31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 12:58:00

Cronaca News

Accesso al credito, imprese in difficoltà

L’iniziativa di Confindustria Taranto finalizzata a trovare un punto di convergenza con le banche

Imprese in difficoltà
Imprese in difficoltà

Trovare un pun­to di convergenza fra gli istituti bancari e le imprese che hanno necessità impellenti di risorse per riagganciare la ripresa: que­sto l’obiettivo del tavolo di coor­dinamento con le banche istituito da Confindustria Taranto durante la fase 1 e tenuto nei giorni scor­si in modalità telematica con i rappresentanti di vari istituti di credito. Il decreto liquidità e le difficoltà riscontrate da una par­te delle imprese del territorio per ottenere le misure creditizie messe in campo dal Governo sono stati fra i principali argo­menti trattati; dal canto loro, gli istituti di credito hanno esposto le loro difficoltà a far fronte ad una mole eccessiva di istanze di finanziamento da parte del siste­ma imprenditoriale.

A coordinare il confronto è stato il Presidente Antonio Marinaro; presenti il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti Cosi­mo Damiano Latorre, il direttore di Confindustria Taranto Mario Mantovani, il vicepresidente con delega al credito Piero Chirulli ed i presidenti di sezione Anto­nio Lenoci, Salvatore Toma, Pie­ro Carratta, Guglielmo Donzella, Beatrice Lucarella, Lucia Minu­tello, Giovanni Puglisi.

«Pur essendo il problema tra­sversale a tutti i settori e comu­ne per ogni angolo del Paese, il tessuto economico tarantino, già alle prese con problematiche pre­gresse (basti pensare all’indotto Arcelor Mittal) ha subito con le restrizioni da Covid19 sofferenze che si sono andate ad aggiunge­re a situazioni di già particolare gravità – spiegano da Confindu­stria Taranto – Un presupposto di cui gli istituti di credito hanno dichiarato di avere assoluta con­tezza, ed ai quali è stata tracciata, anche grazie alle testimonianze degli stessi imprenditori, la foto­grafia, sia pure per grandi linee, della situazione attuale. Per molti versi, le aziende hanno lamentato una palese assenza di garanzie per le aziende considerate, a va­rio titolo, in sofferenza pregressa o comunque ritenute non suffi­cientemente solide, privilegiando le situazioni, che, in periodo pre-crisi, si presentavano sane o co­munque affidabili; per altri versi, e in generale per la quasi totali­tà, è stato denunciato il ritardo nell’erogazione delle risorse».

«Dati alla mano (Fonte Abi), a Taranto il sistema bancario ha processato, a partire dal 20 aprile e fino al 16 giugno scorso, 4.518 domande di accesso alle misure creditizie previste dal decreto, per un’erogazione di risorse pari a poco più di 178milioni di euro. Per la gran parte, le risorse sono state concesse per i prestiti fino a 25mila euro. Un dato consi­derato dagli istituti presenti non trascurabile ma dietro il quale si celano – questo quanto illustrato dalle banche – non poche diffi­coltà legate, come già detto, alla mole delle istanze, che gli uffici preposti non erano preparati ad affrontare, ed ai cambiamenti intercorsi a livello normativo, che hanno comportato rimodu­lazioni frequenti delle erogazioni e quindi inevitabili ritardi. “Un quadro complesso dove le norme si intrecciano, i criteri di ammis­sibilità sono diversi – è stato det­to – e le relative interpretazioni diventano inevitabilmente diffi­coltose”».

«Come fare, allora, a far quadra­re il cerchio sulla base di que­sti presupposti? Intanto, tutte le aziende che produrranno istanza di accesso alle misure creditizie dovranno porre una particolare attenzione nella parte documen­tale: chiarezza, completezza dei dati, regolarità sono indispensa­bili per poter portare avanti le domande di finanziamento da presentare alle banche. Ed è non a caso un aspetto preponderante emerso a seguito del confronto, servito ad accendere i riflettori su una delle motivazioni che deter­minano l’esclusione di parte delle domande.

Sulla complessa tematica dell’ac­cesso al credito post Covid Con­findustria Taranto ha da tempo attivato un canale informativo rivolto alle associate, nonché la consulenza con uno studio pro­fessionale, aprendo contestual­mente il tavolo di coordinamento con gli istituti di credito del ter­ritorio».

«Prossimamente, dopo aver mo­nitorato specifiche aree di di­scussione inerenti le principali criticità riscontrate dal sistema associativo – evidenziano dall’as­sociazione degli industriali ta­rantini – porterà direttamente al confronto con gli istituti di credito le tematiche individuate al fine di comunicare alle stesse aziende ogni chiarimento o cor­rettivo possibile da applicare a seconda dei casi. La situazione è tale da non consentire ulterio­ri ritardi: molte delle aziende che oggi affrontano le difficoltà di accesso al credito potrebbe­ro non sopravvivere a ritardi o peggio ancora rifiuti opposti dal sistema bancario, e ritrovarsi, in autunno, a dover gettare la spu­gna uscendo definitivamente dal mercato. Un’ipotesi avvalorata dai dati nazionali (fonti Camere di Commercio e Centro Studi Confindustria): quasi 30mila im­prese in meno si registrano nel primo trimestre 2020, contro un calo di 21mila nello stesso trime­stre del 2019, il saldo peggiore degli ultimi sette anni. In maggio la produzione industriale italiana è diminuita del 33,8% rispetto a un anno prima, dopo il -44,3% rilevato in aprile, quando le chiusure erano pressoché totali. Molti sono gli imprenditori che soffrono per la carenza di liqui­dità, costretti a navigare a vista anche a causa di uno scenario di estrema incertezza sull’econo­mia italiana e internazionale. In assenza di adeguati interventi a sostegno della ripresa del sistema produttivo, nel giro di pochi mesi si rischia l’esplosione di una vera e propria emergenza sociale che renderà ancora più difficoltosa la strada verso l’uscita dall’attuale crisi economica.

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