27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 20:41:00

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Grottaglie, «La Leonardo non sia l’ennesima emergenza»

L’intervento del segretario Uilm, Talò

La Leonardo non sia l’ennesima emergenza
La Leonardo non sia l’ennesima emergenza

GROTTAGLIE- “La Leonardo non diventi l’ennesima emergen­za in un territorio già martoriato. La Uilm annuncia una iniziativa a pubblica “per richiamare tutti alle propei responsabilità”. Così Antonio Talò, segretario genera­le della Uilm di Taranto e le Rsu Uilm dello stabilimento.

“I recenti accadimenti legati alla diffusione della pandemia globale e alle con­seguenti ripercussioni generate dall’azzeramento del trasporto ae­reo e alla inevitabile crisi del mer­cato dell’aviazione civile, hanno aggravato la situazione già com­plicata della Leonardo di Grotta­glie. Ecco perché prossimamen­te- dicono Talò e le Rsu- verrà annunciata una iniziativa pubblica sul futuro del sito, nel rispetto dei limiti vigenti, chiedendo la parte­cipazione dei parlamentari ionici e della presidenza della Regione Puglia, a valle dell’incontro con­vocato dalla Regione con l’azien­da per il 29 giugno prossimo, af­finché ognuno venga richiamato alle proprie responsabilità dinanzi all’attuale situazione, al fine di evitare che si trasformi nell’enne­sima emergenza occupazionale in un territorio martoriato da annose vertenze industriali. Prima dell’e­mergenza sanitaria – spiegano – era stato annunciato dall’unica committente Boeing un rallenta­mento del rate produttivo, dalle precedenti 14 alle 10 serie al mese.

L’effetto delle norme anti contagio sul traffico aereo e la riduzione della capacità globale delle com­pagnie aeree, hanno anticipato la suddetta riduzione generando ad oggi la pianificazione di un’ul­teriore decrescita produttiva che interesserà anche il 2021 e 2022, così come definito dall’azienda durante l’incontro sindacale del 9 giugno scorso”. La Uilm ritiene “improrogabile che la Leonardo intervenga con un piano solido di rilancio delle aerostrutture, nel quale la responsabilità della one company (visto la trasformazione del 2016 da Holding finanziaria ad unica società divisionalizzata) debba essere quella di mettere a fattor comune il business delle strutture lavorando in maniera in­terdivisionale, oppure generando un rafforzamento di alleanze con grandi player mondiali nel cam­po delle aerostrutture, attraver­so una joint venture che rafforzi finalmente il brand di mercato e garantisca le prospettive produtti­ve solide mancanti ad oggi.

I la­voratori di Grottaglie hanno reso possibile una ricostruzione dei processi produttivi generando un efficientamento dello stabilimen­to che sarebbe dovuto servire a portare nuovo lavoro svincolan­dolo dalla piaga della monocom­mittenza, attraverso il Global set­tlement siglato con il cliente nel 2017. Inoltre, anche nel campo delle tecnologie e dell’innovazio­ne, in collaborazione con i centri di ricerca pugliesi, l’Università del Salento e il Politecnico di Bari, i lavoratori del sito hanno dimostra­to di possedere una competenza che deve servire come motore di crescita per un’azienda leader nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. In tali settori è mancato un raccordo organizzati­vo e, probabilmente, il vero credo aziendale necessario a dirottare gli investimenti utili a tramutare il lavoro svolto in opportune inizia­tive di diversificazione produttiva, passando dalla sperimentazione/prototipazione alla conseguente commercializzazione/produzione di nuove attività. Per di più non possiamo permettere che l’attuale situazione generi ricadute futu­re negative sui lavoratori sociali, quelli di Fata e degli appalti”.

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