02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

Ex Ilva, sicurezza in fabbrica: esposto in Procura

Oggi, lunedì 15 giugno, il vertice in Regione. Morselli: Aspettiamo il governo

Ex Ilva
Ex Ilva

Pronti ad un confronto con le imprese del territorio tarantino ma solo dopo la conclusione del tavolo di trattative con il governo sul nuovo piano industriale. E’ l’ad di ArceloMittal Italia Lucia Morselli, come riportano le agenzie, in una lettera inviata i vertici di Confindustria Taranto, ad accoglie­re così la richiesta avanzata in questi giorni, sulla necessità di aprire un dibattito con il gruppo siderurgico sul futuro dell’impianto e le necessità del territorio. “Non appena le interlocuzioni con il governo potranno dirsi concluse saremo disponibili ad un confron­to sul futuro dell’acciaio e di come questo si inserisca in un piano di sviluppo del terri­torio tarantino”, si legge nella lettera.

“Sarà una preziosa occasione per ribadire, in ottica costruttiva, come le attività dell’azienda non possono prescindere da un coinvolgimento e dal supporto di tutti gli stakeholders”, con­clude Morselli. Ma restano molti i nodi da sciogliere. Sulla sicurezza nell’ex Ilva ora arriva l’esposto in Procura. I coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm, La Neve, Brigati e Oliva, lo hanno depositato “in rife­rimento alla non operatività della macchina a granulare degli altiforni che potrebbe procu­rare seri problemi ambientali, impiantistici e di sicurezza per i lavoratori. Nello specifico, Arcelor Mittal in questi mesi ha preferito non affrontare la problematica con le organiz­zazioni sindacali dando seguito, ancora una volta, alle cosiddette comandate allargate in occasione di uno sciopero” si legge in una nota. “In occasione dell’ultimo sciopero di 24 ore, indetto dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, nonostante l’accertamen­to delle violazioni da parte dell’Ente prepo­sto, l’Azienda non ha indicato i possibili as­setti di marcia, continuando ad utilizzare le cosiddette “comandate allargate” e a non ri­spettare quanto previsto dagli accordi sinda­cali in essere che hanno sempre garantito la sicurezza degli impianti contestualmente alla proclamazione degli scioperi” dicono anco­ra i metalmeccanic.

“Tale allargamento del numero dei lavoratori, ritenuti dall’Azienda necessari alla salvaguardia degli impianti in corrispondenza degli scioperi, lede in manie­ra chiara ed inequivocabile il diritto costitu­zionale di sciopero, in quanto, la responsabi­lità del mancato revamping dell’impianto di granulazione della ghisa è una responsabilità in capo esclusivamente all’Azienda. Infatti, la macchina di granulazione della ghisa è utile a riequilibrare la produzione degli altiforni con quella delle acciaierie e come tale è già presente nel Documento di Valutazione del Rischio in vigore. Pertanto, la mancanza di questo impianto potrebbe causare delle gra­vi problematiche di sicurezza e ambientali a maggior ragione in questo particolare fran­gente in cui vi è solo una Acciaieria in cui far confluire la ghisa prodotta dagli altiforni, in considerazione anche della presunta carenza dei carri siluro che, rottamati, non sono mai stati reintegrati. Inoltre, qualora dovessero verificarsi problematiche impiantistiche dif­ferenti dallo sciopero l’Azienda si troverebbe nell’impossibilità di smaltire la ghisa esatta­mente come dichiarato con la lettera accom­pagnatoria dell’azienda alle comandate allar­gate del 06/12/2020. Facciamo presente che quanto sopra esposto è stato sempre segnala­to all’Azienda ma su tali problematiche la ge­stione è stata totalmente unilaterale. Rispetto a tutto quanto su esposto Fim, Fiom e Uilm hanno inoltrato la denuncia alla Procura del­la Repubblica per verificare eventuali noti­zie di reato in particolare relativamente agli aspetti di sicurezza sul lavoro ed ambientali”. Intanto la Regione Puglia ha convocato per lunedì prossimo, alle 15, in modalità video conferenza, un incontro con Cgil, Cisl e Uil regionali, con Fim, Fiom e Uilm regionali e di Taranto e con Usb e Ugl di Taranto, come richiesto dagli stessi sindacati.

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