsi alla A.p.s. Taras 706 a.C. Il Marchio del Taranto torna finalmente nella proprietà del club, come buon sen­so vuole che sia, dopo che da oltre un anno altre nostre richieste, più volte ripetute, erano state ignorate da quella associazione. Universal­mente non esiste società sportiva che non risulti essere proprietaria del proprio segno distintivo. La A.p.s. Taras 706 a.C. aveva provveduto autonomamente, senza con­sultarci e senza dare nessun pre­avviso alla registrazione del logo scelto democraticamente dai tifosi per il Taranto calcio. Nel precisare che il Taranto Football Club 1927 S.r.l, rientrando in possesso del proprio marchio, non trarrà nessun vantaggio economico e/o patrimo­niale, confermiamo che esperiti tutti gli adempimenti statutari in capo all’organo amministrativo della società si provvederà, con rinnovata soddisfazione, al ripristi­no del marchio in oggetto”.

Nella serata di ieri è arrivata la controreplica, dura, della Taras: “la cessione gratuita del logo ufficiale sottrae ogni alibi all’attuale pro­prietà del Taranto Fc 1927. Mas­simo Giove ha compreso che l’af­fronto del cambio del logo, lanciato come un insulto in faccia ai tifosi, era un rischio troppo grande in un momento in cui i limiti di questa società appaiono chiari a tutti. Un rischio che, è bene dirlo, non sa­rebbe passato inosservato: la Taras era pronta a far valere i diritti dei tifosi nelle opportune sedi giudi­ziarie, forte delle garanzie statuta­rie che la pongono a salvaguardia dell’identità del club rossoblù”. Il supporters’ trust ricorda che “lo stemma ufficiale del Taranto, scel­to dai tifosi tramite un sondaggio online, è stato registrato nel 2018 dalla Taras 706 a.C. in accordo con la società. Le spese per la sua re­gistrazione sono state interamente sostenute dall’associazione. Grazie alla cessione gratuita dello stem­ma, il Taranto F. C. 1927, oltre ai ricavi sempre garantiti dall’utiliz­zo gratuito del logo, può adesso iscrivere a bilancio un marchio di valore. Confidiamo che il suo attuale proprietario, dopo il mal­destro tentativo di manipolazione dell’opinione pubblica, comprenda finalmente che questo valore ha ben poco a che fare con i soldi: l’i­dentità non ha un prezzo e non si vende”.

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