27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cultura News

Rocky Malatesta: «La bellezza ci salverà»

Intervista al fondatore e presidente del Centro Economia e Sviluppo Italo-Russo di Bari

Rocky Malatesta
Rocky Malatesta

“Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo, Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto ne­gli occhi, la legga e gliela rac­conti”.

Questa frase di Pablo Neruda è sempre stata la mission delle edizioni del Neruda Award, il premio destinato a personaggi, italiani e stranieri.

Ed il Neruda Award 2018 è sta­to conferito al protagonista di questo racconto, Rocky Malate­sta, lucano di nascita e pugliese di adozione.

Laureato a Bari, un master alla Bocconi in Marketing Turisti­co, tante esperienze nell’asso­ciazionismo e cooperazione, oggi consulente di Puglia Pro­mozione, fondatore e presidente del Cesvir – Centro Economia Sviluppo Italo Russo) con sede a Bari e Mosca.

Bravo a scrivere e raccontare, ancor più carismatico a parlare di progetti, di valori familiari, diplomazia culturale, San Nico­la.

«La mia anima si conforma in­torno alla figura di mio padre. A 4 anni da Genzano ci trasfe­rimmo a Bari per consentire ai noi figli di vivere in una città universitaria.

Amante della terra, la prima cosa che fece fu comprare un pezzo di terra a Modugno. Oggi

raccolgo le olive, partecipo alla molitura ed il profumo che si sprigiona mi fa ritornare picco­lo accanto a mio padre», ricor­da Rocky con il suo volto che parla.

La sua famiglia, la madre, due sorelle ed il papà sono il suo si­stema valoriale oltre che la pas­sione per la campagna, il verde, gli alberi, la natura, perfino i viaggi e le visite in città euro­pee che il padre organizzava.

Le esperienze professionali e le sue qualità lo portano ad occu­parsi di territorio, promozione del turismo, mettendo assieme già decenni or sono le azien­de, capendo obiettivi, esigenze, anima e ragionando in termini di reti e di cooperazione.

Si arriva così al 2003 con con circa 60 aziende pugliesi a tessere relazioni a Mosca con interlocutori economici e l’idea geniale di Rocky di dar loro l’immaginetta di San Nico­la, assistendo alla meraviglia e commozione, al segno della croce.

Del resto San Nicola in Russia è talmente venerato da essere chiamato Russkij Bog,

Il Dio russo.

Racconta gentilmente Tatiana Shumova, presidente del Centro dei Festival Cinematografici e dei programmi internazionali, «Abbiamo da molti anni legami di amicizia e di collaborazione con Rocky Malatesta.

Dal 2007 fino ad oggi sono sta­ti realizzati dei progetti unici nel loro genere, come il Festi­val dell’Arte Russa nel mese di maggio in Puglia ed il Festival dell’Arte Pugliese a dicembre in Russia.

Questi eventi sono un notevole esempio di profonda simpatia ed amicizia che esiste tra la Russia e l’Italia.

La collaborazione con il Cesvir, presieduto da Rocky Malatesta, ha sempre avuto molte sfaccet­tature, molto proficua ed ha ge­nerato incontri meravigliosi».

«Nonostante la situazione non facile che si è creata nel mon­do, a causa della pandemia, io e Rocky abbiamo deciso di or­ganizzare entrambi i Festival nel mese di dicembre», aggiun­ge Tatiana Shumova, cittadina onoraria della città di Bari.

Bari e Mosca, l’Italia e la Rus­sia, un progetto di diplomazia culturale da oltre dieci anni, con mille risvolti ed iniziati­ve di pregio, dal commerciale all’anima spirituale.

Alcuni dati bastano a signifi­care i risultati positivi prodotti, come i voli diretti Bari-Mosca, gli artisti pugliesi che si esibi­scono a Mosca e quelli russi in Puglia, non solo a Bari ma an­che Matera, Locorotondo, Poli­gnano, Taranto, lo scorso anno al Castello Aragonese.

E poi la magia unica dei cori or­todossi, canti che ti trasportano in un’altra dimensione, come se la preghiera spiegasse le ali nel­la musica.

«Saverio – aggiunge Rocky – ti confesso che mi sono commos­so nell’ascoltare i cori ortodos­si».

E mi ricorda il grande Kahlil Gibran che scriveva, “Dio mi liberi dalla saggezza che non si commuove».

La vocazione spirituale per San Nicola, con oltre 1200 chiese a lui dedicate in Russia, è diven­tata un collante straordinario, che va ad aggiungersi alla musi­ca, alle arti, alla cultura in sen­so lato, alla letteratura.

Tanti tasselli di un mosaico, tanti ponti che rafforzano il le­game di amicizia fra il popolo italiano e quello russo.

Mi dice, gentilmente coinvolto, Michelangelo Busco, direttore del Teatro comunale Fusco di Taranto:

«Conobbi Rocky nel 2013 in oc­casione dell’organizzazione del Festival a Bari ospitando gli artisti russi nel teatro che diri­gevo.

Da allora ogni anno abbiamo collaborato per le sue attività italo russe in un clima di stima e condivisione.

Giovani talenti pugliesi, come Mirko Signorile e Vince Ab­bracciante si sono esibiti in Russia. Considero il suo lavoro vincente e mi piace sottolinea­re non solo la promozione del brand, ma anche la capacità di accogliere questa partecipazio­ne degli ospiti russi in Puglia».

È notte fonda mentre chiudo questo scritto e mi sovviene il racconto “Le notti bianche” di F. Dostoevskij, autore preferito da Rocky Malatesta. Ed imma­gino il nostro sognatore, che ama la Puglia e la Russia, nel suo luogo del cuore, ovvero la sua casa di Campomarino di Maruggio.

Saverio Sinopoli
Presidente associazione “Pablo Neruda”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche